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Politica Locale

Abusivi K.O.: approvata la delibera, via alle ruspe

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Olbia, 24 Ottobre 2015 – Un timido segnale rispetto alla quantità immensa di abusi compiuti (e troppo spesso sanati) ad Olbia, ma importante per una comunità che deve imparare a pensare prima al bene comune, poi al proprio piccolo giardino.

Il Consiglio Comunale di Olbia, a maggioranza, ha approvato la delibera che dà il via all’abbattimento di una decina di fabbricati abusivi entrati nel patromonio comunale da 12 anni. Fabbricati che dovevano essere abbattuti da tempo immemore, ma che invece hanno superato indenni tanti (troppi) sindaci e amministrazioni di ogni colore.

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Dopo la tristissima (e fuori dal tempo) difesa dell’abusivo avvenuta lunedì da parte della minoranza, il Consiglio Comunale ha tirato dritto e ha approvato questo importante segnale di civiltà. Per una volta, in 40 anni e più di amministrazioni, sono stati tutelati i cittadini onesti: quelli che hanno costruito regolarmente, rispettando le regole, e quelli che non hanno costruito mai nulla e che pagano l’affitto o vivono ancora nella vecchia casa familiare.

I fabbricati da abbattere riguardano parti di edifici, ampliamenti non consentiti, ovili, rustici e una villa a Portistco con piscina completamente abusiva. L’unico “caso eclatante”, riguardante una famiglia che abita nel fabbricato costruito abusivamente, non è scoppiato e non scoppierà mai: la casa è stata salvata e si troverà un modo legale per consentire a questa famiglia di rimanere dov’è. Altri due fabbricati, di cui si attende l’esito dell’ultimo ricorso, rimangono in “stand by”. Una decina verranno utilizzati per fini di pubblica utilità. Il resto verrà abbattuto.

Perché è così importante questa delibera? Perché è prima volta che, ad Olbia, tanti edifici costruiti abusivamente vengono cancellati dalla faccia della terra. 40 anni di abusivismo, di mancata programmazione, di lottizzazioni “fantasiose” posizionate nelle ex paludi o accanto ai canali, di condoni “generosi”, non possono essere spazzati via, ma si può favorire un cambiamento di mentalità iniziando a tutelare chi, gli abusi, non li ha mai commessi senza premiare chi, invece, li ha compiuti recentemente.

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