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Olbia, flash mob e corteo per la sicurezza in centro

La mobilitazione dell’11 settembre ha raggiunto il ristorante teatro dell’aggressione, in solidarietà alle persone coinvolte

Olbia, flash mob e corteo per la sicurezza in centro
Olbia, flash mob e corteo per la sicurezza in centro
Barbara Curreli

Pubblicato il 12 September 2026 alle 08:00

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Olbia. Il flash mob per la sicurezza, diventato poi corteo, si è svolto venerdì 11 settembre nel centro cittadino, nell’isolato teatro dell’aggressione avvenuta una settimana prima in un ristorante. Le centinaia di persone presenti si sono radunate e confrontate nella piazza tra via Fiume e via Diaz, i presenti poi hanno raggiunto il locale Ichi, come segno e manifestazione di solidarietà alle persone coinvolte.

L’iniziativa è stata promossa dal circolo cittadino di Fratelli d’Italia, da Gioventù Nazionale e dai movimenti Reazione Terranoa e Olbia Sicura, ma la manifestazione non ha avuto colori o partiti a rappresentarla, solo cittadini e residenti stanchi della situazione di degrado e di insicurezza presente e percepita.

Gli organizzatori hanno chiesto alle istituzioni maggiore attenzione e interventi concreti, richiamando una situazione da loro descritta in termini di degrado, aggressioni e insicurezza.

"Questa manifestazione non è mossa dal razzismo ma dalla paura", ha detto Eros Orlando, rappresentante di Reazione Terranoa. Federico Ciaddu, esponente di Olbia Sicura, ha aggiunto: "Chiedere sicurezza non è sinonimo di razzismo e non significa odiare qualcuno". Marco Piro, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, ha dichiarato inoltre che "il corteo vuole esprimere solidarietà anche ai residenti non italiani che lavorano in città e sono integrati nella comunità".

Alcune ulteriori testimonianze dei residenti del quartiere hanno ricreato un quadro in cui si segnalano le non poche difficoltà affrontate quotidianamente dai residenti di zona San Simplicio, passando dalle minacce, alle aggressioni, a che urina di fronte al portone di casa, i parcheggi assenti e la paura di tornare a casa. Al grido di "Olbia è nostra e ci appartiene" i presenti auspicano una maggiore attenzione alla vivibilità e alla quotidianità della città sempre nei limiti del rispetto e della legalità, niente ronde, confermano i residenti, ma maggiore presenza delle forze dell'ordine, "la sicurezza è un diritto" affermano i presenti.