Wednesday, 08 April 2026
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Pubblicato il 08 April 2026 alle 12:55
Olbia. Un gesto semplice che, ripetuto nel tempo, può trasformarsi in un grande atto di solidarietà. È la storia di Dante Meloni, 59 anni il prossimo mese, donatore dell’AVIS che ieri, 7 aprile, ha raggiunto il significativo traguardo delle 150 donazioni di sangue, un risultato che racconta anni di impegno al servizio della comunità attraverso AVIS Olbia.
Originario di Oristano e autista di professione, Dante Meloni è ormai adottivo di Olbia. Chi lo conosce racconta che non manca mai un appuntamento, perché considera la donazione non solo un gesto di solidarietà, ma una vera responsabilità civica. Dante è uno di quei donatori silenziosi su cui il sistema trasfusionale può contare con costanza.
Dietro questo numero importante c’è un percorso lungo quarant’anni, iniziato con entusiasmo quando Dante era ancora giovanissimo. Lo abbiamo incontrato e siamo riusciti a farci raccontare cosa ha provato quando ha donato per la prima volta. "Ricordo ancora quando mi presentai per la prima volta a donare – racconta –. Allora vivevo ancora a Oristano e quando mi presentai al centro trasfusionale scoprirono che avevo solo 17 anni. Mi rimandarono a casa e confesso che ci rimasi male, ma non mi sono scoraggiato. Al compimento del 18esimo anno mi ripresentai a donare il sangue e da allora sono trascorsi quarant’anni. Nel mio piccolo sono felice di poter ancora aiutare qualcuno che ha bisogno".
Nel corso degli anni, il suo contributo ha aiutato centinaia di persone: il sangue donato viene infatti utilizzato ogni giorno negli ospedali per interventi chirurgici, emergenze, terapie oncologiche e per il trattamento di numerose patologie. Un importante traguardo che non è passato inosservato nemmeno all’interno dell’associazione. Il presidente dell’AVIS Gavino Murrighile ha voluto sottolineare il valore umano di questo risultato: "Siamo onorati che eccellenze umane come Dante facciano parte della nostra squadra. È grazie a uomini di questa levatura morale che gli ospedali e i talassemici conservano la speranza di una vita migliore e la comunità acquisisce la consapevolezza che un mondo migliore esista davvero. È un traguardo straordinario che ci inorgoglisce e ci responsabilizza nel trovare occasioni e opportunità per implementare la cultura della donazione".
Dietro ogni sacca di sangue c’è sempre una storia di generosità. Nel caso di Dante Meloni, questa storia è fatta di continuità, senso del dovere e altruismo. Donazione dopo donazione, il suo impegno rappresenta un esempio concreto di come un singolo cittadino possa contribuire, nel tempo, a salvare molte vite.
Il traguardo delle 150 donazioni non è soltanto un numero: è la testimonianza di una scelta di vita basata sulla solidarietà. E proprio storie come la sua ricordano quanto sia importante continuare a promuovere la cultura del dono, affinché sempre più persone decidano di compiere questo gesto semplice ma fondamentale.
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