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Olbia, passi in avanti per ciechi: rimangono, però, tutte le altre barriere architettoniche

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Olbia, 20 febbraio 2019 – Grazie a una fitta interlocuzione e a diversi incontri, l’Unione Italiana Ciechi – rappresentata, in loco, dal presidente della sezione del Nord Sardegna Franco Santoro – è riuscita ad ottenere passi avanti fondamentali per i cittadini olbiesi ciechi e ipovedenti. L’Aspo ha attivato l’annuncio vocale a bordo e fuori dai bus: al momento, tale servizio è attivo su 8 bus su un totale di 34.

Altro traguardo, riguarda l’avviso sonoro del semaforo pedonale che si trova davanti al Municipio di Olbia, ma anche l’implementazione dell’applicazione Moovit che consente, tramite VoiceOver per iOs e TalkBack di Android, di “navigare in tutte le schermate della app ascoltando informazioni sulle funzioni per il trasporto pubblico locale a Olbia”.

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Insomma, piccoli passi avanti per l’inclusione degli olbiesi ciechi e ipovedenti che, adesso, potranno circolare per la città in maniera autonoma.

Con questi positivi cambiamenti, però, non viene risolto del tutto il problema delle barriere architettoniche, che sono tante e spesso insidiose e infide perché sono dove meno dovrebbero essere.

Sia il pubblico che il privato dovrebbero – in teoria – rispettare delle norme ben precise per non creare o eliminare le barriere architettoniche. Non sempre ciò accade, ma quando è il pubblico a “dimenticare” questo aspetto fa più male perché dovrebbe dare il buon esempio.

A Olbia, esempi di barriere architettoniche se ne possono trovare ovunque. In via Walter Frau (che è il tratto di strada che precede via Bazzoni-Sircana), ad esempio, i pali della luce sono piazzati al centro del marciapiede: una persona con disabilità motoria (sedia a rotelle, stampelle) o un genitore con una carrozzina ha difficoltà a muoversi in questa strada.

Anche in via San Simplicio gli ostacoli sui marciapiede sono diversi. Anche un marciapiede troppo stretto può diventare una barriera architettonica.

A volte gli scivoli non ci sono.

Altre volte, eliminato il marciapiede si lasciano le barriere architettoniche create: vedi Corso Umberto.

Ovviamente, le città grandi son difficili da amministrare e complesse sotto il profilo dei lavori pubblici: il punto è che basterebbe semplicemente avere un po’ più di attenzione in più anche nell’ascoltare i cittadini come è successo con il lodevole lavoro dell’Unione Italiana Ciechi.

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