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Cronaca Olbia

Olbia: viaggio di istruzione per rendere omaggio alle vittime dei campi di concentramento

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Olbia, 5 maggio 2019- Un viaggio di istruzione lungo il filo delle emozioni e della memoria, quello organizzato nei minimi dettagli da alcuni istituti superiori della città di Olbia:  Amsicora, Panedda e Mossa insieme a ANED, ANPI, Movimento Nonviolento, e con il contributo del Comune di Olbia.

Partiti per la Germania dall’aeroporto di Cagliari il 2 maggio scorso, gli studenti stanno visitando i luoghi simbolici della tragedia della Seconda guerra mondiale e dell’Olocausto.

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“Con i ragazzi degli istituti superiori Amsicora, Panedda e Mossa, con i loro dirigenti e insegnanti e con il gonfalone del Comune, abbiamo visitato oggi il campo di concentramento di Dachau” scrive l’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Sabrina Serra sulla sua pagina FB, ” È stata per tutti una esperienza commovente e toccante che non dimenticheremo mai”.

   Quello di Dachau fu il primo dei campi di concentramento nazista, aperto il 22 marzo del 1933 su iniziativa di Heinrich Himmler, ad un mese dalla presa di potere di Hitler (30 gennaio 1933). Venne posizionato nella Germania meridionale, a circa 16 km a nord-ovest di  Monaco di Baviera.

Il  tristemente famoso lager rimase in funzione per tutti i 12 anni del regime nazista. Inizialmente venne aperto nei locali di una precedente costruzione, un’ex fabbrica di munizioni in disuso edificata durante la I Guerra Mondiale. Demolita la fabbrica, il campo di Dachau venne ampliato, anche grazie  al lavoro dei prigionieri, fino a formare un grande rettangolo di circa 600 m di lunghezza e 300 m di larghezza, circondato da un territorio paludoso, nebbioso e insalubre.

“Ogni volta che attraverso un campo di concentramento guardo insistentemente verso il basso. – scrive il preside dell’Amsicora Gianluca Corda – Lo faccio pensando a quante persone, camminando su questa terra, hanno perso il loro futuro, i loro desideri, i loro sogni, la loro dignità, la loro vita, travolti dal fango, dalle lacrime, dalla fatica, dalla paura della morte.
Ma soprattutto lo faccio perché davanti al più grande atto di odio e disumanità della storia, da uomo, provo profonda vergogna.
E se alzo la testa verso il Cielo lo faccio solo per chiedere scusa e per pregare il buon Dio che aiuti le generazioni presenti e future a scolpire quel “MAI PIÙ” nella loro mente e nel loro cuore.
E guardando la serietà e l’attenzione dei nostri ragazzi, anche oggi, il mio desiderio diventa speranza.” – conclude Corda. 

Il lungo viaggio non è ancora terminato, i ragazzi sono attualmente in Austria per visitare il campo di concentramento di Mauthausen-Gusen. Attenderemo il loro ritorno per sentire direttamente da loro, le impressioni e le emozioni provate davanti a tutto ciò che resta di materialmente tangibile della ferocia e dell’odio contro l’umanità qui manistati. Un crimine terribile che segna ancora la vita di molti, ma che nello stesso tempo non può e non deve essere dimenticato, affinchè tutti possano dire con forza: mai più violenza, mai più guerra.

 
 

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