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Oschiri sceglie la continuità: incontro con sindaco Roberto Carta

Quorum superato ore prima della chiusura

Oschiri sceglie la continuità: incontro con sindaco Roberto Carta
Oschiri sceglie la continuità: incontro con sindaco Roberto Carta
Laura Scarpellini

Pubblicato il 18 June 2026 alle 15:00

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Oschiri.  Obiettivo raggiunto e secondo mandato blindato. Roberto Carta si riconferma alla guida di Oschiri, vincendo la sfida più complessa per i comuni con un'unica coalizione in corsa: quella contro l'astensionismo e la soglia del quorum. La lista "Per Oschiri insieme" porta così dodici consiglieri sui banchi della massima assemblea cittadina, ma è il dato temporale a certificare la tenuta politica della maggioranza uscente. Il quorum del 40% è stato infatti superato già alle 19:30 di domenica, ben tre ore prima della chiusura definitiva dei seggi, per poi attestarsi su un definitivo 45%. Un trend che ha trasformato le ultime ore di scrutinio in una pura formalità, certificando il via libera al Carta-bis.

"Accolgo con entusiasmo questo risultato elettorale ottenuto ben prima della chiusura dei seggi", ha commentato a caldo il primo cittadino. "Significa che gli oschiresi hanno ritenuto valide la nostra proposta e la nostra azione amministrativa". Per Oschiri si apre ora una stagione nel segno della continuità sul fronte delle opere pubbliche e dei progetti già incardinati. Abbiamo rivolto alcune domande al confermato sindaco Roberto Carta per tracciare la linea della nuova consiliatura.

Sindaco, battere il quorum tre ore prima della chiusura dei seggi, in un contesto di diffusa sfiducia verso la politica, non è un dato scontato. Qual è la leva che ha spinto gli oschiresi alle urne per sostenere un’unica lista?

"Credo che gli oschiresi abbiano premiato un modo di amministrare fatto di presenza, serietà e rapporto diretto con le persone. Un'amministrazione che ha cercato di esserci sempre, nei momenti difficili e in quelli di crescita, affrontando i problemi quotidiani senza mai perdere di vista una visione di futuro per il paese. Penso, ad esempio, alla gestione della pandemia da Covid, che in Sardegna è stata indicata come una delle esperienze amministrative più efficaci. Credo che la comunità ne abbia colto il valore umano e istituzionale. Sono stati premiati anche altri risultati concreti e importanti: oltre 15 milioni di euro di finanziamenti ottenuti per opere pubbliche, restauri e riqualificazione dei beni culturali e del patrimonio dell’Ente, viabilità ed efficientamento energetico, con evidenti ricadute positive sul tessuto economico locale. Vorrei inoltre sottolineare il potenziamento dei servizi per le famiglie, a vantaggio dei bambini, dei ragazzi e degli anziani. Sotto questo profilo abbiamo iniziato a essere competitivi rispetto alle realtà urbane e ne abbiamo testimonianza nel numero delle nuove residenze registrate nell'ultimo anno.Da non trascurare, poi, il fatto di avere creato a Oschiri un piccolo sistema turistico. Questo è stato possibile grazie a una costante promozione del paese sui media locali e su prestigiose riviste nazionali e internazionali, quali National Geographic Traveller, la Guida alla Sardegna del quotidiano La Repubblica e gli inserti enogastronomici di Repubblica e del Corriere della Sera; grazie ai grandi eventi organizzati dal Comune, con la Sagra della Panada su tutti; ai grandi eventi promossi dal Comitato della Festa Patronale, con concerti di artisti del calibro di Piero Pelù e Francesco Renga; a manifestazioni sportive di rilievo internazionale come il Rally Mondiale; all'attrattività identitaria della panada; alla suggestione dei panorami della strada del Lago Coghinas lungo le pendici del Limbara; al fascino di beni culturali quali l'altare rupestre di Santo Stefano e il santuario di Nostra Signora di Castro; al dinamismo del mondo associativo oschirese, che produce durante tutto l'anno eventi piccoli ma di grande qualità; al potenziamento delle attività produttive tipiche e all'adesione a iniziative turistiche molto popolari, legate al territorio e ai beni culturali, come Shardana Bike Venture, Monumenti Aperti e Le Giornate del Romanico. In questa visione di sviluppo, fondata sulla capacità di coniugare occupazione, tutela ambientale e attrattività turistica, assumono un valore strategico il Monte Limbara, una delle grandi infrastrutture ambientali della Sardegna, e il Cantiere Forestale Su Filigosu di Forestas, che da decenni garantisce opportunità di lavoro e cura del territorio, svolgendo un ruolo fondamentale nella prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi. La nostra idea è stata e continuerà a essere quella di integrare sempre di più ambiente, lavoro e turismo, facendo del patrimonio naturale non un vincolo, ma una leva di sviluppo sostenibile per le nuove generazioni. I risultati di questa azione e visione sono chiari. Ne cito uno particolarmente emblematico: in cinque anni i posti letto destinati all'ospitalità sono quasi decuplicati e, di conseguenza, sono aumentati in maniera evidente i visitatori che scelgono di soggiornare a Oschiri. In conclusione, leggo la straordinaria partecipazione registrata, con il quorum raggiunto già nel primo giorno di voto e un 70% finale, come un segnale di fiducia nell'istituzione comunale e in chi l'ha rappresentata, oltre che una dimostrazione di forte senso di appartenenza alla comunità. I cittadini hanno percepito che il loro voto non era una formalità, ma un contributo concreto per dare continuità a un percorso amministrativo e consentire a Oschiri di continuare a cogliere le opportunità che si stanno aprendo.Credo che gli oschiresi abbiano premiato non una promessa, ma un metodo: esserci sempre. In fondo, la politica locale conserva ancora una forza straordinaria quando sa dimostrare una cosa molto semplice: i cittadini partecipano quando vedono che il loro voto produce risultati".

