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Politica Locale

Olbia, crisi in maggioranza:13 consiglieri chiedono un cambio di passo

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Olbia, 18 Marzo 2014 – La politica olbiese riserva sempre qualche sorpresa, almeno sul piano delle parole. Ieri sera, dopo l’ennesimo rinvio, si è finalmente svolta la riunione di maggioranza della Coalizione Civica. Doveva essere una riunione risolutiva, ma in realtà si è trattato di una prova di forza. Come da programma, la maggioranza si è confrontata sulla crisi politica che striscia al suo interno. Rispetto alle elezioni, gli equilibri interni al consiglio comunale sono cambiati: l’Italia dei Valori non c’è più, il Partito democratico si è spaccato, l’Upc è cresciuta, è nato il gruppo del Centro Democratico Sardegna, I Popolari-Udc ringhiano, qualche pezzo si è perso per strada. Tutti questi fattori hanno la loro importanza sul piano politico, specialmente quando le maggioranze amano cannibalizzare sé stesse in nome di una “rappresentanza in giunta” non prevista dagli accordi pre-elettorali. Di fatto, ieri sera, non è cambiato nulla e non è stato deciso nulla. Ma la maggioranza tornerà a riunirsi nei prossimi giorni, probabilmente lunedì prossimo, per affrontare il nocciolo della questione: il riassetto in giunta.

L’assetto attuale è il frutto di un accordo pre-elettorale che il sindaco, Gianni Giovannelli, ha fatto con i partiti della Coalizione Civica. Un accordo sul quale si regge la poltrona di Giovannelli, ma soprattutto regge tutta la maggioranza, e che era stato voluto proprio per evitare situazioni come questa. Come spesso accade, la sinistra ama cannibalizzare sé stessa e, invece di fare autocritica serrando le fila, si divide e preme per un salvifico riassetto di governo, come se il cambiamento di due o tre pedine potesse cambiare di punto in bianco le sorti di un’amministrazione che ha il compito di guidare una città colpita da una calamità naturale senza precedenti.

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A fare la parte del leone, ieri sera, è stato un documento firmato da 13 consiglieri e indirizzato al sindaco Giovannelli. Il documento, che riportiamo in versione integrale, è firmato dai gruppi Centro Democratico, Sel, Partito Democratico 1, Unione Popolare Cristiana e indica una via precisa per l’azione di governo. Punti programmatici e concreti, certo, ma non esenti da una richiesta politica: riportare in giunta l’assetto del consiglio comunale. Formalmente, dunque, non è cambiato niente: le richieste sul piatto del sindaco sono rimaste le stesse.

 

Caro Sindaco,

siamo perfettamente consapevoli di quanto sia difficile amministrare la nostra città in questo preciso momento storico: la siderale lontananza dimostrata finora dai governi centrale e regionale – unitamente alla esigua capacità di spesa a disposizione degli Enti locali – non ci consente di affrontare e risolvere definitivamente la situazione di profondo disagio economico e sociale in cui versano Olbia e il suo territorio. Il numero delle vittime e i danni riportati dalle famiglie e dalle imprese in seguito all’alluvione raccontano di una tragedia di proporzioni immani, che non trova precedenti nella storia contemporanea della città e che ha ridotto ai minimi termini le certezze di cui godevano gli olbiesi fino a quel maledetto 18 novembre – certezze per la verità già minate dalla difficile congiuntura economica. Sia ben chiaro: non addebitiamo alla tua azione politica alcuna responsabilità nella causazione dell’evento alluvionale. Si è trattato, evidentemente, di una calamità naturale. Tuttavia lo stato di profonda prostrazione in cui è letteralmente sprofondata la popolazione intera, ci impone alcune riflessioni che, con la massima serenità e serietà, intendiamo brevemente rappresentarti, anche al fine di non abdicare al ruolo di guida della città che i nostri concittadini ci hanno assegnato a partire dal giugno 2011.

 

Appaiono ancora più gravi e preoccupanti, quasi irridenti – considerata la recente, drammatica storia di Olbia – le sottrazioni, o meglio gli scippi, inferti al nostro territorio:

 

la Olbia-Sassari procede a rilento ed appare oramai il simbolo di un territorio negletto e maltrattato;

 

la viabilità interna appare sempre più vetusta e insufficiente (Olbia-Arzachena-S. Teresa; Olbia-Tempio P.; Olbia-Buddusò);

 

la disoccupazione galoppa in doppia cifra ed è più alta della media regionale;

 

lo Stato ridimensiona la propria presenza e fugge dal nostro territorio (Tribunale, Questura, Inps, Agenzia delle Entrate etc.);

 

le rotte nevralgiche per il collegamento della Sardegna alla Penisola vengono tagliate, determinando il passaggio dallo status di isolani a quello di isolati, con gravi conseguenze per l’industria delle vacanze e il suo indotto;

 

un duro attacco è stato inferto negli anni alla scuola pubblica e, dunque, all’istruzione e al futuro dei nostri giovani – e lo stato di manutenzione degli edifici scolastici ne costituisce la prova più evidente;

 

una gestione politica inadeguata ha devastando il sistema sanitario regionale;

 

la finanziaria regionale non prevede alcun significativo investimento in città;

 

il patto di stabilità e il taglio dei trasferimenti agli enti locali determinano un considerevole decremento dei servizi, ai danni, molto spesso, dei cittadini più bisognosi e delle imprese creditrici della pubblica amministrazione;

 

i settori produttivi sono abbandonati a se stessi in un momento congiunturale sfavorevole.

