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Olbia, priorità vaccinazione a chi lavora nel turismo: "necessario accelerare su fasce a rischio"

Parla il presidente del Consorzio Albergatori di Olbia

Olbia, priorità vaccinazione a chi lavora nel turismo:
Olbia, priorità vaccinazione a chi lavora nel turismo:
Camilla Pisani

Pubblicato il 14 marzo 2021 alle 06:00

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Olbia. Partita da pochi mesi, la campagna vaccinale anti Covid-19 ha evidenziato sin da subito la difficoltà, sul piano etico, economico e sanitario, di stabilire una gerarchia di priorità rispetto alle fasce di popolazione più o meno a rischio: se infatti sulla categoria degli over 80 e degli operatori sanitari la misura di urgenza appare ovvia e quindi pienamente condivisa, più sfumato appare il confine tra un settore e l’altro.

Sul territorio, è ovviamente caldissimo il dibattito sulla vaccinazione prioritaria agli operatori turistici: se da un lato questa rappresenterebbe un chiaro incentivo per il turista a scegliere la Sardegna come meta di viaggio, prefigurando una situazione davvero sicura e Covid-free (complice anche la zona bianca), dall’altro c’è chi solleva la questione etica, relativa alla necessità di pensare prima alle fasce più deboli e solo in secondo luogo a quelle con più rilevanza “economica”.

“Va fatta una distinzione tra il discorso economico, in cui coinvolgere il comparto degli albergatori, e il discorso prettamente sanitario; nel primo caso, la vaccinazione prioritaria sarebbe la procedura ideale, perché salvaguarderebbe in primis le persone che hanno quotidianamente a che fare con una clientela nazionale ed internazionale e darebbe la percezione, al turista, della piena sicurezza di essere accolto in strutture ricettive prive di rischi. Dal punto di vista economico sarebbe quindi una cosa meravigliosa, e valorizzerebbe la già appetibile zona bianca, rendendo l’isola una meta attraente proprio in virtù della sua sicurezza in termini sanitari. Esiste però un altro aspetto che va necessariamente valutato – afferma Fabio Fiori, presidente del Consorzio Albergatori di Olbia – ed è quello legato al fatto che ad oggi, purtroppo, moltissime persone a rischio (come anziani e disabili) non sono ancora vaccinati; questo ci pone davanti ad un dilemma di carattere etico ed umano di fronte al quale non è possibile indietreggiare. La vaccinazione prioritaria agli operatori turistici sarebbe la giusta spinta per far ripartire un’economia già in affanno, perché la mancanza di lavoro produce meccanismi di crisi molto gravi ed estesi, ma questo non può essere motivo di sorpasso nei confronti delle persone più fragili. Sarebbe necessaria una forte accelerata sui vaccini, in modo da estendere la copertura alle fasce a rischio in modo rapido per poi passare a quelle categorie, come anche gli operatori del turismo, a cascata; purtroppo tutto sta procedendo molto lentamente, con l’ulteriore complicazione delle varianti del virus, che inevitabilmente rallenta tutto. La conseguenza è che tutti i programmi fatti l’anno scorso, che avrebbero previsto, grazie alle vaccinazioni, una rinascita del settore turistico e dell’economia in generale, sono stati scompaginati; la stagione 2021 purtroppo si prefigura critica come quella passata”.

Ad un anno dall’inizio della pandemia ritorna, ancora una volta, l’insolubile dicotomia tra vantaggio economico e priorità etica: la questione presenta numerosissimi livelli di lettura, e appare a tratti un paradosso in cui i confini tra uomo e soggetto economico sfumano irrimediabilmente; a conti fatti, la guerra contro il virus è un’epopea imprevedibile.

Se sia possibile sacrificare l’economia per la tutela dei più deboli, o se sia lo stesso sacrificio a sancire una crisi ancora più profonda è materia da discutere: la stagione è alle porte, il dado va tratto.