La continuità amministrativa è stata il cuore della sua campagna elettorale. Qual è il primo progetto già avviato che considera prioritario chiudere nei primi cento giorni di questo secondo mandato?

"In realtà, alcuni importanti cantieri stanno proseguendo o hanno avuto avvio senza soluzione di continuità nei giorni immediatamente successivi alle elezioni: i lavori di restauro e rifacimento della facciata della chiesa parrocchiale di piazza Regina Elena, per un importo di 200 mila euro; i lavori di restauro della chiesa di San Pietro, per 165 mila euro; e quelli della chiesa di Santo Stefano, di fronte all'omonimo altare rupestre, per ulteriori 100 mila euro. Inoltre, a ridosso delle elezioni o subito dopo, sono stati aggiudicati i lavori di riqualificazione di un'importante arteria urbana, via Circonvallazione San Pietro, per un importo di 250 mila euro; il restauro della chiesa del Sacro Cuore, nel rione Ospedaletto, per 170 mila euro; e l'ampliamento dei parchi giochi di viale Italia e del rione Silvari, per quasi 100 mila euro. A ciò si aggiungono due importanti finanziamenti ottenuti in prossimità del traguardo elettorale: 350 mila euro per la bitumazione della zona artigianale, progetto esecutivo e immediatamente appaltabile, e 2 milioni di euro, ottenuti grazie a un bando regionale, per un progetto di grande valore ambientale riguardante la nostra rete Natura 2000 e il centro nautico sul Lago Coghinas, che vede come partner e-distribuzione S.p.A. Più che un singolo intervento, quindi, la priorità dei primi cento giorni sarà imprimere un'accelerazione a una serie di investimenti già finanziati e in fase di attuazione. Oltre a quelli elencati, penso in particolare al progetto di sistemazione della viabilità in agro, di importo superiore ai 400 mila euro, relativo alla bitumazione delle strade di Pianu Majore, Sas Vaddes, Serra 'e Orrios, Sigalesa, Matta 'e Salighe, Bureos, San Leonardo-Pianas e Su Signaladu; al progetto di efficientamento energetico degli edifici pubblici per 2,2 milioni di euro; alla riqualificazione parziale della pubblica illuminazione per 500 mila euro; alla riqualificazione della sede ambulatoriale e dell'Avis per 130 mila euro; alla realizzazione della tribuna presso il campo sportivo Francesco Langiu e del nuovo palazzetto dello sport presso il centro sportivo Sebastiano Sotgia, per un investimento complessivo di 1 milione e 600 mila euro; al completamento del centro turistico integrato di piazza Lelle Sanna, per ulteriori 420 mila euro; alla realizzazione della piazza di collegamento tra via Marconi e via Roma, ormai in dirittura d'arrivo, per 350 mila euro; e ai 250 mila euro destinati al potenziamento dei servizi della scuola dell'infanzia. Sono, dunque, numerosi gli interventi infrastrutturali che interesseranno il territorio comunale. Si tratta di opere che migliorano concretamente la qualità della vita dei cittadini, rendono il Comune più sostenibile e producono effetti positivi anche sull'economia locale. Il nostro obiettivo è trasformare rapidamente le risorse intercettate in cantieri, servizi e opportunità per la comunità. C'è però un obiettivo che caratterizzerà in modo particolare i primi cento giorni del nuovo mandato: l'avvio del Piano Particolareggiato del Centro di Antica e Prima Formazione e del nuovo Piano Urbanistico Comunale. Si tratta di due strumenti urbanistici fondamentali per il presente e il futuro di Oschiri, soprattutto alla luce del rinnovato interesse per la compravendita di immobili a uso residenziale, per gli investimenti immobiliari e per la riqualificazione del centro storico. Per questo percorso abbiamo già ottenuto un finanziamento di 150 mila euro. Se il primo mandato è stato quello della programmazione e della capacità di attrarre risorse, il secondo dovrà essere il mandato della messa a terra degli investimenti e della trasformazione concreta del paese. Abbiamo dimostrato di saper intercettare opportunità; adesso dimostreremo di tradurle in opere, servizi e qualità della vita".

