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Olbia, rischio idrogeologico: approvate le osservazioni, ok al Piano Venturini

Nomasvello Olbia 1085

Olbia, 10 settembre 2018 – Ieri sera, in Consiglio comunale, sono state discusse le nuove osservazioni al Piano Mancini firmate dagli ingegneri della Technital e in particolare dall’ingegnere idraulico Simone Venturini. Osservazioni che, presentate a nome del Comune di Olbia, hanno lo scopo di evidenziare le criticità del Piano Mancini (già cambiato in modo significativo in questi mesi).

Le criticità sottolineate dall’ing. Venturini sono molteplici e riguardano diversi aspetti:

  • casse di laminazione interne al contesto urbano: permane l’impatto delle casse, le verifiche di Dam Break introducono ulteriori elementi di preoccupazione;
  • l’impatto eccessivo degli allargamenti dei canali;
  • i franchi inferiori a 1,5 metri sotto i ponti;
  • l’impatto sulle proprietà private e sugli edifici, alcuni dei quali ricadranno in fascia di tutela fluviale.

Altri aspetti sono stati corretti parzialmente, ma rimangono alcuni aspetti controversi:

  • sottostimato il costo degli espropri per le vasche di laminazione;
  • rimangono corti i cosiddetti sfioratori di superficie delle casse;
  • rimane sottostimato il costo per la risoluzione delle interferenze (rete acque meteoriche);
  • importante impatto sulle reti di drenaggio urbano con l’introduzione di una nuova criticità, ovvero le valvole  a Clapet;
  • sottostima delle aree di smaltimento del materiale in esubero;
  • rimangono 8 km di muri in città con un altezza di circa 1 metro.

Dopo la relazione tecnica, è stato il turno del dibattito politico che ha poi portato alla votazione e all’approvazione con i soli voti della maggioranza più quello di Vanni Sanna della delibera. Astenuti Davide Bacciu e Roberto Ferinaio; contraria la Coalizione civica, soprattutto per come è stata concepita la delibera.

Infatti, la delibera non si limita a proporre le osservazioni al piano Mancini, ma incorpora quanto detto durante la doppia conferenza pubblica avvenuta alla Stazione marittima la settimana scorsa di cui, secondo la Coalizione civica, non ci sarebbe alcun verbale. Proprio in quella occasione, il sindaco Settimo Nizzi ha detto pubblicamente che Olbia ricorrerà al referendum popolare.

Questi alcuni degli interventi principali:

Rino Piccinnu (Coalizione civica): “Sembra che al dottor Mancini si debba ritirare il patentino da ingegnere idraulico, sembra che tutti siano da licenziare. Mentre dobbiamo prendere i nuovi progettisti e fare loro un monumento. Sono l’ultimo commercialista d’Italia e non mi intendo di idraulica. Non ho dubbi che il sindaco sia in buona fede, ma anche tutti coloro che hanno lavorato al Piano Mancini lo sono. Noi c’eravamo quel giorno, abbiamo ben presente i volti delle persone colpite. Se lei, signor Sindaco, ne capisce di idraulica, ci deve spiegare tutti i canali tombati che ci sono in città. Credo che non è pensabile che, dopo 5 anni, stiamo ancora discutendo sul miglior piano”.

Vanni Sanna (Grupo misto): Ci sono delle questioni di sicurezza che non possono essere ignorate e che la Technital ha sottolineato.

Roberto Ferinaio (Gruppo misto, M5s): “I nodi stanno venendo al pettine. Nelle osservazioni avevo chiesto se si potessero spostare le vasche dal tessuto urbano. Mi è stato risposto che era la soluzione migliore in terreno agricolo. E alla mia domanda se queste vasche potessero avere rischio crollo mi si rispose che era impossibile. Poi, nella Via, trovo il rischio crollo. Come cittadino mi sento preso in giro. Avevo espresso perplessità sull’ordine dei lavori delle opere. Si disse che le vasche non si sarebbero quasi mai riempite, e invece non è così. La fretta è cattiva consigliera. In quel caso c’è stata la fretta e l’emotività, e lo capisco perché la città chiedeva risposte. Queste osservazioni non le ha prese in considerazione nessuno e oggi risuonano. Dall’inizio andava fatto un processo più lungo, magari a rischio di non reperire subito i fondi, ma che ci avrebbe dato soluzioni migliori. Ed è un rammarico. L’alternativa è procedere con un progetto finanziato in parte con molte lacune o fare un salto carpiato all’indietro di tre anni. Questo progetto andrà avanti, francamente non si vedono all’orizzonte soluzioni”.

Pietro Carzedda (Forza Italia):  “La città di Olbia non vuole il piano Mancini. Gli olbiesi vogliono il rispetto di due principi: acqua fuori da Olbia e rispetto della proprietà privata. Abbiamo portato avanti un progetto che rispetta questi principi”.

Bastianino Monni (Forza Italia): “Bonariamente sono stati commessi errori causati dalla fretta nel recente passato. Senza aver il desiderio di fare un passo indietro, senza la voglia di ammettere gli errori. Il piano Mancini lo abbiamo analizzato, abbiamo avuto il tempo e la voglia di farlo. Le Vasche di laminazione nell’agro di Putzolu non prendono in considerazione l’Ua niedda, uno dei maggiori affluenti del Seligheddu. Siamo aperti a qualsiasi soluzione, purché si salvino gli olbiesi. Siamo per il progetto Technital, purché non blocchi lo sviluppo della parte ovest della Città. A ogni critica della Regione la Technital ha risposto punto per punto. Stiamo lavorando al progetto alternativo senza trascurare la pulizia dei canali: stiamo già lavorando nella parte urbana, a stretto giro si interverrà nella parte extra urbana. Il problema, ha ragione Ferinaio, sta a monte”.

Poi, in conclusione, l’intervento del sindaco, Settimo Nizzi: “Mancini non può smontare la Technital. Il Comune fece una gara e vinse MMI, dove lavora l’ing. Marco Mancini. E così il dott. Mancini aiuta i tecnici olbiesi a fare il progetto. Il Piano Mancini sta andando avanti con la Via di una normativa precedente, non ha termini di scadenza. Ci vuole un progetto definitivo. Tempo di realizzazione del piano alternativo? Al Via ci va lo studio di fattibilità, e siamo già pronti. La nuova normativa fatta dalla regione con la delibera 45 del 27 9 17, una volta che arriva il progetto al Via e viene pubblicato, la giunta regionale ha 150 giorni di tempo per deliberare approvazione o bocciatura. Questi tempi noi li abbiamo per passare dallo studio di fattibilità, definito avanzato,  a un progetto definitivo fatto da persone che fanno questo di mestiere. E’ stato omesso che lo studio Mancini va passato alla Direzione generale per le dighe. Avrebbero fatto meglio a ritirarlo quel progetto. Nonostante le correzioni è ricco di errori drammatici per la nostra città. Anche noi abbiamo fatto tre lotti, nel primo lotto mettiamo in sicurezza la città per il 70% con la galleria. Loro con il primo lotto e le vasche lasciano il 35% del Seligheddu libero. Quattro vasche, alcuni milioni di euro e zero riduzione del rischio e io vorrei venire smentito! Si fanno 4 vasche che non servono a niente, messe lì creano solo danno e pericolo. Capitolo costi: hanno fatto una delibera per dire che il vecchio progetto seguiva i vecchi prezziari. Tutte le opere civili Technital rispettano il nuovo prezziario regionale, quello obbligatorio, mentre la galleria viene computata con prezziario Anas perché progetti con quelle valutazioni sono già state realizzate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. Noi il referendum lo facciamo“.

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