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Con "A diosa" il Parco Mario Cervo si candida a nuovo spazio culturale di Olbia

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Patrizia Anziani

Pubblicato il 04 giugno 2016 alle 22:34

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Olbia, 5 giugno 2016 -Così nascosto nell'insenatura più interna del golfo di Olbia, bagnato dalle acque del Rio Siligheddu e chiuso dalle ordinate case popolari color crema di via Roma, sembrava un angolo alberato dimenticato da tutti, ma dal primo di giugno con "Non potho reposare, progetto A diosa", il parco recentemente intitolato a Mario Cervo si qualifica come nuovo spazio culturale all'aperto della città. Il Progetto A diosa è stato ideato e realizzato dall'Archivio Mario Cervo, con il coinvolgimento delle scuole cittadine e alcuni artisti locali, per celebrare anche ad Olbia il centenario della poesia ormai diventata simbolo dell'identità sarda con il titolo meglio conosciuto di No potho reposare.

A diosa venne scritta in un lontano pomeriggio del 1915 dal poeta e avvocato Salvatore Sini ( Sarule 1873- Nuoro 1954). Musicata nel 1920 dal compositore Giuseppe Rachel, venne incisa per la prima volta nel 1936 dal tenore Maurizio Carta e da allora fino ai nostrigiorni ha conosciuto migliaia di interpretazioni, versioni ed incisioni.

Alla manifestazione, patrocinata dal Comune di Olbia, dall' ISRE e dalla Fondazione Banco di Sardegna, hanno aderito con entusiasmo diversi istituti scolastici cittadini e alcuni artisti locali, a cui è stato chiesto di preparare una versione, recitata, musicata o cantata della ormai famosissima poesia. Il risultato è stato un susseguirsi di interpretazioni di No potho reposare degne di un irresistibile tormentone estivo in salsa sarda.

Introdotti dal bravissimo Tommy Rossi, conduttore radiofonico di Radio Olbia Web, gli alunni della Scuola Media Ettore Pais, guidati dal professor Giuseppe Fresi Roglia, hanno aperto la serata con una versione strumentale con piccola orchestra formata da tre violini, una tastiera con due ragazzi, una tromba e due chitarre. Gli alunni della Scuola media Armando Diaz, guidati dai professori Meloni, Serra, Cocco, Canu e dal coordinatore professor Savigni, hanno eseguito una versione con musica da camera e cantante solista con piccola orchestra moderna, composta da quattro violini, quattro flauti, due tastiere e tre trombe. Subito dopo, gli ospiti e i volontari dell'Associazione Villa Chiara hanno eseguito una versione cantata con base.

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Gli alunni della Scuola elementare San Vincenzo, guidati da Maria Grazia Garau, hanno invece proposto una versione strumentale con flauto dolce e dopo la recita di alcuni bambini in costume sardo, la bellissima No potho reposare è stata proposta in un coro di voci bianche. Infine gli alunni della Scuola elementare Santa Maria, guidati dalle maestre Ines Marras e Rita Coinu si sono esibiti in coro accompagnati da una base. Gli ospiti della serata sono stati la cantante olbiese Emanuela Senes, il noto poeta in limba Andrea Columbano e il gruppo Olbia Folk Ensemble, che ha incantato i presenti con alcuni brani di repertorio. In conclusione Velia e Ottavio Cervo, a nome dell'Archivio Mario Cervo (aperto ai soci e al pubblico tre volte a settimana nell'accogliente sede al numero 26 di via Grazia Deledda) hanno ringraziato i numerosissimi presenti e consegnato alcune targhe ricordo. I fratelli Cervo, custodi infaticabili del prezioso patrimonio di oltre 7000 incisioni discografiche di musica sarda raccolte dal padre Mario in oltre cinquant'anni di attività di ricerca e studio, hanno voluto inaugurare così la nuova stagione culturale estiva: facendo cantare a grandi e piccini una poesia che ha ormai compiuto un secolo.

©Patrizia Anziani

Si ringrazia l'Archivio Mario Cervo per la gentile concessione delle foto