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Porto Cervo, è questo l’agosto che vogliamo? Il video del Grande Pevero lascia senza parole

Un video riaccende il caso overtourism

Porto Cervo, è questo l’agosto che vogliamo? Il video del Grande Pevero lascia senza parole
Porto Cervo, è questo l’agosto che vogliamo? Il video del Grande Pevero lascia senza parole
Patrizia Anziani

Pubblicato il 03 September 2026 alle 12:50

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Arzachena. Agosto è finito, le spiagge cominciano lentamente a svuotarsi e la Costa Smeralda si prepara a vivere una parte di stagione più tranquilla. Settembre, insieme ai mesi di maggio e giugno, sta diventando sempre più ambito da un turismo d’élite e all'insegna del benessere attratto proprio dalla possibilità di godere del territorio lontano dalla pressione e dall'affollamento delle settimane centrali dell'estate. È forse proprio questo il momento giusto per riguardare alcune immagini dell'estate appena trascorsa e porsi una domanda: è questo l'agosto che vogliamo?

Il video è stato girato il 15 agosto davanti alla spiaggia del Grande Pevero, a Porto Cervo, ed è stato successivamente rilanciato sui social con questa frase "Quando vi chiedono il concetto di “overtourism”, se non avete voglia di spiegare, mostrate pure questo video" dalla seguitissima pagina Il Sassarese Medio. Le immagini (che non sono state girate a Mortorio) sono eloquenti: gommoni, yacht e altre imbarcazioni affollano lo specchio acqueo mentre tutt'intorno ci sono decine di persone. Si nuota, si balla, si canta. Dalle barche arriva musica ad altissimo volume. Per qualche momento uno degli angoli più conosciuti della Costa Smeralda sembra trasformarsi in una grande festa in mezzo al mare, con bagnanti e imbarcazioni che condividono uno spazio apparentemente molto ristretto (qui il video). Non è possibile, attraverso un video, misurare le distanze dalla battigia e stabilire se e quali singole unità abbiano commesso delle infrazioni. Sarebbe sbagliato trasformare alcuni fotogrammi in un verbale della Guardia Costiera. Ma quello che il video mostra può e deve aprire una riflessione.

Perché il problema non è Ferragosto in sé. Ferragosto arriva ogni anno. Sappiamo quando arriverà e sappiamo che cosa comporterà: migliaia di turisti, spiagge affollate, porti pieni e un'enorme concentrazione di imbarcazioni lungo alcune delle baie più conosciute della Gallura. E allora la domanda cambia: se tutto questo è prevedibile, perché ogni estate abbiamo l'impressione di trovarci davanti agli stessi problemi?

Le regole esistono. La Baia del Grande Pevero non è uno specchio acqueo privo di una disciplina specifica. Esiste infatti l’Ordinanza, con validità permanente, n. 40/2010 dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci, emanata il 30 luglio 2010 per disciplinare il campo boe denominato “Pevero Mooring – Campo ormeggio Baia del Grande Pevero”. L'atto richiama espressamente l'esigenza di tutelare "la salvaguardia della vita umana in mare e la sicurezza della navigazione" all'interno del campo boe e negli specchi acquei limitrofi. L'articolo 6 dell'ordinanza richiama espressamente le distanze previste dalla normativa di sicurezza, indicando 200 metri dalle coste sabbiose e rocciose basse. Lo stesso articolo introduce inoltre una particolare fascia di rispetto intorno al Pevero Mooring: vieta a qualunque mezzo nautico di sostare a meno di 300 metri dal confine settentrionale della concessione e a meno di 100 metri dal restante perimetro dell'area in concessione.

 

Il Comune di Arzachena, con il supporto della Guardia Costiera – Direzione Marittima del Nord Sardegna, il 21 luglio aveva presentato inoltre la campagna bilingue “10 Regole in spiaggia d'estate”, dedicata alla sicurezza e alla corretta fruizione degli 88 chilometri di costa comunale. Tra le prescrizioni ricordate figura il divieto di navigare, ancorare o ormeggiare entro 200 metri dalle spiagge e 100 metri dalle coste a picco. La stessa iniziativa prevedeva la diffusione di materiale informativo nelle strutture ricettive e una comunicazione anche in inglese. Ma proprio la data suggerisce una riflessione. Il 21 luglio, per una destinazione internazionale come la Costa Smeralda, non rischia di essere troppo tardi? La Gallura non scopre a luglio di essere una delle mete turistiche più frequentate del Mediterraneo. Chi arriva via mare prenota spesso con largo anticipo; charter, marine, alberghi e residence programmano la stagione mesi prima.

Forse, allora, una vera campagna di sensibilizzazione alla sicurezza dei diportisti, ma soprattutto dei bagnanti, dovrebbe partire già ad aprile, prima dell'arrivo dei grandi flussi. Porti turistici, marina, società di charter, noleggiatori, hotel e strutture ricettive potrebbero diventare parte di una rete informativa capace di raggiungere il visitatore prima ancora che usufruisca le spiagge o le imbarcazioni. E in una destinazione internazionale la comunicazione dovrebbe necessariamente essere internazionale qr code: cartelli chiari, immediatamente comprensibili in più lingue e accessibili con QRcode, con regole chiare e immediatamente comprensibili sulle distanze dalle spiagge, sulle modalità di avvicinamento alla costa, sull'ancoraggio e sulla tutela dei bagnanti.

Poi ci sono i controlli. La Guardia Costiera aveva intensificato durante l'estate l'attività lungo il tratto compreso tra Punta Bados e Capo Ferro e già all'inizio di agosto erano state comunicate sanzioni amministrative per oltre 28mila euro nell'ambito delle verifiche effettuate.  Il punto, dunque, non è sostenere che i controlli non ci siano stati. È domandarsi se il sistema attuale sia sufficiente davanti ai numeri che la Costa Smeralda raggiunge nelle settimane centrali dell'estate. Perché prevenzione e informazione devono necessariamente essere accompagnate dalla deterrenza. Spiagge a numero chiuso e controlli concentrati nei luoghi e nelle giornate in cui il sovraffollamento è ampiamente prevedibile e sanzioni realmente dissuasive potrebbero contribuire a evitare che determinate situazioni diventino la normalità.

C'è infine un particolare nelle immagini del Grande Pevero che meriterebbe un chiarimento. Nei fotogrammi non appare visibile un cordone di boe che separi chiaramente l'area frequentata dai bagnanti da quella occupata dalle imbarcazioni.

Ora che agosto è alle spalle, però, la questione più importante riguarda il futuro. La Costa Smeralda ha costruito una parte enorme della propria fortuna sull'attrattività internazionale del suo mare cristallino dal color smeraldo. Il turismo nautico è una risorsa fondamentale e non è certo il nemico da combattere. Il problema nasce quando il successo di una destinazione diventa così grande da mettere sotto pressione gli stessi luoghi che ne costituiscono il patrimonio. Non si tratta quindi di scegliere tra turisti e residenti, tra yacht e bagnanti o tra divertimento e tranquillità. Si tratta di governare un fenomeno ormai perfettamente prevedibile. Il video del Grande Pevero può allora essere guardato non soltanto come una curiosità social di Ferragosto, ma come una fotografia sulla quale ragionare quando si inizierà a programmare l'estate 2027. Perché agosto tornerà. Torneranno gli yacht, i charter, le spiagge piene e migliaia di visitatori da tutto il mondo. La vera domanda, a settembre, è un'altra: vogliamo aspettare ancora una volta luglio per ricordarci che i turisti arriveranno?