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Olbia: è di Giuseppe e Noemi il primo sangue del cordone ombelicale stoccato

Olbia: è di Giuseppe e Noemi il primo sangue del cordone ombelicale stoccato
Olbia: è di Giuseppe e Noemi il primo sangue del cordone ombelicale stoccato
Olbia.it

Pubblicato il 04 aprile 2013 alle 11:10

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Giuseppe e Noemi sono i primi bambini venuti alla luce negli scorsi giorni nella struttura olbiese di cui è stato possibile “stoccare” il sangue del cordone ombelicale.

“Il sangue del cordone ombelicale viene normalmente scartato assieme alla placenta, è però ricco di cellule staminali in grado di generare globuli rossi, bianchi e piastrine ed è dunque una risorsa preziosa, utilizzabile per il trapianto in bambini, ma anche in adulti di basso peso, con malattie del sangue e del sistema immunitario. Infatti il sangue del cordone ombelicale, dopo il midollo osseo e il sangue periferico, è la terza fonte di cellule staminali”, spiega Antonio Rubattu, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Olbia.

La donazione, completamente gratuita, non comporta rischi né per la madre né per il neonato.

“In una prima fase, attraverso un questionario anamnestico, viene valutata una prima idoneità della coppia attraverso un’indagine delle malattie familiari; questa prima “selezione” verrà completata al momento del parto quando verrà effettuata una seconda valutazione, in base al peso e alla cellularità del prelievo. Il campione verrà infine inviato a Cagliari dove verrà sottoposto agli ultimi accertamenti che confermeranno o meno l’idoneità allo stoccaggio”, spiga la Maddalena Lendini, direttore del Centro Trasfusionale della Asl di Olbia.

Come per le giovani mamme di Giuseppe e Noemi tutte le famiglie che vogliono avere informazioni sulla donazione del sangue del cordone ombelicale possono rivolgersi, durante il periodo di gravidanza, agli operatori del reparto di Ostetricia dell’ospedale di Olbia, o al proprio Ginecologo o al Medico di base, i quali potranno fornire alle donne tutte le informazioni e gli approfondimenti necessari per “affrontare una scelta consapevole”.

  1. Nel momento in cui la donna decide di donare il sangue del cordone ombelicale viene indirizzata al Centro Trasfusionale che, eseguiti alcuni accertamenti, valuta una prima idoneità alla donazione.
  2. Al momento del parto l’equipe del reparto di Ostetricia e Ginecologia, valutata la persistenza dell’idoneità della donna, effettua, dopo il parto, il prelievo che, dopo una serie di esami, verrà poi inviato a Cagliari.
  3. Il sangue viene raccolto dopo la recisione del cordone ombelicale e le sacche raccolte verranno analizzate, classificate e conservate nella Banca del Sangue Cordonale (BSC) del Brotzu, il centro di riferimento per la Regione Sardegna.

Le cellule sono utili nella cura di numerose patologie come leucemie, linfomi, alcuni tumori solidi, deficit immunitari, patologie genetiche come la talassemia. Il sangue da cordone ombelicale costituisce una valida alternativa trapiantologica per tutti quei pazienti, soprattutto pediatrici, in attesa di trapianto che non riescono a trovare un donatore di midollo osseo. Inoltre nel futuro si spera che queste cellule possano essere utilizzate per la cura di malattie immunologiche, come il diabete”, conclude Rubattu.

Per informazioni contattare lo 0789 552708.

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