Thursday, 11 June 2026
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Pubblicato il 11 June 2026 alle 10:59
Olbia. La città di Olbia si prepara a vivere uno degli appuntamenti più importanti dell'anno. Tra il 12 e il 14 giugno, circa 120 mila persone raggiungeranno la città per assistere ai concerti di Vasco Rossi, trasformando per due giorni il capoluogo gallurese nella capitale italiana del rock. Alberghi pieni, attività commerciali pronte ad accogliere migliaia di visitatori e una macchina organizzativa imponente che dovrà gestire un afflusso di persone e auto senza precedenti. Eppure, mentre cresce la febbre da Blasco, c'è chi proprio non sembra intenzionato a togliere il disturbo: i semafori dei cantieri di Pittulongu e di via Francesco Figoni, che proprio non ne vogliono sapere di lasciare la scena.
A guardarli oggi viene quasi spontaneo canticchiare "Eh già": "Sembrava la fine del mondo... ma sono ancora qua". Da settimane automobilisti, residenti e pendolari fanno i conti con sensi unici alternati, codice e attese che sembrano non avere fine. E proprio alla vigilia dello sbarco di decine di migliaia di persone, quei semafori restano lì, imperturbabili, a presidiare la carreggiata come sentinelle che non vanno mai in pausa. Per affrontare il traffico in arrivo, parafrasando ancora Vasco, "ci vuole abilità". E soprattutto una buona scorta di pazienza, perché qui il rosso dura quanto basta per far scendere chiunque dai nervi. Viene quasi da immaginare un dialogo impossibile tra automobilisti esasperati e il semaforo di turno. Da una parte chi guarda l'orologio, vede la coda allungarsi metro dopo metro e prega che scatti il verde. Dall'altra lui, impassibile, che pare rispondere con le parole di Vasco: "Con l'aria, col sole, con la rabbia nel cuore, con l'odio, l'amore, in quattro parole... io sono ancora qua". E mentre l'esercito di fan si prepara a invadere Olbia, i semafori sembrano aver scelto proprio questo verso come manifesto. Sole, caldo, traffico, nervi tesi e qualche imprecazione di troppo: cambia il contesto, ma il tormentone resta identico. In quattro parole: " La notte adda passà. Al diavolo non si vende. Io sono ancora qua eh già, eh già". E, almeno per ora, ci sono rimasti sul serio — code comprese.
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