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Cronaca Sardegna

Gas radon in Sardegna: 49 i comuni a rischio

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Olbia, 7 aprile 2019-  Il radon è un gas radioattivo di origine naturale presente nell’aria, che viene inalato ed in gran parte espirato. È inodore, incolore e insapore, non è quindi percepibile dai nostri sensi. 

I prodotti di decadimento del radon, invece, si trovano nel particolato, ovvero quelle minute particelle liquide o solide che fanno parte del pulviscolo atmosferico, che è presente negli ambienti chiusi, specie quelli a diretto contatto con il suolo, come garage, scantinati, taverne e cantine. Il radon può essere sprigionato anche attraverso pavimentazioni e pareti a contatto con il suolo, da fratture e fessure, tubature e canalizzazioni non ben sigillate.  Il terreno e le rocce sono la fonte principale da cui questo gas viene sprigionato, tuttavia, nelle abitazioni questo può essere misurato anche ai piani più alti.

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Nel 1988 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS ha classificato il radon, e i suoi prodotti di decadimento, fra le sostanze per le quali vi è la massima evidenza di cancerogenicità per l’uomo.

Il pericolo maggiore attribuito al gas radon è correlato all’inalazione: inspirato in quantitativi in eccesso e per periodi prolungati, può infatti provocare seri danni alla salute, in particolare ai polmoni. Dopo il fumo è la seconda causa di rischio insorgenza di  tumore. 

Come difendersi  dal pericolo radon? Sicuramente la prima prevenzione per combattere questo gas è la costante areazione dei locali nei quali si sospetta o è riconosciuta la sua presenza. 

Una recente direttiva europea fissa come limite, sia per le abitazioni che per i luoghi di lavoro, un valore medio annuale di 300 Bq/m3 (Becquerel al metro cubo). 

Anche se non è possibile eliminare del tutto il radon dagli ambienti in cui si vive (tracce di questo gas sono comunque presenti anche nell’atmosfera libera), è però possibile ridurne la concentrazione nell’aria al di sotto dei limiti di legge. Una volta quantificata la presenza del radon, a seconda del risultato ottenuto, si potrà valutare l’opportunità di procedere a una bonifica  attuando dei semplici interventi edilizi sulle abitazioni esistenti o adottando criteri anti-radon in edifici di nuova costruzione.

La Regione Sardegna nel Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 (PRP), ha inserito l’Azione di “Promozione di buone pratiche in materia di sostenibilità ed ecocompatibilità nella costruzione/ristrutturazione di edifici per il miglioramento della qualità dell’aria indoor”. 

In seguito  all’indagine portata avanti per individuare le aree a rischio concentrazione di radon, è stata realizzata la mappa delle aree più a rischio di presenza di radon.

 L’ARPAS ha classificato quali aree a rischio 49 Comuni della Sardegna per probabilità di superamento del valore di concentrazione di 300 Bq/m3:  Aggius, Aglientu, Alà dei Sardi, Arzachena, Atzara, Austis, Belvì, Berchidda, Bortigiadas, Buddusò, Calangianus, Cheremule, Desulo, Elini, Fonni, Gavoi, Girasole, Ilbono, Lanusei, Loceri, Lodine, Luogosanto, Luras, Mamoiada, Monti, Neoneli, Nughedu Santa Vittoria, Ollolai, Olzai, Orgosolo, Osidda, Ovodda, Padru, San Teodoro, Santa Teresa Gallura, Sant’Antonio di Gallura, Sorgono, Talana, Telti, Tempio Pausania, Teti, Tiana, Tonara, Torpè, Tortolì, Triei, Trinità d’Agultu e Vignola, Urzulei, Villagrande Strisaili.

La mappa stilata è allegata alla delibera G. R. n. 7/49 del 12 febbraio 2019 ovvero la classificazione del territorio regionale con individuazione delle aree a rischio radon – Azione P-8.2.4 del Programma P-8.2 del Piano Regionale.

Con la suddetta delibera la Regione Sardegna ha dato  mandato all’ATS Sardegna, Azienda sanitaria della Salute,  di porre in essere quanto prima:
a) la “Comunicazione alla popolazione e alle istituzioni in merito alle ricadute sulla salute” riguardo al rischio Radon, per la quale deve essere attuato, da parte dell’ATS, l’apposito Piano di Comunicazione;
b) le “Indicazioni e informazioni per la corretta bonifica degli edifici pubblici e privati e la costruzione dei nuovi edifici”, per le quali un valido strumento è costituito dai succitati Indirizzi adottati con Delib.G.R. n. 5/31 del 29.1.2019

 

 

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