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Cronaca Gallura

Gallura, siccità: è il biennio peggiore dell’ultimo secolo

Bacino del Liscia: una crisi senza precedenti

immagine di repertorio
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Olbia, 22 Settembre 2016 – Le analisi effettuate dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino della Sardegna dimostrano come la Gallura stia affrontando il biennio (2014-2016) più critico degli ultimi 94 anni con un deficit di piogge del 23.2%: una crisi senza precedenti che sta determinano un rilevante impatto sulla disponibilità della risorsa idrica all’interno del bacino del  Liscia.

La tendenza degli ultimi due anni trova conferma anche nei dati raccolti durante il mese di agosto del 2016. Gli indicatori di stato, utilizzati dal distretto idrografico della Sardegna per monitorare la capacità degli invasi, indicano che ad agosto il bacino del Liscia versava in un livello di pericolo e allerta. In questi casi le linee guida della Regione Sardegna impongono ai gestori dell’acqua che “il livello di erogazione della risorsa idrica sia ridotta in media, secondo le categorie di priorità degli usi, al fine di gestire in modo proattivo l’eventuale persistenza del periodo secco; contestualmente devono essere attivate le previste misure di mitigazione”.

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Per questo il Consorzio di Bonifica della Gallura, già dal mese di aprile, si è adoperato nel programmare un rigido calendario di turnazioni e restrizioni dell’erogazione della risorsa idrica verso i campi e nel ridurre la durata della stagione irrigua di 60 giorni.

Queste iniziative, pur garantendo il regolare svolgimento della stagione irrigua, hanno penalizzato il comparto agricolo che ha fatto registrare una riduzione del 40% della semina, con la mancata coltivazione di mais e sorgo, scorte indispensabili per il mantenimento del bestiame durante l’inverno. Non bisogna dimenticare infatti che questo è il terzo anno consecutivo durante il quale l’Autorità di Bacino deve far fronte al fabbisogno idrico multisettoriale regionale andando a utilizzare parzialmente le riserve idriche accumulate nei serbatoi negli anni di apporti più favorevoli.

Preso atto di questo quadro drammatico, il Consorzio di Bonifica della Gallura propone tre interventi che consentano di ripristinare le ottimali condizioni di esercizio. Il primo intervento consiste nel recupero delle acque reflue: attualmente gli impianti sono a norma e le opere sono collaudate, manca solo la certificazione che consentirebbe al Consorzio di utilizzare i circa sei milioni di metri cubi d’acqua che sono inutilizzati. Il secondo riguarda l’intercettazione dell’acqua del rio Padrongianus nel Comune di Olbia e l’ultimo prevede l’intercettazione delle acque in località Monte Tova sul fiume Liscia nell’area di Arzachena.

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