Amministrare senza un'opposizione formale in Consiglio comunale toglie il filtro della dialettica d'aula. Come pensa di garantire l'ascolto e il confronto con quella parte di cittadinanza che ha scelto di non votare?

"Partirei da un ragionamento più generale. In questa tornata elettorale si è registrato un dato molto significativo: in Sardegna, 62 comuni su 148, cioè oltre il 40%, si sono presentati al voto con una sola lista. Non è una curiosità statistica, ma un messaggio politico e sociale. Nei comuni sardi sotto i 5 mila abitanti, e in alcuni casi anche in centri più grandi – penso a Ittiri quest'anno o ad Arzachena qualche anno fa – la questione non è più soltanto chi governa, ma chi è ancora disposto ad assumersi la responsabilità di governare. Fare il sindaco, l'assessore o il consigliere comunale oggi richiede tempo, competenze, esposizione personale, capacità di affrontare problemi complessi e, spesso, risorse insufficienti. In molti paesi la disponibilità a mettersi in gioco si restringe, anche perché la politica locale è diventata più faticosa, più esposta e meno riconosciuta. Una sola lista, però, non va letta automaticamente come mancanza di democrazia. A volte può indicare l'assenza di alternative, certo, ma spesso racconta anche altro: la difficoltà di costruire classi dirigenti locali, il peso dello spopolamento, la crisi dei partiti nei territori e la fatica del volontariato civico e amministrativo. Nel caso di Oschiri, tuttavia, il dato dell'affluenza attribuisce alla lista unica un significato diverso. Qui non c'è stata una semplice ratifica formale. Il quorum è stato superato con largo anticipo e la partecipazione si è attestata intorno al 70% dell'elettorato. Questo significa che la comunità ha scelto di trasformare una competizione senza avversari in un voto di fiducia, di presenza e di responsabilità collettiva. Il vero tema è un altro: quando in Sardegna 62 comuni arrivano al voto con una sola lista, le istituzioni devono interrogarsi seriamente sulla salute della democrazia nei territori, minori solo in apparenza, perché in molti casi amministrano aree vastissime e contribuiscono direttamente o indirettamente alla gestione di infrastrutture viarie, ferroviarie ed energetiche di interesse regionale. Proprio come Oschiri. Servono strumenti adeguati, maggiore sostegno finanziario per la rigenerazione urbana e la riqualificazione dei centri storici, semplificazione amministrativa e una rinnovata attenzione verso chi amministra le comunità sotto i 5 mila abitanti e, in particolare, quelle dell'interno della Sardegna. Perché senza comuni vivi, senza persone disposte a candidarsi e senza cittadini che partecipano alla vita pubblica, non si indebolisce soltanto l'architettura democratica della Sardegna: si impoverisce anche la capacità dell'Isola di immaginare il proprio sviluppo sociale ed economico in tutte le sue dimensioni territoriali. I comuni piccoli e/o dell'interno non sono territori marginali: sono presìdi di democrazia e di sviluppo della Sardegna. Infine, per quanto riguarda Oschiri, l'assenza di un'opposizione consiliare non ci attribuisce più potere, ma più responsabilità. Significa dover ascoltare di più, confrontarsi di più e rendere conto di più. Una maggioranza ampia non è una delega in bianco. Perché il Sindaco e gli amministratori, soprattutto in un piccolo comune, non sono i rappresentanti di una parte. Sono i custodi dell'unità della comunità. La fiducia ricevuta non è un punto di arrivo personale, ma il mandato a trasformare le opportunità in cambiamenti concreti e a governare l'intera comunità con responsabilità, ascolto e il dovere di lasciare un paese più forte e più attrattivo di quello che abbiamo ricevuto".