Wednesday, 09 September 2026

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Bortigiadas, case vuote per contrastare lo spopolamento

Il Comune aderisce alla ricognizione regionale e prepara interventi per abitazioni e centro storico

Bortigiadas, case vuote per contrastare lo spopolamento
Bortigiadas, case vuote per contrastare lo spopolamento
Olbia.it

Pubblicato il 09 September 2026 alle 09:00

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Bortigiadas. Il Comune ha aderito alla ricognizione regionale degli immobili privati inutilizzati e ha annunciato interventi legati alla prima casa, al recupero del centro storico e all’ipotesi di un albergo diffuso. Lo riferisce L’Unione Sarda in un articolo pubblicato l’8 settembre.

Il sindaco Emiliano Deiana e la consigliera delegata Simona Cannas indicano come obiettivo «trattenere i residenti, attrarre nuovi abitanti e intercettare un turismo autentico e sostenibile». Il primo passaggio riguarda le case disabitate: i proprietari sono invitati a segnalarle al Comune, per conoscere il patrimonio disponibile e creare le condizioni per rimetterlo in circolo.

La ricognizione ha carattere conoscitivo. Nella procedura promossa dalla Regione e già attivata anche dal Comune di Tempio Pausania, la segnalazione non obbliga il proprietario a vendere, affittare o cedere l’immobile. A Bortigiadas non è stato indicato un recapito dedicato né una scadenza per le segnalazioni: per informazioni pratiche il Comune può essere contattato nella sede municipale di via Dante 13. Il Comune può essere contattato al numero 079 627014, all’indirizzo [email protected] e via Pec a [email protected]: i recapiti sono pubblicati nella pagina dei contatti del Comune di Bortigiadas.

  • Per il centro storico, l’amministrazione punta a partecipare al bando regionale per un albergo diffuso, attraverso il recupero di tre immobili.
  • È atteso nei prossimi giorni un bando per contributi a fondo perduto destinati all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa nei comuni sardi sotto i 5mila abitanti. La data di pubblicazione non è stata comunicata. La disciplina regionale per la prima casa, approvata il 22 aprile, prevede contributi pari al 50% della spesa fino a 15mila euro per beneficiario e nucleo familiare.
  • Il progetto pilota Abitus, sviluppato con Calangianus e Luogosanto, dovrà sperimentare nuovi modelli di recupero e riuso dei centri storici.

Albergo diffuso e contributi per la prima casa sono invece tra le misure annunciate; la micro-accoglienza con bed and breakfast e case vacanza viene indicata come possibilità legata alle risorse disponibili. Il progetto rivolto ai nomadi digitali resta, come precisato dall’amministrazione, un’ipotesi allo studio.