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Olbia, Barbara Atzori: dal volo al canto con leggerezza e talento

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Olbia, 12 gennaio 2020-  A Olbia quando nomini la cantante Barbara Atzori vibra già nell’aria la sua inconfondibile voce calda e intensa.

Con il suo inglese fluente, dal timbro decisamente afroamericano,  lei,  in un attimo, riesce ad esprimere tutta la grinta di una cantante soul. Barbara è la voce del quartetto SoulKey.

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Insieme a Maurizio Nieddu alla chitarra, Fabio Langiu al basso, e Gillan Capra al cajon, dal 2018 si esibisce nei locali proponendo un repertorio incentrato sulle musiche e i classici del rock and blues, con arrangiamenti coinvolgenti che spaziano dalla musica soul, al pop, ma anche alla musica dance.

 

 

 

Il quartetto SoulKey

L’ho incontrata al termine di una delle sempre affollate serate musicali da loro proposte per farle alcune domande su questa nuova veste di cantante del gruppo SoulKey.

Barbara fino a qualche tempo fa faceva l’assistente di volo per Air Italy, costretta a lasciare il lavoro oggi continua a far volare nell’etere la sua energica voce.

Barbara, babbo di Cagliari, mamma oristanese tu sei nata nel torinese, ma vivi da tanto tempo a Olbia, come ti trovi?

 Olbia è la mia città, i miei genitori sono tornati in Sardegna quando io avevo poco più di un anno. Sono olbiese di adozione, ma mi sento olbiese: amo molto la mia cittadina. Ho conosciuto tante città, anche per via del mio lavoro di assistente di volo e non la cambierei con nessun’altra.

Lo considero un posto ideale per vivere, si potrebbe forse fare qualcosa di più per i giovani, soprattutto per i ragazzini, quella fascia di età per cui sembrerebbe che non ci siano tanti posti di ritrovo, di aggregazione. 

Loro hanno tanto bisogno di fare, ma al momento rischiano di disperdersi e di finire magari alle dipendenze dei videogiochi. 

 Ti ho conosciuta come preparata e coscienziosa assistente di volo, ma anche come brava cantante. Quale delle due Barbara è arrivata per prima?

Confesso di essere stata “canterina” fin da bambina. Ho iniziato a cantare in pubblico nei Karaoke. Ho scoperto che anche gli altri gradivano il mio canto e proprio durante alcune serate di Karaoke alcune persone mi hanno contattato per chiedermi se volevo collaborare con loro. Senza apparire mai in pubblico ho cominciato ad avere un approccio concreto con la musica.

 Quando è iniziata la tua avventura come cantante in una band?

La mia prima collaborazione con una band è stata con un trio acustico dove cantavo con due chitarristi molto bravi. Facevamo rock and blues.

La formazione è durata alcuni anni. A questa è seguita una formazione Rock: i Green Gold, una formazione seria, facevamo brani molto rock, anche se non si direbbe, perchè io adesso sono più soul che rock. Mi piacevano molto quel genere musicale e quella formazione, avevo più o meno vent’anni.

Dopo ho cominciato a volare e a coniugare il lavoro con la passione per la musica e il canto. È stato difficile, ho interrotto per molto tempo.

Una felice interruzione, per una buona causa intendo

In quel periodo vivevo a Torino, viaggiavo spesso non solo per lavoro, è nato mio figlio e c’erano delle priorità, anche date dal nuovo trasferimento ad Olbia.

 Quando hai ripreso a cantare

Quando mio figlio era già alle elementari.  Un grande amico e ora ex collega di volo, Mario Alecci,  mi ha proposto di riprendere a cantare. 

È stato lui a spronarmi a cantare e riprendere a fare concerti in pubblico. Con lui abbiamo formato il duo Soul Glitter e abbiamo suonato insieme per un paio d’anni.

Il duo Soul Glitter

Tutti ricordano quella felice apparizione sull’autobus dell’ASPO nel video promozionale dell’azienda municipalizzata. Ci puoi raccontare qualcosa al riguardo?

Ho cominciato a collaborare con i maestri della scuola Sonos, da loro avevo iscritto anche mio figlio.  Con loro avevamo formato un trio acustico. In quel periodo con i maestri Alessandro Muzzu e Ottavio Cocco ho avuto la proposta di partecipare al video dell’Aspo, quello che poi mi ha fatto conoscere al pubblico inaspettatamente. Non immaginavo che il video avrebbe avuto tutta quella risonanza mediatica. La gente mi fermava per chiedermi se ero io la cantante del video.

Hai mai pensato di partecipare a qualche competizione canora?

Premetto che io sono un’autodidatta, canto ad orecchio, non ho comunque mai avuto fiducia nelle gare, perchè alle poche per cui ho partecipato ho visto passare davanti a me, ma soprattutto a veri talenti canori, gente che in realtà non meritava.  Sinceramente non penso che parteciperò più a nessun tipo di concorso canoro. Credo che nella stragrande maggioranza dei concorsi i vincitori vengano già preventivamente individuati. 

 Non è la prima volta che partecipi agli eventi di beneficenza

 Se posso, non mi tiro mai indietro, mi piace dare il mio piccolo contributo alle cause di beneficenza perchè per me il canto è un dono di Dio,  è sicuramente un dono che mi ha fatto il Signore, così come ad altre persone vengono fatti altri doni. Gli eventi di beneficenza servono anche a ricordare questo:inn fondo è un ricevere gratuitamente e ricambiare gratuitamente.  Il bene deve essere lasciato libero di circolare.

Un’ultima domanda: cos’è per te il canto?

Il canto per me è terapeutico, il mio vissuto è un po’ burrascoso e cantare mi aiuta a trasformare l’amarezza e la sofferenza in energia positiva. Il canto è un regalo che bisogna anche saper accettare e condividere con gli altri.

Ed ecco il video Aspo che ha totalizzato quasi 600mila visualizzazioni su Facebook. Barbara interpreta una mamma con il braccio ingessato che sale sull’autobus dell’Aspo con il figlio. Buona visione e buon ascolto.

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