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Casa Cumuna: San Teodoro apre un ponte culturale con la Corsica

Tre appuntamenti tra storia, identità e Mediterraneo

Casa Cumuna: San Teodoro apre un ponte culturale con la Corsica
Casa Cumuna: San Teodoro apre un ponte culturale con la Corsica
Patrizia Anziani

Pubblicato il 08 April 2026 alle 21:00

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San Teodoro. Guardare il mare non come un confine ma come un ponte. È da questa idea che nasce Casa Cumuna, il nuovo progetto culturale che mette in dialogo la Sardegna e la Corsica, partendo proprio da San Teodoro.

L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale Realtà Virtuose con il coinvolgimento del MAST – Museo Archeologico di San Teodoro, prenderà forma attraverso tre appuntamenti aperti alla comunità in programma il 10, 17 e 24 aprile 2026 presso la Biblioteca Comunale “Elena di Gallura”, con ingresso libero.

Il progetto coinvolge anche partner del territorio di Brando, piccolo comune del Cap Corse, creando così un primo spazio di confronto culturale tra le due sponde del Mediterraneo. L’idea di Casa Cumuna parte da una base storica concreta.  Come spiegano gli organizzatori tra il XVII e il XVIII secolo, mercanti corsi provenienti proprio dall’area di Brando erano attivi lungo la costa nord-orientale della Sardegna, contribuendo agli scambi economici e culturali tra le comunità affacciate sullo stesso mare. Tracce di questi rapporti sono rimaste nella memoria locale e nella toponomastica gallurese, come nel caso della celebre spiaggia di Cala Brandinchi, il cui nome, secondo alcune interpretazioni, rimanderebbe proprio a queste antiche connessioni tra Sardegna e Corsica. Casa Cumuna nasce quindi con l’obiettivo di approfondire, ricostruire, raccontare e rendere attuale questo legame, trasformandolo in una piattaforma di scambio culturale, educativo ed economico tra le due isole. 

Affacciato sul versante orientale del Cap Corse, il comune di Brando conta poco più di 1.600 abitanti e si sviluppa tra costa e montagna, con un territorio che scende verso il mare tra borghi in pietra, antiche cappelle e torri costiere. Il territorio comunale comprende diverse frazioni – Purettu, Pozzu, Silgaghja, Castellu, Mausoleu, Lavasina ed Erbalunga – alcune arroccate sui pendii dell’entroterra e altre affacciate direttamente sul mare.

Tra queste spicca Erbalunga, piccolo borgo marinaro dominato da una torre genovese che si riflette nelle acque del Mediterraneo. Un paesaggio fatto di scogliere, porticcioli e case color pastello che racconta ancora oggi la vocazione marinara di questo tratto di Corsica. Alle spalle della costa si estendono pendii verdi, uliveti e piccoli villaggi in pietra, in un equilibrio tra mare ed entroterra che ricorda per molti aspetti quello di San Teodoro, sviluppato alle pendici orientali del massiccio di Monte Nieddu, nella Piana de Oviddè.

Casa Cumuna non si presenta come un semplice ciclo di incontri culturali, ma come un programma di cooperazione che guarda al lungo periodo. Tra gli obiettivi principali del progetto vi sono quelli di rafforzare l’identità storica del territorio; attivare collaborazioni tra istituzioni sarde e corse; coinvolgere scuole, giovani e comunità locali; sviluppare nuove opportunità culturali e turistiche; accedere a progettualità europee di cooperazione transfrontaliera L’ambizione è quella di trasformare San Teodoro in un punto di riferimento per il dialogo culturale tra le isole del Mediterraneo

Dietro il progetto Casa Cumuna ci sono due studiosi che da anni lavorano sul rapporto tra comunità, territorio e identità culturale: l’archeologa medievista Silvia Selis e il sociologo Corrado Seddaiu,  protagonisti e animatori dell’associazione culturale Realtà Virtuose. Il loro impegno sul territorio non nasce oggi. Già nel 2020, infatti, Realtà Virtuose era tra i promotori di iniziative dedicate allo sviluppo delle comunità locali e alla riflessione sul fenomeno dello spopolamento nei piccoli centri della Sardegna. Oggi quella stessa attenzione per i territori e le loro identità si allarga al Mediterraneo, con l’obiettivo di creare nuove connessioni tra comunità che condividono storie, tradizioni e paesaggi simili.

Il ciclo di appuntamenti, intitolato “Da Capo Corso a Oviddé – Appunti di viaggio”, si svolgerà presso la Biblioteca Comunale Elena di Gallura e il MAST Museo Archeologico di San Teodoro.

Venerdì 10 aprile – ore 18:00
Incontro pubblico di presentazione del progetto con un’analisi degli aspetti antropologici e sociolinguistici del legame Corsica–Sardegna.
Interverranno: Giuseppe Pisanu, archeologo e direttore del Museo MAST e del Museo Archeologico di Dorgali; Marina Branca, sociolinguista (Università di Corsica e Università di Sassari); Riccardo Mura, dottorando in linguistica (Università di Sassari); Corrado Seddaiu, sociologo e associazione Realtà Virtuose; Silvia Selis, archeologa e associazione Realtà Virtuose.

Venerdì 17 aprile – ore 18:00
Approfondimento storico sui rapporti tra Corsica e Sardegna con Jean-Christophe Liccia, storico e presidente dell’associazione Petre Scritte di Brando, che presenterà le sue ricerche sui mercanti corsi in Sardegna. La serata sarà accompagnata anche da interventi musicali e dialoghi del gruppo etnomusicologico ICHNVSS.

Venerdì 24 aprile – ore 18:00
Conferenza dello storico Salvatore Moreddu, dedicata alle vicende dei mercanti provenienti da Corsica, Liguria e Napoli a partire dal Settecento e al loro ruolo nelle relazioni mediterranee. A chiudere la serata, alle ore 20:00, il concerto del gruppo corso EPPÒ, formazione originaria di Bastia che unisce tradizione musicale corsa e influenze mediterranee contemporanee.

Un invito alla comunità

Gli organizzatori invitano la stampa locale, gli operatori culturali e tutta la cittadinanza a partecipare agli incontri e a contribuire alla diffusione del progetto.

Casa Cumuna si presenta infatti come un invito aperto a riscoprire le proprie radici, costruire nuove connessioni e guardare il mare non come un limite ma come uno spazio di incontro tra comunità e culture del Mediterraneo.