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Pubblicato il 11 December 2025 alle 07:00
Olbia. È una storia di passione, competenza e radici che non si spezzano quella di Pietro Fois, olbiese, oggi ai vertici della più prestigiosa casa automobilistica al mondo. Responsabile del settore Pre-Owned di Ferrari, Fois è stato insignito nei giorni scorsi del titolo di Miglior Pre-Owned Manager del Mondo, un prestigioso riconoscimento che lo proietta a grande velocità (è proprio il caso di dirlo) nell’Olimpo del Cavallino Rampante.
Stabilitosi da anni ad Hannover con la moglie Francesca e le loro due figlie, Fois non ha mai tagliato il filo che lo lega alla sua città natale, dove ha studiato e costruito le basi del suo futuro. Dopo il Liceo Scientifico a Olbia, ha proseguito la sua formazione tra Sassari, Torino e Londra, specializzandosi in lingue straniere e business management: competenze che lo hanno portato a ricoprire ruoli internazionali tra Regno Unito, Australia e Svizzera.
Oggi il suo lavoro lo coinvolge costantemente negli eventi ufficiali di Ferrari, in un ambiente dove l’eccellenza non è un obiettivo ma una regola. Salire sul palco del Testa Rossa Award a Maranello con in mano una coppa che riproduce la storica bancata della Ferrari 250 Testa Rossa rappresenta non soltanto una consacrazione personale, ma anche un orgoglio tutto olbiese.
Il premio non ha valore economico, ma pesa quanto un trofeo mondiale: per conquistarlo servono competenze commerciali, conoscenza del prodotto, capacità di gestione e soprattutto la mentalità Ferrari, che trasforma ogni sfida in velocità, e ogni traguardo in un nuovo punto di partenza. L’intervista che segue racconta la visione, il percorso e le emozioni di un uomo che, partito da Olbia con una valigia piena di ambizioni, oggi porta il nome della sua città ai vertici di un mito globale.
Pietro, essere premiato come miglior Pre-owned Manager del mondo in Ferrari è un riconoscimento di altissimo livello. Qual è stato il percorso professionale e umano che l’ha portata a raggiungere questo traguardo?
"Sono sempre stato affascinato dalle lingue straniere e curioso di viaggiare. Dopo la Maturità scientifica ad Olbia, mi sono laureato in Lingue Straniere (Triennale a Sassari, Specialistica a Torino) e conseguito un Postgraduate a Londra in Business Management e Marketing. Durante e dopo gli studi ho praticamente sempre lavorato nel settore Automotive, ricoprendo diversi ruoli e cercando sempre di imparare qualcosina di nuovo da metter nel bagaglio di esperienze di oggi e applicarle nel lavoro di domani.
Ho avuto il privilegio di poter lavorare in 5 Stati e 2 Continenti diversi (Italia, UK, Australia, Svizzera e Germania), interfacciandomi con realtà e culture molto diverse l’una dall’altra, dove era richiesta una lettura ad ampio raggio di quelle che erano le esigenze e i bisogni più disparati della clientela, con diversi gradi di attenzione al dettaglio. E mi creda non sempre trovavo subito la chiave di lettura. Ho sbagliato tanto e preso diversi “schiaffi” morali. É servito tutto".
Il premio “Testa Rossa Award” celebra l’eccellenza in Ferrari, ma porta anche con sé il peso della storia e della tradizione del marchio. Cosa significa per lei, e in che modo questo riconoscimento riflette la sua visione del lavoro e della gestione dei clienti?
"Questo é il mio sesto anno presso la Concessionaria Ufficiale Ferrari ad Hannover. Ovviamente la mia passione per il Cavallino non è nata qui. Già da piccolo custodivo gelosamente sulla mensola della mia cameretta i modellini di Maranello e seguivo in tv le rosse in F1. Cerco ogni giorno di portare a lavoro la passione per il marchio. Il cliente che entra in concessionaria sa tutto e di più sul modello che vuole acquistare. Non cerca il dettaglio tecnico. È per questo che dal primo giorno in Ferrari cerco di trasferire la mia passione al cliente, cercando di farlo sentir parte della famiglia. Perché questo è il concetto chiave: sentirsi parte della gloriosa Famiglia Ferrari, con i suoi successi, i miti senza tempo, la sua storia e tradizione. È questo che ricerca il vero Ferrarista. La relazione venditore-cliente non termina con la firma sul Contratto. Anzi, è lì che nasce il rapporto di fiducia, che va coltivato nel tempo, costruendo una base solida di comunicazione aperta, rispetto reciproco, coerenza, trasparenza e piccoli gesti di cura e attenzione. Il premio riconosciutomi quest’anno è per me la prova che la direzione intrapresa è quella giusta".
Lei ha mantenuto un forte legame con Olbia nonostante una carriera internazionale che l’ha portata tra Gran Bretagna, Australia, Svizzera e ora ad Hannover. Quanto ha influenzato la sua formazione e i suoi valori l’esperienza di crescere nella sua città natale?
"Come spesso descritto da chi per svariati motivi si è allontanato dalla nostra splendida isola, il legame- il cordone ombelicale che ci unisce è qualcosa di veramente forte e vitale. Sono molto legato alla mia terra e alla mia città. Ne parlo costantemente a lavoro e non ho un cliente che non sappia da dove arrivo e quali siano le mie origini. Ad Olbia ho tutta la famiglia e gli amici più cari, motivo per cui ho il bisogno fisico e mentale di ritornarci almeno una volta l’anno. Ovviamente sentimento condiviso con mia moglie Francesca, anche lei sarda, e le nostre due bimbe Rita e Sonia, nate qui a Hannover. Olbia è il mio porto sicuro, dove ho la certezza di ritrovare i cardini della mia vita. Olbia è casa".
Nel suo ruolo viaggia costantemente e partecipa a eventi globali Ferrari. Quali sfide e soddisfazioni comporta gestire il settore pre-owned di una delle aziende più iconiche al mondo, e quali consigli darebbe ai giovani olbiesi che aspirano a carriere internazionali simili?
"La gestione Ferrari segue logiche e dinamiche del tutto diverse rispetto a quelle del mercato automobilistico tradizionale. Ogni giorno mi si pone davanti una nuova sfida, ed è la cosa che più amo del mio lavoro. È la mia benzina! Bisogna tenersi costantemente aggiornati (grazie anche ai numerosi workshop che la casa di Maranello mette a disposizione) senza dimenticare che Ferrari è a tutti gli effetti un luxury brand con tutto ció che questo delicato universo comporta e le regole che lo governano.
Cosa consiglio? Essere curiosi, metodici, coraggiosi. Ricordarsi ogni giorno di vivere la vita al meglio delle proprie possibilità e trarne il massimo. Superare i propri limiti, mettersi alla prova, superare le sfide, raggiungere gli obiettivi preposti e dare il meglio di sé, sempre. Ci sarà sempre un'altra sfida, un altro miglio, un altro limite da superare. Ed è proprio questo il bello".
Un sogno da realizzare ora?
"Mi piacerebbe un giorno poter trasmettere alle future generazioni quello che ho imparato (e impareró) durante la mia carriera, cercando di sensibilizzare ed incentrare l’attenzione sul rapporto umano. Dove e come saper pizzicar le corde giuste, generare sinergia e complicità tra le parti. Non importa se si vende un’auto di lusso o un caffè al bar, rimango convinto che il fattore umano sia il volano per il proprio successo personale e l’ingrediente principale che fa la differenza".
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