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Olbia, recuperato falco lodolaio: "a decine sulle barriere anti-rumore"

Un episodio che apre la riflessione sulla necessità di tutelare la fauna selvatica

Olbia, recuperato falco lodolaio:
Olbia, recuperato falco lodolaio:
Camilla Pisani

Pubblicato il 17 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Il recupero della fauna selvatica è un’operazione spesso delicata, durante la quale la mancata conoscenza delle procedure rischia (come spesso accade col ritrovamento dei ricci) di danneggiare gli animali, seppure in buona fede: prima di agire in qualsiasi direzione, è sempre bene rivolgersi al centro di recupero più vicino.

Proprio pochi giorni fa, la docente scolastica Daniela Conti, ex membro del Gruppo Ornitologico Sardo, grande appassionata di volatili (in particolare rapaci), ha salvato la vita ad un esemplare di falco lodolaio: “ho recuperato sulla circonvallazione, all’altezza del cavalcavia, un bellissimo esemplare di falco lodolaio. Con molta probabilità ha impattato sulla barriera anti rumore, subendo un trauma cranico piuttosto importante, da cui ad oggi non si è ancora ripreso. In questo momento si trova in clinica dal dottor Amadori, veterinario olbiese specializzato in animali selvatici, sempre molto disponibile. Tempo fa ho chiesto al comune di Olbia di dotare quelle barriere anti-rumore di adesivi raffiguranti uccelli, così come si vede sulle strade a scorrimento veloce della penisola, così da impedire vere e proprie stragi di volatili, frequentissime. Sarebbe veramente opportuno provvedere a questo piccolo accorgimento, perché tutelare l'avifauna vuol dire tutelare il pianeta e quindi la nostra stessa esistenza” dichiara l’insegnante.

Il Falco lodolaio (nome scientifico falco subbuteo) è presente in Eurasia e Africa Settentrionale. In Italia è ampiamente diffuso alle quote medio-basse ed anche in pianura, molto localizzato in Sicilia e in Sardegna. Presente anche su tutta la catena alpina, fino oltre i 1000 metri di quota.

Vivacissimo e ardito, gareggia in velocità con qualsiasi altro uccello. Il suo volo basso e veloce richiama quello del rondone, poiché, come questo, tiene le ali disposte a falce, le muove di frequente e compie con grande sveltezza le più difficili evoluzioni. Si posa di solito sugli alberi e molto di rado sul terreno. Una piccola curiosità: L'ornitologo Peter Adolph, inventore del gioco del calcio da tavolo Subbuteo, avrebbe voluto inizialmente brevettare il passatempo con il nome The Hobby, che in Inghilterra designa il falco lodolaio. Non essendo il termine "Hobby" registrabile all'Ufficio Brevetti inglese Adolph ripiegò su parte del nome scientifico, Subbuteo appunto.

Come giustamente auspicato da Daniela Conti, il coinvolgimento delle scuole in progetti dedicati alla sensibilizzazione rispetto alla fauna selvatica costituirebbe un passo importante per la formazione di una coscienza ambientale nei più giovani: “proporre alle classi di realizzare, su semplice carta adesiva, alcuni disegni raffiguranti uccelli, per poi appiccicarli alle barriere anti-rumore sarebbe un bel gesto sia per la concreta tutela dell’avifauna, sia per i bambini e le loro famiglie, che potrebbero avere la soddisfazione di vedere un loro manufatto esposto sulle strade a maggior scorrimento” spiega l’insegnante.

Episodi come il recupero di questo falco lodolaio ferito potrebbero aprire la riflessione su quanto piccoli gesti, sia da parte delle amministrazioni che da parte dei singoli cittadini, possano cambiare -ed a volte salvare- la vita di tante creature, la cui esistenza costituisce una ricchezza sia in termini ambientali che spirituali.