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Cronaca Gallura

Gallura, ristorazione in difficoltà: “ci siamo adeguati e ora ci chiudono”

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Olbia, 27 ottobre 2020 – “Siamo passati da primi ad applicare protocolli rigorosi ad essere degli untori“: a parlare è Gavina Braccu, presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) Gallura e Nord Sardegna. Da lunedì ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie devono fare i conti con nuove restrizioni e con nuovi cali di fatturato dopo aver superato con difficoltà la prima ondata e il conseguente lockdown primaverile.

Braccu, che ha un ristorante ed è anche membro effettivo del consiglio nazionale Fipe, ha le idee ben chiare come la federazione: “A livello nazionale siamo sul pezzo, ci confrontiamo regolarmente con il Governo, anche se poi giustifica tutto co l’emergenza sanitaria. Il punto è che qua abbiamo anche un’emergenza economica che farà morire tutti. La ristorazione è ambasciatrice di una filiera che prima non era riconosciuta, ma che oggi è molto importante. Senza ristorazione, la filiera agropastorale e quella vitinicola subiscono grossi danni economici. Questo ci spinge a lottare per prendere altre direzioni – spiega Gavina Braccu – o per lo meno sarebbe giusto che ci sostengano con dei contributi che siano veri e non semplici annunci. Chi ha affitti da pagare li deve pagare comunque, non ci sono leggi precise su questo. Sono sospesi gli sfratti, certo, ma gli affitti non sono sospesi. L’ultima cosa che vuole l’esercente è creare problemi: vuole solo lavorare serenamente, tutelando la salute propria, quella dei collaboratori e quella dei clienti”.

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La Fipe sta organizzando una manifestazione nazionale in tutti i capoluoghi: in Sardega si svolgerà a Cagliari, Gavina Braccu sta cercando di organizzare una delegazione tutta gallurese.

“Ci hanno chiesto di metterci in regola e lo abbiamo fatto – continua la presidente Braccu -, i famosi protocolli sono stati condivisi con la Federazione, li abbiamo messi in pratica. Ci siamo formati, abbiamo formato il personale, abbiamo fatto debiti e speso risorse, abbiamo distanziato i tavoli quindi ecco perdite di potenziali clienti, e così via. Oggi ci dicono per dobbiamo chiudere. Più in regola dei pubblici esercizi non ce n’è, fermo restando che qualche ma marcia ci può essere e da queste prendiamo fermamente e nettamente le distanze. Anzi, avrebbero dovuto esserci più controlli anche durante l’estate. Vediamo un po’ cosa succede. La nostra sarà una manifestazione statica e pacifica”.

Del futuro non si sa niente, ma per la ristorazione è oggettivamente un momento molto difficile: “So di colleghi che hanno chiuso anzitempo, a fine agosto perché non ce la facevano più”, dice sommessamente la presidente della Fipe Gallura. La preoccupazione, in ogni caso, c’è: a livello nazionale si parla di 1.200.000 posti di lavoro e 50.000 imprese a rischio chiusura. In Sardegna, e in particolare in Gallura, conta centinaia di imprese non solo legate ai flussi stagionali turistici.

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