Saturday, 27 June 2026
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Pubblicato il 27 June 2026 alle 06:00
Olbia coltiva una tradizione di giochi che richiedono concentrazione, calcolo e pazienza. La cronaca lo conferma con cadenza regolare, tra tornei scolastici di scacchi nel Nord Sardegna e circoli storici di carte come il burraco. Su questo terreno culturale si innesta un fenomeno nazionale meno visibile nelle piazze ma oggi tra i più seguiti online, ossia il poker italiano regolato da ADM.
A inizio marzo Telti ha ospitato la fase interprovinciale del Trofeo Scacchi Scuola 2026, con oltre 130 studenti sardi che si sono confrontati sulle 64 caselle. L'Istituto Deffenu di Olbia ha conquistato il primo posto nella categoria scuole superiori, seguito dal Liceo Artistico Dettori De André.
Eventi di questo tipo confermano che la pratica del pensiero strategico, della pianificazione anticipata e del controllo dell'errore è radicata in Gallura. Sono pilastri condivisi da un altro gioco che in Italia ha avuto storicamente una platea ampia, e che gli appassionati associano spesso per analogia agli scacchi. Si tratta del poker, nella variante Texas Hold'em diventata standard nei circuiti internazionali.
Il poker italiano deve molto a giocatori sardi che hanno saputo competere oltre i confini regionali. Filippo Candio, cagliaritano classe 1984, è stato il primo italiano della storia ad accedere al tavolo finale del Main Event delle World Series of Poker. A Las Vegas, nel 2010, chiuse al quarto posto con un premio di oltre tre milioni di dollari. Il risultato restituì visibilità a una scena nazionale fino a quel momento poco rappresentata oltreoceano.
Lo stesso anno il sassarese Stefano Demontis si mise in evidenza nel circuito Italian Poker Tour, allora il principale tour live italiano, con un secondo e un terzo posto nei main event della stagione. Storie simili emersero anche dal resto dell'isola. A Sardara, nel Medio Campidano, un giocatore noto online come “Artemidor” mise insieme piazzamenti regolari nel Sunday Madness, all'epoca torneo settimanale di riferimento, con un quinto posto nel marzo 2010 e un secondo posto nell'edizione dell'aprile successivo. Questi episodi anticiparono di poco l'esplosione del fenomeno digitale, che da lì in avanti avrebbe spostato gran parte della pratica dalle sale fisiche al web e aperto la porta a una nuova generazione di giocatori che impara direttamente online.
Negli ultimi quindici anni la struttura del poker italiano è cambiata in profondità. Lo Stato ha aperto al gioco online nel 2008, autorizzando i primi tornei a distanza a buy-in fisso, poi nel 2011 ha esteso la licenza anche alla modalità cash game. Più di recente il decreto legislativo 41 del 25 marzo 2024 ha riordinato l'intero comparto del gioco a distanza, ridefinendo concessioni, requisiti di affidabilità degli operatori e tutele per i consumatori.
L'intera offerta legale ricade sotto la vigilanza dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che concede le licenze, mantiene il registro pubblico degli operatori autorizzati e fa verificare i sistemi di generazione delle carte da laboratori indipendenti come GLI e BMM Testlabs. Per chi vuole orientarsi nella scelta di una piattaforma, le risorse che confrontano i diversi siti di poker online autorizzati riportano per ciascun operatore le informazioni standard richieste da ADM, dalla concessione al rake, dalle varianti disponibili alle procedure di antiriciclaggio.
Il registro pubblico tenuto dall'Agenzia consente al giocatore di verificare in autonomia se un operatore dispone di concessione attiva, un controllo elementare che resta la principale difesa contro proposte irregolari. Sono accorgimenti che hanno cambiato la qualità dell'esperienza di gioco e spiegano perché la quota di mercato del segmento legale italiano sia cresciuta in maniera costante negli ultimi anni.
Per gli appassionati sardi la differenza più tangibile è geografica. Quindici anni fa partecipare al circuito IPT significava raggiungere Sanremo, Venezia o Saint-Vincent, le poche città italiane con casinò dotato di sala poker. Oggi i grandi tornei nazionali, dall'Italian Series of Poker al PokerStars Open fino agli MTT delle singole concessionarie, sono accessibili da casa, con buy-in che spesso partono da poche decine di euro. La stessa logica di partecipazione a distanza vale per il cash game, dove gli appassionati possono scegliere il livello di posta e l'orario senza vincoli di calendario, conservando la possibilità di confrontarsi con avversari di tutto il Paese.
È un cambio di scala che ha ampliato il bacino dei giocatori potenziali, soprattutto in regioni dove non esistono case da gioco. Restano due punti fermi che valgono per chiunque si avvicini al settore. L'accesso è riservato ai maggiorenni e ogni piattaforma legale impone una procedura KYC, ovvero la verifica dell'identità tramite documento, prima di consentire prelievi. Sono passaggi obbligatori per legge e rappresentano il primo indicatore concreto del fatto che un sito opera all'interno del perimetro ADM.
La continuità con la tradizione sarda dei giochi di calcolo e strategia, dai tornei di scacchi di Telti ai grandi nomi del passato, è meno netta sul piano tecnico ma riconoscibile su quello culturale. Il poker, come gli scacchi, premia chi sa gestire l'informazione incompleta, valutare le probabilità e dosare il rischio. La differenza più visibile resta lo strumento, che oggi sta più spesso in tasca che su un tavolo verde.
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