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Documentare il dramma: l'impegno civile di Giovanni Ambrosino, Vigile del Fuoco

Gli scenari più catastrofici, tra soccorso e videomaking

Documentare il dramma: l'impegno civile di Giovanni Ambrosino, Vigile del Fuoco
Documentare il dramma: l'impegno civile di Giovanni Ambrosino, Vigile del Fuoco
Camilla Pisani

Pubblicato il 17 gennaio 2021 alle 06:00

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Olbia. Quella del Vigile del Fuoco non è semplicemente una professione: è una vocazione, una chiamata a vivere la propria vita dedicandosi alla tutela degli altri, senza tirarsi indietro nemmeno di fronte ai pericoli più grandi.

I Vigili del Fuoco di Olbia rappresentano, in questo senso, un’eccellenza nazionale, grazie alla competenza quotidianamente messa in atto e all’ottima collaborazione sia col comando di Sassari che con Roma.

Negli anni, oltre alla parte prettamente operativa, si è sviluppata una parte “documentaristica”, grazie alla quale è possibile consultare, ad oggi, un vastissimo archivio relativo alle maggiori calamità vissute dal Paese, in un excursus storico di grande interesse ed importanza: “la storia di una nazione va di pari passo con la storia dei Vigili del Fuoco, e viceversa - spiega Giovanni Ambrosino, VVF e videomaker - e questo lo si capisce chiaramente osservando l’avvicendarsi dei disastri naturali -e non- vissuti in Italia, in cui i VVF sono sempre intervenuti”.

È proprio grazie alla versatilità di competenze di Giovanni Ambrosino e dei suoi colleghi che è possibile strutturare questo enorme archivio video: lui è infatti impegnato da decenni nella produzione, montaggio e trasmissione di contenuti audiovisivi (tristemente celebri le sue riprese in aerea dell’alluvione del 2013).

La sua passione per il linguaggio cinematografico nasce da lontano: “quando ero ragazzino, al liceo, i miei genitori mi hanno regalato una telecamera, con la quale ho cominciato a fare i primi, rudimentali esperimenti, con i miei compagni di classe. Questa passione mi ha portato poi ad iscrivermi e laurearmi al DAMS di Bologna”.

A quel punto arriva il primo approccio con i Vigili del Fuoco: “avendo fatto l’università, ho ritardato il servizio militare, e quando è arrivato il momento ho deciso che l’avrei fatto nei Vigili del Fuoco, anche in virtù di quella fascinazione per il camion rosso provata da bambino. Appena laureato, quindi, ho cominciato a svolgere il servizio militare a Genova”.

Da quel momento, per Ambrosino comincia un viaggio che lo porterà ad unire fruttuosamente la passione per il video a quella per la professione del VVF : “a Genova c’era il Centro Video, che era già una realtà molto avanzata. Lì un capo reparto mi ha fatto lavorare con lui, unendo le riprese a quello che poi sarebbe diventato il mio lavoro. Inizialmente non lavoravo tutto l’anno come Vigile del Fuoco, perché durante l’anno insegnavo cinematografia in tutte le scuole, esperienza che mi ha permesso di conoscere tutti gli istituti di ogni ordine e grado; nel frattempo, effettuavo tutte le riprese per il Comando di Sassari, sia interventi che video commemorativi. Trattandosi del Comando più grande d’Italia, e il territorio enorme, le cose da documentare erano e sono tantissime”.

Il primo incarico professionale ufficiale arriva con il terremoto de L’Aquila: Ambrosino viene chiamato a collaborare in veste di documentatore del disastro, anche in virtù dell’inaccessibilità di molti segmenti di città.

“I giornalisti non potevano entrare, per via della zona rossa, quindi ci voleva qualcuno che sapesse non solo filmare ma anche muoversi con le dovute cautele all’interno di un territorio pericoloso” spiega il VVF.

Da quell’esperienza vede la luce la collaborazione col Centro Video nazionale, che è poi diventata CoEM comunicazione in emergenza, cioè una struttura del dipartimento dei VVF che gestisce tutto ciò che riguarda le notizie, l’audiovisivo e i rapporti con la stampa.

“Il mio ruolo è duplice: sono sia VVF presso il distaccamento di Arzachena sia collaboratore con il Centro video nazionale a Roma, città nella quale mi reco più volte l’anno per gestire, assieme ad un gruppo di colleghi molto preparato, la comunicazione”.

La CoEM non coinvolge solo la scena nazionale, ma anche quella locale, grazie all’incoraggiamento e alla fiducia sia del Comando di Sassari nella veste dei suoi funzionari e comandanti che alla proficua collaborazione con i giornalisti.

Questa nutrita produzione audiovisiva ha, oltre che un’oggettiva utilità operativa, anche un valore storico inestimabile: “consultando l’archivio di Roma, ci si rende conto che i VVF hanno documentato qualsiasi accadimento importante avvenuto nel nostro Paese; gli attentati di Falcone e Borsellino, i grandi terremoti, l’attentato a Bologna, la Concordia. Noi c’eravamo sempre, in veste di soccorritori e anche documentando gli eventi”.

Non secondario l’impatto emotivo provato dai VVF, all’arrivo nei luoghi dei disastri: “arrivare per primi è un’emozione che si esplica nel contatto con la popolazione. Sei dispiaciuto, sai che puoi fare poco, ma fai, cerchi di dare una mano nel risollevarsi dalle macerie. Questo aspetto emotivo lo raccontiamo anche con le immagini, e grazie alle nuove tecnologie riusciamo a fare un tipo di comunicazione in tempo reale ma di grande qualità. Un tempo, per fare una diretta avevi bisogno del satellite e di una serie di strumentazioni molto sofisticate, adesso ti basta un telefonino e una connessione internet. Questa immediatezza permette di aiutare meglio le squadre di soccorso, che riescono ad avere un’idea dettagliata dello scenario e intervenire con più efficacia. L’impiego di queste risorse non sarebbe possibile senza la massima collaborazione e fiducia da parte del Comando, essenziale perché si possa coltivare questo tipo di comunicazione e documentazione” racconta ancora Ambrosino.

Ultima fatica del dipartimento è il video celebrativo per gli ottant’anni del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco: pochi ma intensi minuti in cui si racconta la storia di Olbia, intrecciata con quella dei VVF, attraverso ricostruzioni sceniche dettagliatissime, che rievocano il percorso dei pompieri di allora e quelli contemporanei, in una sorta di collage storico dei principali accadimenti degli ultimi anni, tra cui l’alluvione del 2013.

Ed è proprio l’alluvione l’evento che più è rimasto nel cuore di Giovanni Ambrosino: “sono tanti gli scenari che mi hanno colpito a livello umano, ma mai niente come quel giorno di novembre. Lì ho sperimentato il senso di impotenza nel veder accadere un disastro senza precedenti, inaspettato, vedendo intervenire colleghi che avevano a loro volta perso tutto, diventando soccorritori ma anche soccorsi. Il dramma ce lo avevamo in casa, e questa è la cosa peggiore di tutte. Tremendo è stato anche lo scenario aquilano, ma documentare la propria città è un colpo al cuore”.

A ottant’anni dall’istituzione del Corpo Nazionale VVF, si può affermare senza indugio che la stima, l’orgoglio e l’ammirazione ispirata da questi uomini e da queste donne non conoscono fine, e questa parabola in continua ascesa trova il suo fondamento nel coraggio e nella sommessa ma indomita presenza negli scenari più drammatici.