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Olbia, fascia di inedificabilità: approvata la modifica, limite a 4 metri

Olbia, fascia di inedificabilità: approvata la modifica, limite a 4 metri
Olbia, fascia di inedificabilità: approvata la modifica, limite a 4 metri
Angela Galiberti

Pubblicato il 20 March 2026 alle 07:00

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Olbia. Alla fine, la deroga al regio decreto sulle fasce di inedificabilità stabilite dal ben noto regio decreto 523 del 1904 è approdato nuovamente in Consiglio comunale con tanto di presentazione del sindaco Settimo Nizzi, il quale ha voluto spiegare perché il Comune ha dovuto ricorrere a questa soluzione.

Il problema di questo regio decreto, se problema si vuole definire, era chiaramente noto da tempo: questa norma, che ha oltre 120 anni, stabilisce una fascia di inedificabilità di 10 metri dai corpi idrici demaniali. Tutti gli olbiesi sanno che a Olbia esistono costruzioni ben più vicine a canali e torrenti, ma il problema a cui si riferiva il sindaco Nizzi in aula riguarda per lo più le opere di interesse pubblico. Un problema, questo, che coinvolge non solo Olbia, ma tantissimi altri enti comunali italiani.

Perché arriva solo ora questa deroga? Per diversi motivi: intanto c'è la necessità di un'adeguamento normativo in vista delle opere di mitigazione del rischio, che prevedono tanti interventi; poi, c'è stato (come spesso capita in Italia) una sorta di dubbio su chi dovesse normare tra Regione e Comune. "Il regio decreto dice che sono i Comuni che devono dotarsi di regolamento - ha detto il sindaco Nizzi -. Dopo ampia discussione con il Genio civile, con la Regione, siamo giunti a un accordo. Abbiamo messo nero su bianco l'ipotesi del regolamento che darà forza alle nostre decisioni secondo le quali le realizzazioni di opere importanti come impianti di sollevamento e piste ciclabili potranno essere realizzate nella fascia oltre i 4 metri dal nostro patrimonio idrico".  

Nizzi ha poi specificato che al di fuori dell'ambito urbano e nelle zone in non si è costruito, vale ancora il limite dei 10 metri. "Laddove c'è l'edificato, in luogo dell'allargamento dei canali o per permettere ai nostri impianti di rimanere dove sono stati realizzati, si può avere la legittimità. Un caso per tutti: la vecchia scuola di Maria Rocca, là c'è un canale a meno di 10 metri". Secondo il sindaco, questa deroga permetterà agli edifici pubblici di poter essere sottoposti anche a delle migliorie. Nizzi ha anche nominato, in chiusura, l'edilizia privata, ma non ha chiarito in che modo. Attendiamo la pubblicazione del documento. La delibera è stata approvata con 19 voti favorevoli, 5 contrari e 1 astenuto.