Sunday, 08 November 2026

Informazione dal 1999

Bianca, Cronaca

A Padru nasce Sa Pintadera, uno spazio dove arte, cultura e identità diventano occasione di incontro

Una serata tra colori, musica, parole e i sapori della tradizione dell’Isola

A Padru nasce Sa Pintadera, uno spazio dove arte, cultura e identità diventano occasione di incontro
A Padru nasce Sa Pintadera, uno spazio dove arte, cultura e identità diventano occasione di incontro
Barbara Curreli

Pubblicato il 08 November 2026 alle 16:30

condividi articolo:

Padru. A Padru nasce Sa Pintadera, uno spazio dove arte, cultura e identità diventano occasione di incontro. Non una semplice inaugurazione, ma l'inizio di un percorso che guarda alla cultura come strumento di crescita, inclusione e condivisione. È stata presentata a Padru Sa Pintadera, nuova associazione culturale nata dalla volontà di creare uno spazio aperto alle arti, alle idee e alle persone, mettendo in dialogo tradizione e contemporaneità, anche attraverso l'omaggio alla grande e poliedrica artista Maria Carta, partendo dai quadri realizzati dalla presidente Valentina Baltolu.

Ad aprire la serata è stato Giorgio Fresu, che ha portato il saluto dell'amministrazione comunale, sottolineando il valore di un'iniziativa che arriva in un tempo in cui tutto sembra procedere velocemente e in cui gli spazi di confronto e condivisione assumono un'importanza ancora maggiore. «Pensare di potersi fermare un attimo, creare un'associazione culturale, confrontarsi, fare inclusione e realizzare attività che mettano insieme scultura, musica, lettura e poesia è un bellissimo progetto», ha osservato, riconoscendo in Sa Pintadera una sfida preziosa non soltanto per i suoi promotori, ma per l'intera comunità, che si arricchisce del contributo di giovani desiderosi di partecipare alla sua crescita sociale e culturale.

Un valore condiviso dal sindaco Antonello Idini, che ha posto l'accento sull'importanza dell'associazionismo come occasione per imparare a stare insieme, confrontarsi e costruire relazioni. «Fare associazione vuol dire far parte di un gruppo che scambia idee e impara a stare con l'altro», ha ricordato, evidenziando come la nuova realtà rappresenti una bella notizia per un paese di poco più di duemila abitanti. Particolarmente significativo, per il primo cittadino, è l'intento di abbracciare tutti i linguaggi dell'arte, dalla pittura alla musica, dal canto tradizionale alle attività manuali, offrendo soprattutto ai più giovani nuove possibilità di espressione e sperimentazione. Un percorso nel quale la cultura della bellezza diventa anche uno strumento per migliorare le persone e la comunità, attraverso la cura degli spazi e delle relazioni.

A raccontare la visione e le motivazioni che hanno portato alla nascita di Sa Pintadera è stata la presidente Valentina Baltolu, che ha ringraziato il Comune e tutti coloro che hanno scelto di condividere il momento. «Crediamo che l'arte e la cultura, in tutte le loro forme, possano nutrire l'anima, avvicinare le persone e creare legami», ha spiegato. Anche il nome scelto racchiude un significato profondo: Sa Pintadera richiama le radici, la storia e l'identità sarda, ma allo stesso tempo la possibilità di lasciare nuovi segni e costruire qualcosa da trasmettere alle generazioni future.

La volontà dell'associazione è infatti quella di custodire e valorizzare il patrimonio culturale dell'isola, a partire dalla lingua sarda, senza però fermarsi alla memoria del passato. L'obiettivo è creare nuove occasioni di partecipazione, dare spazio agli artisti, alla creatività e alle persone. I primi progetti sono già in fase di sviluppo e prevedono laboratori, attività dedicate ai bambini, riscoperta delle arti manuali e collaborazioni con il territorio.

Dietro questa iniziativa ci sono quattro persone: Valentina Baltolu, Carla Girelli, Laura Piras e Antonio Bullegas, diverse per carattere ed esperienze, ma unite dalla stessa voglia di costruire qualcosa di concreto. «Non vogliamo promettere grandi cose per fare bella figura stasera. Preferiamo impegnarci e dimostrarle con un progetto alla volta, un incontro alla volta», ha dichiarato la presidente, ribadendo che la presentazione ufficiale non rappresenta un punto di arrivo, ma soltanto il primo passo di un percorso già cominciato.

Alla serata ha partecipato anche il presidente della Fondazione Maria Carta, Leonardo Marras che ha accolto con soddisfazione e commozione la nascita della nuova associazione, richiamando il ruolo fondamentale della cultura nel mantenere vive le comunità, soprattutto nei piccoli centri della Sardegna, sempre più esposti al fenomeno dello spopolamento.

Un tema che la Fondazione affronta dal 2017 attraverso il progetto Freemmos – Liberi di restare, portando nei paesi incontri e iniziative con artisti, musicisti, scrittori e giornalisti. Un impegno rivolto in particolare ai giovani, alle scuole e alle famiglie, con l'invito a viaggiare, studiare e conoscere il mondo senza perdere il legame con le proprie radici e mantenendo aperta la prospettiva di un ritorno in Sardegna.

Nel suo intervento, il presidente ha ricordato anche la figura di Maria Carta, non soltanto come artista da commemorare, ma come personalità poliedrica: cantante, attrice, pittrice, scultrice e poetessa, capace di portare la Sardegna nel mondo senza mai rinnegare la propria lingua e identità. «Maria Carta deve diventare un esempio per i giovani», ha sottolineato, invitando le nuove generazioni a conoscere il suo percorso e a riconoscere nel patrimonio musicale e nelle tradizioni dell'isola una risorsa da custodire e tramandare.

La musica ha accompagnato e arricchito la serata, con l'esibizione di Giorgia Pinna e Roberto Orecchioni, voce e chitarra, che hanno interpretato "Le memorie della musica" di Maria Carta. I due giovanissimi studenti del liceo musicale hanno emozionato il pubblico con una performance capace di intrecciare tradizione, innovazione e integrazione. A chiudere l'incontro, la lettura di una poesia dedicata a Maria Carta, scritta da Chiara Manca e interpretata dalla sua bambina, la piccola Azzurra Luciano.

Un omaggio alla grande artista sarda attraverso immagini, parole e musica, in un intreccio di linguaggi che ha restituito pienamente il senso della serata. Perché se c'è un messaggio emerso fin dal primo appuntamento di Sa Pintadera è proprio questo: la cultura nasce dall'incontro, cresce nella collaborazione e trova la sua forza nella capacità di unire persone, generazioni e sensibilità diverse. Un primo segno lasciato sul territorio, con l'ambizione di trasformarlo in un percorso condiviso.