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Giovani donne terranovesi in una foto del 1923

Grazie a Photoshop riappaiono sorrisi, abiti e luoghi della Terranova del 1923

foto Archivio eredi antonio amucano
Nomasvello Olbia 1085

Il diaframma dell’obiettivo era troppo aperto, o il tempo di esposizione troppo lungo. Fatto sta che la foto che ne venne fuori era quella che si vede riprodotta qui sotto. Sono come ombre di fantasmi con larghi cappelli, che sarebbero rimasti tali senza gli attuali programmi di correzione di immagini fotografiche.

Si tratta di un provino 6×9 saltato fuori da un velleitario riordino di materiale fotografico familiare d’altri tempi. Di certissimo ci sono luogo e data: Terranova, 18 febbraio 1923. La grafia nel retro è quella di mio padre, scritta con inchiostro di china.

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La foto originale del 1923 (proprietà Eredi Antonio Amucano)

Cinque minuti di Photoshop ed ecco che i fantasmi non sono più tali. Dieci giovani signore e signorine si stringono a semicerchio e posano sorridenti per lo scatto. Al centro della foto, mascotte dell’improvvisato gruppo in posa, è un bambino intimidito, con pantaloncini cortissimi nonostante la stagione, alquanto annoiato dalla situazione e dal sole di mezzogiorno che gli batte in faccia. Vestito da marinaretto, lo riconosco subito come mio padre Antonio a soli cinque anni. Le uniche signorine del tempo che sono in grado riconoscere sono Maria Amucano, sorella maggiore di mio padre (gli sta dietro, è di profilo, e tiene la mano sulla sua spalla) e Francesca Lupacciolu, per noi di famiglia zia Cicita, sorella di mia nonna paterna Teresina, che nel gruppetto è la seconda da destra.
Vorremmo tanto che qualche lettore ci aiutasse  a identificarne qualcun’altra, ma dopo quasi cento anni forse è inutile speranza.

La foto dopo la rielaborazione con Photoshop fatta dall’autore dell’articolo

Seguivano rigorosamente la moda europea del tempo, queste giovani terranovesi, a tal punto che si direbbero romane, o fiorentine, o milanesi. Gli orli delle gonne sono ancora sopra il polpaccio (tenderanno ad accorciarsi ulteriormente dopo il 1925, per influsso del cinema americano) ed anche i capelli sono diventati corti, mentre sulla testa c’è l’immancabile cappellino, perlopiù a cloche con tesa più o meno larga. Stupendi sono i cappotti scuri, ma non tutte lo indossano. È infatti una domenica mite, senza vento, la prima domenica di quaresima di quell’anno, e si può pensare che l’allegra comitiva femminile sia appena uscita dalla messa per fare due passi nel Corso Umberto.

Dove fu scattata la foto? Lo spazio sembrerebbe quello della piazzetta antistante allo stabile dell’attuale Biblioteca Simpliciana, che al tempo era il municipio di Terranova Pausania.  

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