Friday, 11 September 2026
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Pubblicato il 11 September 2026 alle 17:00
Olbia. Sicurezza, degrado, paura e richieste di ascolto da parte della popolazione, tema caldo e all'ordine del giorno in questo periodo in città a Olbia: a qualche ora dalle manifestazioni che cercheranno di puntare ancor più l'attenzione su questi temi ecco la risposta dei residenti di via Fiume d'Italia al primo cittadino Settimo Nizzi dopo la conferenza stampa di ieri.
I residenti del quartiere di San Simplicio rispondono al primo cittadino dopo la conferenza stampa convocata dallo stesso sindaco nella mattinata di ieri, questo il testo del comunicato condiviso dai residenti di via Fiume d'Italia, comunicato che riportiamo integralmente:
" In merito alle recenti dichiarazioni del Sindaco Nizzi sulla sicurezza a Olbia e, in particolare, sulla situazione di via Fiume d’Italia e del quartiere San Simplicio, come residenti di via Fiume d’Italia riteniamo necessario fare alcune precisazioni.
Nessuno di noi ha mai sostenuto che Olbia sia una città «in trincea», né abbiamo mai organizzato ronde o forme di giustizia fai da te. Siamo pienamente d’accordo con il Sindaco sul fatto che occorra agire nell’ambito della legalità. Infatti, stiamo chiedendo alle istituzioni di intervenire sulla situazione di degrado e insicurezza che esiste da molto tempo. Bene il potenziamento dei controlli. Su questo punto siamo pienamente d’accordo con il Sindaco: occorre una maggiore presenza sul territorio".
"Se il nuovo Corpo speciale della Polizia Locale porterà realmente a maggiori controlli nella zona, saremo i primi ad accoglierlo positivamente. È esattamente ciò che abbiamo chiesto con il nostro esposto. Non abbiamo mai voluto sostituirci alle forze dell’ordine. Abbiamo chiesto che siano le istituzioni a intervenire. L’episodio di violenza avvenuto recentemente a poche decine di metri da Via Fiume d’Italia rende ancora più evidente la necessità di affrontare il tema della sicurezza con strumenti adeguati: controlli, prevenzione, presenza delle forze dell’ordine e riqualificazione urbana. Il Sindaco invita i cittadini a «segnalare i problemi». È esattamente ciò che stiamo facendo da anni: a luglio, insieme ad oltre cento residenti del
quartiere, abbiamo sottoscritto un esposto alla Questura, chiedendo maggiori controlli e una presenza più efficace delle forze dell’ordine nella zona".
"Il problema non è stato risolto eliminando i parcheggi
L’ordinanza 449/2026 ha eliminato il parcheggio lungo Via Fiume d’Italia per un anno. Le automobili sono sparite, mentre il problema che avevamo segnalato non è affatto sparito con
loro. Anche dopo l’entrata in vigore del divieto abbiamo segnalato e richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per ripetuti episodi di degrado nella zona, compresi quelli riportati dalla stampa relativi a persone che urinavano davanti alle porte delle abitazioni, cosa che ormai avviene senza alcun ritegno, più volte al giorno. Per questo riteniamo oltremodo ingiusto che il costo di una misura adottata per affrontare problemi di degrado e sicurezza ricada pesantemente sulla vita quotidiana dei residenti, attraverso l’eliminazione dei parcheggi e senza che sia stata individuata una soluzione alternativa. Ricordiamo che nella via ci sono diverse persone con disabilità o mobilità ridotta,
che meriterebbero più considerazione. Una strada con meno automobili può certamente apparire più libera e ordinata. Ma, come abbiamo rilevato in questo primo mese dall’entrata in vigore dell’ordinanza, al momento la misura non ha prodotto alcun risultato apprezzabile rispetto ai fenomeni di degrado e
insicurezza che avevamo segnalato.
"Meno auto non significa automaticamente meno degrado e, soprattutto, non significa automaticamente maggiore sicurezza.
«La strada è troppo stretta» Il Sindaco sostiene che Via Fiume d’Italia sia «troppo stretta per consentire il parcheggio».
Ci permettiamo una domanda molto semplice: che cosa è cambiato? In quella strada si è sempre parcheggiato. La strada non è diventata improvvisamente più stretta nel giorno in cui è stata emanata l’ordinanza. Se oggi esistono ragioni di viabilità o di sicurezza stradale che rendono necessario vietare la
sosta, siamo disponibili a discuterne. Ma questa è una questione diversa dal problema di degrado e sicurezza che abbiamo segnalato. Se l’obiettivo dell’Amministrazione è quello di modificare l’assetto della zona attraverso marciapiedi più ampi e l’eliminazione della sosta, si tratta di una scelta urbanistica sulla
quale è legittimo discutere apertamente con i residenti. Quello che contestiamo è che una scelta di questo tipo venga presentata come se fosse, di per sé, una risposta al problema della criminalità e del degrado".
«Dietro le auto si nascondevano cittadini malintenzionati»
Il Sindaco sostiene inoltre che dietro le automobili parcheggiate «si nascondevano cittadini malintenzionati». È un’affermazione precisa, e proprio per questo riteniamo legittimo chiedere su quali elementi si fondi. Quali accertamenti sono stati effettuati? Quali dati dimostrerebbero che le automobili parcheggiate costituissero un fattore determinante del problema? E soprattutto, quali elementi dimostrano che l’eliminazione dei parcheggi sia una misura efficace per contrastare quei fenomeni? Se il divieto viene considerato una misura di sicurezza, come verrà verificato concretamente se ha prodotto un miglioramento? Non è sufficiente constatare che le automobili non ci sono più. Occorre verificare se siano diminuiti anche i fenomeni che avevano motivato l’intervento. Riqualificare sì, ma senza dimenticare chi ci vive. Oggi apprendiamo dalla stampa che l’Amministrazione ha approvato la variazione di bilancio per i lavori di rifacimento dei marciapiedi in Via Fiume d’Italia. Il Sindaco ha inoltre affermato che «non ci sarà posto per parcheggiare le auto anche dei residenti. Troveremo una soluzione alternativa». Siamo favorevoli alla realizzazione dei nuovi marciapiedi, al potenziamento dell’illuminazione pubblica e alla riqualificazione della zona. Chiediamo però che la soluzione alternativa alla perdita dei parcheggi venga individuata prima della realizzazione dei lavori: il problema per i residenti è già attuale. Via Fiume d’Italia non è soltanto una strada che attraversano i visitatori: è una strada nella quale vivono delle persone".
"Se l’Amministrazione intende modificare radicalmente l’assetto della via o dell’intera zona, eliminando definitivamente la sosta, riteniamo doveroso che questo venga dichiarato con chiarezza, che siano affrontate contestualmente le conseguenze per i residenti. Non si può chiedere ai cittadini di rinunciare ai parcheggi in nome della sicurezza e, nellonstesso tempo, rimandare a una generica «soluzione alternativa» il problema di dove potranno parcheggiare. Non chiediamo privilegi. Non siamo contrari alla riqualificazione della zona.Chiediamo semplicemente che le misure adottate vengano valutate per quello che sono e per i risultati che producono. Se il problema è il degrado, occorre verificare se il degrado è diminuito. Se il problema è la sicurezza,
occorre verificare se la sicurezza è migliorata. Ad oggi, per quanto ci riguarda, possiamo dire una cosa soltanto: il divieto di parcheggio ha eliminato le auto. Non ha eliminato i fenomeni di degrado e le criticità di sicurezza che avevamo segnalato", concludono i residenti di via Fiume d’Italia.
11 September 2026
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