Inutili si sono poi dimostrate le promesse rivolte alla città dai vari rappresentanti dei Governi nazionale e regionale durante le loro passerelle all’indomani dell’alluvione circa il risarcimento dei danni subiti dai concittadini (privati e imprese) e rilevati nel patrimonio edilizio pubblico. Allo stesso modo si sono dimostrati sterili e improduttivi gli impegni assunti dai vari Ministri della Repubblica per il finanziamento delle opere necessarie a mettere in sicurezza la nostra città, circostanza oltremodo grave se si considera che lo sconvolgimento climatico del pianeta non esclude che si possa ripetere nuovamente un evento atmosferico analogo a quello che abbiamo appena vissuto.

 

Tale complessa e difficile situazione politica ha determinato all’interno della nostra compagine di governo tensioni e movimenti tellurici che vengono interpretati dai nostri detrattori come sintomi di patologia e schizofrenia politica, come un cattivo stato di salute della Coalizione Civica; in realtà essi sono direttamente proporzionali allo stato d’animo dei nostri concittadini: alla mortificazione e prostrazione del popolo del 18 novembre.

 

Di fronte a tale drammatica situazione non si può soprassedere: è venuto il tempo di passare ad una iniziativa politico-istituzionale più incisiva e alla mobilitazione democratica e pacifica, con la partecipazione attiva del popolo che deve trovare in noi, oggi più che mai, una guida autorevole e determinata, che abbia la capacità di uscire dalle stanze del palazzo comunale al fine di interfacciarsi, non solo per lettera ma corpore presente, con i nostri interlocutori istituzionali a Roma e Cagliari.

A tale riguardo ti chiediamo solide e pubbliche garanzie circa la tua volontà di proseguire, con un piglio rinnovato e una velocità amministrativa appropriata, fino alla naturale scadenza del mandato;  Dopo il 18 novembre, infatti, niente sarà più come prima: l’abbiamo detto e ripetuto in più occasioni. Ciò premesso, risulta evidente come non possiamo proseguire con un’azione politica decontestualizzata e velleitaria, che si concentri sull’ordinario e trascuri i veri problemi della città.

 

Sul punto, ti proponiamo un Patto di fine legislatura che preveda l’adeguato impiego delle risorse economiche e finanziarie ed ogni sforzo amministrativo per il raggiungimento di alcuni, fondamentali obiettivi in tempi brevi:

 

– un’azione immediata nei confronti dei Governi centrale e regionale al fine di ottenere le risorse necessarie a ristorare i danni subiti dalle famiglie, dalle imprese e dal nostro Ente per quanto riguarda il patrimonio pubblico immobiliare e le infrastrutture. Assumendo anche iniziative forti;

 

– la messa in sicurezza degli istituti scolastici;

 

– la pianificazione urbanistica: occorre mettere a frutto l’importante attività di pianificazione svolta finora dal relativo assessorato di concerto con la R.A.S. e procedere alle ulteriori fasi della pianificazione per le quali occorre l’immediata disponibilità delle risorse. Dovrà essere selezionato, infatti, un coordinatore scientifico dell’Ufficio di piano con i relativi componenti; nel frattempo dovranno necessariamente essere licenziate dalla Commissione competente e dal Consiglio comunale le linee giuda per la redazione del P.U.C già discusse e licenziate dalla Coalizione civica fin dal gennaio 2013;

 

– lo studio di compatibilità idraulica, al fine di orientare le scelte pianificatorie, evitare di incrementare il carico antropico laddove esiste un pericolo di tipo idrogeologico ed individuare in via preliminare le opere necessarie al ripristino delle condizioni di sicurezza del centro abitato e delle frazioni;

 

– l’approvazione immediata del Piano di Utilizzo dei Litorali senza perdere ulteriore tempo, lasciando alla fase delle osservazioni la facoltà per i privati di segnalare o proporre le modifiche che riterranno più opportune;

 

– la riqualificazione urbana delle anse interne al Golfo di Olbia, con la progettazione e la ricerca dei fondi utili a realizzare finalmente il Porto turistico pubblico;

 

– un piano di rilancio della cultura, dello sport e dell’accoglienza turistica, contingentato nei tempi e con risorse certe da impiegare.

 

 

Per raggiungere gli obiettivi prefissati non mancano certo le capacità e la motivazione, né idee chiare relativamente a un programma serio di sviluppo economico e sociale della città, né il personale politico nel Consiglio e nella Giunta.

Non ci sottraiamo, inoltre, ad una riflessione sulla squadra di governo: occorre ripristinare lo spirito di lealtà e fattiva collaborazione che ha caratterizzato originariamente la Coalizione civica. È fondamentale ripristinare l’equilibrio tra Giunta e Consiglio, tanto nella rappresentanza quanto nella condivisione dei suddetti punti programmatici. Con un’azione amministrativa efficace potremo dare ai nostri concittadini le risposte che attendono e potremo evitare di consumare incompiutamente il mandato che ancora abbiamo davanti.

 

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