Wednesday, 01 July 2026
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Pubblicato il 01 July 2026 alle 09:09
Olbia. Dopo la spiegazione fornita da Ignazio Sanna di AGES, sul significato dell'ordinanza comunale che vieta di alimentare i cani randagi nella zona industriale durante le operazioni di cattura (leggi qui), arriva anche la presa di posizione di Cosetta Prontu della LIDA di Olbia. L'associazione, che da anni recupera gli animali presenti nel distretto produttivo e gestisce il Rifugio dei Fratelli Minori dove vengono trasferiti dopo la cattura, ha pubblicato un lungo intervento rivolto ai cittadini e, indirettamente, anche all'attivista animalista Enrico Rizzi, che nelle scorse ore aveva definito il provvedimento "uno dei più disumani degli ultimi tempi".
Di seguito il comunicato:
ZONA INDUSTRIALE DI OLBIA: BASTA ISTERISMI. LA FAME DI OGGI È IL PREZZO PER LA LORO LIBERTÀ DI DOMANI.
"C'è una differenza profonda tra il sentimento e il buonismo che condanna a morte. Ed è ora che Olbia la capisca. Nelle ultime ore, dopo l'ordinanza del sindaco Settimo Nizzi che vieta di somministrare cibo ai cani della zona industriale, si è scatenata la solita tempesta di sdegno sociale. "Vogliono farli morire di fame" "Il sindaco è un mostro". No, fermatevi e ragionate. Perché se c'è qualcuno che conosce l'inferno di quel comparto, siamo noi della LIDA. Da anni definiamo la zona industriale "la fabbrica dei cuccioli". Un rubinetto aperto di sofferenza, nascite incontrollate, malattie e morte. Da anni pubblichiamo foto di cucciolate recuperate in condizioni disperate. E da anni ripetiamo che quel rubinetto va chiuso".
"Perché l'ordinanza è necessaria (e non è crudele) Il protocollo siglato a novembre 2025 tra Comune, Cipnes e Asl Gallura ha un obiettivo preciso: mappare, catturare, sterilizzare e mettere in sicurezza questi animali. Ma c'è un problema che il cittadino dal cuore d'oro ignora: questi cani sono quasi tutti selvatici, terrorizzati dall'uomo, impossibili da avvicinare con un guinzaglio. L'unico modo per salvarli sono le gabbie trappola. Ma ecco la verità cruda: un cane con la pancia piena non entrerà mai in una gabbia. Chi continua a portare cibo in zona industriale, nonostante l'ordinanza, non sta sostenendo i cani. Al contrario vanifica i tentativi di cattura impedendo ai professionisti di metterli in sicurezza. Permettere a femmine non sterilizzate di continuare a riprodursi in un ambiente pericoloso, li condanna alla strada: un cane randagio in zona industriale rischia di essere investito, di aggredire per paura o di morire di malattie non curate. Questa non è un'ordinanza contro i cani, ma per i cani. Nessuno vuole vederli chiusi in un canile a vita, ma la cattura è il passaggio obbligato per la profilassi sanitaria, la microchippatura e il trasferimento nel nostro rifugio, dove saranno curati e protetti, lontano dai pericoli della strada e dai maltrattamenti che hanno subito per anni".
Anche dalle nostre pagine di Olbia.it più volte abbiamo segnalato la presenza di un numero consistente di cani liberi in zona industriale. A tal proposito ripubblichiamo qui un video girato nel 2023 dalla scrivente che per fortuna non teme i cani, non era sola a piedi o in bicicletta.
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