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Olbia: al Museo le novità dell’archeologia del mare e successo di pubblico

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Olbia, 12 ottobre 2019 -Al Museo archeologico di Olbia il mese di ottobre è stato inaugurato con un pubblico delle grandi occasioni.

Sabato scorso, 5 ottobre, presso l’accogliente sala conferenze si è tenuta la sesta edizione del convegno “Dalla vela quadra alla vela latina”, ideato ed organizzato da sempre dall’Associazione della Vela Latina Olbia.

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L’appuntamento a cadenza biennale quest’anno  si è avvalso per la prima volta della collaborazione della A. C. Larathanos.

Il titolo scelto “Merci, commerci e Mare Nostrum”, costituisce uno dei classici temi sulla navigazione antica.

A trattarlo cinque prestigiosi relatori, che hanno trattenuto un pubblico attentissimo di appassionati ed esperti, con una sala strapiena a motivo  dell’interesse e dell’attenzione crescente della città per gli eventi culturali di alto livello. Una prova di maturità da riconoscere alla cittadinanza.

A porgere i saluti iniziali è stato il presidente della Associazione Vela Latina Olbia, Angelo Dettori, seguito dall’assessore ai Servizi Sociali Dott.ssa Simonetta Lai, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale.

I lavori, moderati dall’archeologo Marco Agostino Amucano, presidente della A. C. Larathanos,  hanno preso subito l’avvio con l’interessante relazione di Pascal Arnaud, professore di Storia romana all’Università Lione 2, storico specialista di geografia antica e di navigazione.

Le avventure ordinarie di una merce e del suo mercante sul Mare Nostrum. Pratiche e regole del commercio marittimo in età romana”, il titolo della relazione, che è stata seguita in collegamento via Skype dalla Francia, non potendo l’illustre studioso, ben noto da queste parti, essere presente per motivi di salute.

Doganieri, assicurazioni, modalità dei trasporti, corruzione, che avvicinano in modo sorprendente il mondo dei trasporti sulle navi e nei porti dell’antichità romana a quello attuale, questi gli argomenti trattati con un’esposizione chiara  ed avvincente.

Dopo l’esimio studioso francese è stato il turno di Carlo Beltrame, ricercatore e professore di Archeologia Marittima e Metodologia della ricerca archeologica all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

La sua relazione “Il trasporto dei marmi nel mondo romano: il caso lunense”  è stata occasione per presentare importantissime scoperte di archeologia subacquea nelle acque prossime alle coste della Sardegna settentrionale, fra cui gli enormi blocchi di marmo appartenenti ad un relitto rinvenuti nell’area prossima a Porto Cervo. 

Rubens D’Oriano, archeologo responsabile da oltre trent’anni della sede operativa di Olbia della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio delle Province di Sassari e Nuoro, lo scopritore della Olbia greca e delle navi dello “scavo del tunnel” che ha dotato il museo Archeologico di alcune delle navi ora esposte, ha brillantemente trattato de la “Navigazione sottocosta: un mito da sfatare”.

Una carrellata di elementi e prove inconfutabili dimostrano la capacità dei natanti, già dalla protostoria, di attraversare lunghissimi tratti di mare aperto, confutando pertanto il pregiudizio di un timore degli antichi di effettuare traversate di navigazione d’altura.

Attilio Mastino, già rettore dell’Università degli studi di Sassari, professore di Storia romana nella stessa università e massimo studioso della materia, illustre epigrafista, ha incantato con la sua chiara ed avvincente relazione “Rotte e naufragi sulle coste della Gallura”.

Una panoramica amplissima e profonda, a tutto tondo, che ha tenuto conto dei dati storici, archeologici, epigrafici, con estensione fino ad esempi di età moderna e contemporanea.

Francesco Carrera, l’archeologo che da due anni si affianca a Rubens D’Oriano come responsabile nella sede operativa di Olbia, nel suo intervento “Commerci di Olbia alla luce di un recente scavo urbano” ha offerto in anteprima i risultati di uno scavo recentissimo praticato in un’area di ambito urbano che non è stata prudentemente rivelata.

Uno spaccato della vita della città racchiuso nelle stratigrafie di pochi metri quadrati, che confermano la continuità di utilizzo della sede urbana anche durante l’epoca proto-bizantina, nel VI secolo dopo Cristo.

La città dunque non si sposta nonostante e dopo le incursioni devastanti di età vandalica, ed i segni di abitazione e di vita così documentati lo confermano sempre più.

Il convegno si è chiuso tra i numerosi applausi, con il saluto finale del presidente Angelo Dettori ed un arrivederci al settimo convegno che si terrà nel 2021.

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