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Olbia, “vino sottomarino” sul fondo del mare di Tavolara

Una cantina subacquea: ecco l’idea innovativa di Marco Usai e Daniele Depau

Olbia, “vino sottomarino” sul fondo del mare di Tavolara
Olbia, “vino sottomarino” sul fondo del mare di Tavolara
Ilaria Del Giudice

Pubblicato il 12 July 2026 alle 09:00

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Olbia. Dal verde delle vigne di Monti alle acque azzurre del mare di Tavolara: ecco il viaggio insolito e più unico che raro di alcuni vini che, nel marzo 2026 sono stati calati negli abissi e, a breve, verranno fatti riemergere, pronti per essere gustati. Ben 1600 le bottiglie immerse nella cantina subacquea a 38 metri di profondità, nata dall’idea geniale di due professionisti uniti dalla passione per la propria terra: Marco Usai, imprenditore nel settore nautico, e Daniele Depau, pilota civile.

“Si tratta di un sogno nato nel 2022 con l’intento di unire in un solo bicchiere il sapore della nostra terra e la forza del nostro mare” spiegano Usai e Depau, titolari dell'azienda Taulara s.r.l.s. Un’intuizione innovativa e affascinante che, oltre ad avere un forte carattere identitario in quanto capace di mettere in risalto due delle specialità locali – l’eccellenza vitivinicola gallurese e le sue acque cristalline – trova anche un riscontro perfetto nelle condizioni ambientali che garantiranno il successo di questa iniziativa.  A quelle profondità, infatti, cullate dalle correnti, le bottiglie godono di condizioni di conservazione che nessuna cantina sulla terraferma potrebbe mai replicare: temperatura costante dettata da un termometro naturale che oscilla stabilmente tra i 12° e i 19° C; buio totale con protezione assoluta dai raggi solari, nemici storici del vino; gusto irripetibile in quanto la pressione e il movimento del mare accelerano e valorizzano l'affinamento, regalando sfumature aromatiche complesse e impossibili da ottenere con i metodi classici. Inoltre, il mare, non garantirà solo i presupposti ideali per questioni di palato: sarà l’artista incaricato a rendere ogni bottiglia un vero e proprio pezzo da collezione irripetibile, creando, durante i mesi sott’acqua, striature e incrostazioni marine uniche.

Ma come è nata questa idea così particolare? “Osservando il territorio. – rispondono Usai e Depau, spiegando - abbiamo il golfo naturale più bello che ci sia, con Tavolara esattamente dove dovrebbe essere, al suo ingresso, come fosse stata messa lì apposta per proteggere la nostra città, con dei fondali favorevoli sia per clima, correnti e profondità. Molti non pensano che questo possa essere un punto da valorizzare, quanto piuttosto solo da ammirare (il che non è un male ovviamente ma, a nostro parere era troppo scontato). Noi abbiamo voluto guardare oltre e dare vita a un progetto ad impatto ambientale zero. L’idea è nata da una semplice chiacchierata che, pian piano, si è trasformata in realtà”.

I tre gioielli attualmente 'in immersione' che si preparano a dare forma al tesoro finale sono un rosso e due bianchi: "Còri" – Isola dei Nuraghi (Rosso), un vino intenso che sarà disponibile sia nella classica bottiglia in vetro sia in una più particolare versione in terracotta; "Carramusa" e "Chjana" – Vermentino di Gallura Superiore D.O.C.G., due espressioni d'oro bianco della Sardegna, presentate in vetro e divise in due differenti fasce di altissima qualità.

“Un anno lo abbiamo impiegato solo per scegliere i vini – spiegano ancora i due imprenditori – e ora ci stiamo concentrando sull’affinare il Vermentino di Gallura (Chjana e Carramusa) e nell’invecchiamento del rosso Isola dei Nuraghi (Còri). Non puntiamo sulle bollicine, ma solo su vini fermi. L’opera è riuscita grazie al progetto attento e meticoloso dell’ingegnere Cristian Iavarone, al Biologo Marino Gianmario Pizianti, che monitora periodicamente fondale e bottiglie nella Cantina Subacquea e a Andrea Pin titolare della Lavori Marittimi Pin Srl, che ha pianificato la posa delle casse. Un team di professionisti qualificati scelti con cura proprio per garantire il successo dell’iniziativa”.

L’obiettivo quello di produrre un ottimo prodotto di nicchia, accessibile a molti e di farlo conoscere ad ampio raggio, organizzando eventi anche a livello internazionale, per valorizzare ancora di più la Sardegna e le sue specialità. E il countdown per il primo sorso è “agli sgoccioli”. Le bottiglie riemergeranno infatti dal loro letargo sottomarino a settembre 2026, pronte per essere stappate e gustate. Non resta che preparare i calici per assaporare il perfetto connubio tra terra e mare che la Gallura sta per servire in tavola.  

Ma le sorprese sono solo all’inizio, anticipano Marco e Daniele: “Stiamo già lavorando ad un nuovo progetto per la Cantina Subacquea con la speranza, tra non molto, di poter offrire qualcosa di più anche a livello locale. In fondo all’ingresso della nostra città c’è scritto “Olbia città del vino” e noi cercheremo di contribuire nel farne un caposaldo”.