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Olbia, il disastro Sa Corroncedda è peggio di ciò che sembra: la discarica è GIGANTESCA

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Olbia, 31 ottobre 2019 – Il disastro di Sa Corroncedda, divenuta una discarica abusiva a cielo aperto, è molto peggio di quel che appare a una prima visita superficiale.

Ciò che nei giorni scorsi è balzato agli onori delle cronache non è che una  parte dell’immensa quantità di rifiuti stoccata nell’area.

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Le immagini sin qui pubblicate si riferiscono, infatti, esclusivamente all’area dell’ex campo rom che è sostanzialmente delimitata.

Oltre il campo, in terreni in parte privati e in parte comunali, c’è tutto il resto.

Questa mattina, insieme al Comitato Ambiente, abbiamo compiuto un sopralluogo oltre il campo rom.

Volevamo, infatti, rispondere a una domanda: è tutto qua o c’è dell’altro?

La risposta è stata inequivocabile: c’è molto, molto altro oltre le casette che per 10 anni hanno ospitato la comunità rom olbiese.

Prima di addentrarci in ciò che abbiamo scoperto questa mattina, ecco la “mappa” delle discariche per aiutarvi a capire di cosa stiamo parlando: in blu la parte anteriore che già conoscevamo, in rosso quella esplorata durante il sopralluogo di questa mattina.

Nella parte, che per comodità definiamo “retrostante”, ora è molto facile accedere: la ruspa che è intervenuta per l’installazione del cancello, infatti, ha aperto la strada che, da sempre, conduce all’azienda della famiglia Addis e che fino a qualche giorno fa era chiusa con un enorme ammasso di spazzatura.

Da qui in avanti è come entrare in un mondo parallelo: se la quantità della parte anteriore colpisce per l’altezza dell’accumulo, nella parte retrostante a colpire è il suo spessore e la sua diffusione sul terreno.

Intanto, la via che porta alla parte posteriore della discarica è ovviamente costellata da accumuli di ogni genere: colpisce, in ogni caso, la presenza di un grosso quantitativo di eternit.

Poi, ecco l’azienda ormai saccheggiata e ridotta a mini discarica: il cancello è aperto e all’interno è presente un deposito di rifiuti.

Spostandoci verso sinistra e camminando in una sorta di radura, si scopre il primo grosso accumulo “orizzontale” costellato da un paio di punti in cui veniva bruciato del materiale di ogni genere: plastica, ma anche residui metallici.

La quantità di rifiuti è impressionate: solo camminandoci sopra si percepisce che il terreno è ben al di sotto della quantità di spazzatura stoccata.

Rimanendo sulla destra, tra spazzatura e vegetazione vi è ciò che rimane di un sentiero che risulta proprio sulle rive del Rio Padrongianus. È qui che individuiamo una discarica nell’alveo del fiume, pronta per finire in acqua con il suo carico di sostanze e materiali.

Il sentiero prosegue, costellato sempre da discariche e vari tipi di accumuli, fino a giungere a una collina.

Sulla destra del sentiero vi è una collinetta ricoperta di vegetazione: anche qui tanti rifiuti.

Oltre la collinetta, ecco la “valle“: centinaia di metri quadri ricoperti di rifiuti e “laboratori” per il recupero dei  metalli.

Siamo dietro le casette e di fronte abbiamo il depuratore di Abbanoa.

Le foto e i video scattati questa mattina non rendono esattamente bene la proporzione del disastro che si è verificato, nel più assoluto disinteresse, a Sa Corroncedda.

Colpisce non solo la quantità di rifiuti, ma anche l’odore. L’odore che cambia a seconda delle zone in cui si cammina e che in alcuni casi sembrerebbe ricordare gli “idrocarburi”.

Non sta a noi dire cosa c’è esattamente sul terreno, ma una cosa è certa: una caratterizzazione del terreno e delle acque di falda dovrà essere necessariamente compiuta.

Questo pomeriggio, alle 15:30, si svolgerà il consiglio comunale su Sa Corroncedda: anche se gli olbiesi non potranno parlare, alla luce di quanto emerso nelle ultime ore è doveroso presenziare.

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