Monday, 29 June 2026
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Pubblicato il 29 June 2026 alle 07:00
Olbia. La Luce delle donne - Donne in opera arriva a Olbia: una serata tra gusto, moda e solidarietà. L'evento è stato organizzato per sostenere Suor Silvia Carboni e l'Associazione Casa Emmaus, che attraversa isola e penisola con il Pappa beni ristotour, presenti e protagonisti gli atleti della Pallavolo Olbia, e in cabina di regia le straordinarie donne de La Tua Guida in Sardegna.
Per raccontare questa serata non basterebbero 1000 parole, e anche qualcuna in più sarebbe sempre poca cosa rispetto a ciò che hanno fatto e fanno gli stessi protagonisti di questa serata che ha unito moda, gusto, solidarietà in uno stretto connubio dove i momenti di convivialità e di leggerezza si sono strettamente interconnessi con quei momenti seri, in cui ti ritrovi a fare un bilancio e a guardare la tua realtà e quella che ti sta attorno.
Le donne in opera, sapienti organizzatrici mi hanno accolto alle ex Casermette in un clima di festa, dove l'empatia e la voglia di condividere dei momenti insieme è stata subito palpabile. Si parte alla grande con le farfalle, così le ho volute chiamare, la squadra delle giovani della scuola di ballo di Arzachena che hanno incantato il numeroso pubblico presente danzando come farfalle tra grazia e tecnica e incantandoci con il fluttuare dei costumi di scena. A raccontare ancora le donne, coraggiose, forti, capaci di lasciare profonde radici e passare il testimone di un eredità che va oltre i tessuti ecco le modelle sulla passerella,le amiche di Arzachena ma anche di Olbia, sul tappeto le atlete e gli atleti della Pallavolo Olbia con il loro coach Francesco Marcetti. Dietro gli abiti tanti sorrisi,un pò di leggerezza,la consapevolezza di essere testimonial per illuminare, accendere l'attenzione su realtà difficili dove una mano tesa diventa la salvezza per tanti giovani che, per diversi motivi, non hanno la famiglia accanto, ma trovano una casa che diventa un nuovo punto di partenza per ritrovare se stessi e la propria strada.
Suor Silvia Carboni, originaria di Cagliari aiuta diversi ragazzi e ragazze con tanti progetti, non solo a Cagliari e non solo in Sardegna ma attraverso la sua testimonianza cerca altre braccia forti e accoglienti capaci di sostenere i ragazzi e i progetti che portano avanti. La luce delle donne-donne in opera ha illuminato questo progetto e Olbia ha risposto alla grande.
Microfono alla mano, e con un sorriso che illumina più del sole che sta tramontando ha raccontato la sua storia, la storia dei ragazzi e ragazze che segue da tanto tempo. Appassionata di sport fa parte della nazionale di calcio delle suore, complice la figura di Don Raimondo Satta, durante un evento dedicato a lui ha conosciuto Maria Giovanna Gala con cui da allora è rimasta in contatto. Racconta Suor Silvia: "appartengo alla Congregazione delle missionarie figlie di san Girolamo Emiliani,siamo missionarie un pò in tutto il mondo, principalmente in Asia, Indonesia, Filippine, Sri Lanka e America Latina e ci occupiamo di minori che temporaneamente non possono vivere in famiglia. Le comunità per minori in Sardegna, (noi siamo a Elmas da 25 anni) nascono per accogliere genericamente le persone che provengono da situazioni di incuria, abuso, maltrattamenti. Negli ultimi 10 anni la situazione è cambiata, stanno arrivando le situazioni dell'iper cura". È così suor Silvia racconta la nuova realtà, come siano cambiati tanti giovani delle nuove generazioni: "Figli e figlie di famiglie diciamo 'normali' dove è presente la povertà educativa e relazionale, dove sono gli stessi genitori che chiedono aiuto. Di fronte alle regole, al vivere la quotidianità i ragazzi possono reagire in due modi: o con il ritiro sociale e/o l'astensione scolastica, sono ragazzi che non hanno energie, devono combattere con mostri interiori, oppure sono troppo agitati e si incorre nell'aggressività, se prima avevamo in comunità i figli picchiati dai genitori, ora abbiamo ragazzi che picchiano i genitori. Questo non avviene nelle famiglie periferiche ma nelle famiglie "più normali". Noi stiamo dunque lavorando molto nell'area della povertà educativa".
"Portiamo avanti diversi progetti non stiamo solo in comunità, ma andiamo in giro, andiamo nelle scuole, facciamo tour in cui raccontiamo la società, storie di rinascita, viviamo nel dolore ma ci piace raccontare la trasformazione del dolore in amore, cosa che stiamo facendo anche attraverso un docufilm. Pappa beni è il nostro ultimo progetto, andiamo in giro per le piazze, facciamo corsi di cucina con uno chef, chiunque può fermarsi ed è stato un modo per farci conoscere e avvicinare le persone, fare un po' di pastorale educativa di strada. Ci si lamenta che nessuno va in chiesa e allora siamo noi che andiamo dalle persone, e tra un culurgiones e l'altro ci scappano le confessioni senza assoluzione". Suor Silvia conclude il suo intervento raccontando l'avvio di un percorso professionale: "stiamo provando ad avviare una piccola attività imprenditoriale per sostenere le nostre ragazze, dopo il diploma alcune proseguono all'Università e altre si avviano al mondo del lavoro e dunque ci stiamo organizzando per fare catering, per cresime, lauree, comunioni, matrimoni e ci piace andare in giro d'estate e facciamo vacanza e lavoro e così tra lavoro e riposo riusciamo a pagarci le vacanze, perchè ci piace raccontare che la vita è bella e va vissuta pienamente e lo diciamo a tutti".
Tra danza, sfilata con i meravigliosi abiti di Antonella Basciu e momenti in musica, ad attendere il pubblico fregola e culurgiones, senza scordare formaggio e salumi, preparati con grande attenzione dalla squadra dei giovani di Suor Silvia. Approfittando della presenza di uno sportivo doc abbiamo chiesto al presidente della Pallavolo Olbia Francesco Marcetti:
Sport, solidarietà, musica e bellezza, moda cosa facciamo qui stasera con i campioni?
"La bellezza è una cosa più ampia dell'estetica e io penso sia un dovere della società sportiva, la vedo come mission nel mio ruolo di presidente, di trasferire valori che non sono solo di carattere agonistico e tecnico ma anche di valori etici e morali e quindi tutte le volte che veniamo invitati ad eventi di questi tipologia, quando possiamo essere presenti ci siamo".
"Conosco suor Silvia da diverso tempo, conosco i suoi progetti e credo che gli impegni quotidiani a volte vadano lasciati davanti a circostanze di questo tipo, perche qui non è la semplice beneficenza, ma è la destinazione di fondi a favore di famiglie svantaggiate, che siano bambini che necessitano di un ricovero perche non possono stare in famiglia, o donne che sono massacrate a casa e hanno bisogno di un tetto che non sia il tetto coniugale: sentiamo le cronache di tutti i giorni, - aggiunge Marcetti - vicende di femminicidi, bambini che spariscono, essere solo in palestra non basta, abbiamo risposto alla chiamata e i ragazzi si sono prestati serenamente per la causa".
Una serata che ha visto dunque la bellezza della solidarietà declinata in diverse forme, perché a volte, la presenza, due chiacchiere, la conoscenza di ciò che ci sta attorno può creare nuovi e forti legami che possono fare la differenza, creando un futuro migliore non solo a parole. Foto in bianco e nero di Silvia Deiana.
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