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Olbia, sanità pubblica in affanno: la denuncia di Fsi tra ritmi disumani e reparti a rischio chiusura

Parla la federazione dei sindacati indipendenti, a margine della polemica aperta dal sindaco Nizzi

Olbia, sanità pubblica in affanno: la denuncia di Fsi tra ritmi disumani e reparti a rischio chiusura
Olbia, sanità pubblica in affanno: la denuncia di Fsi tra ritmi disumani e reparti a rischio chiusura
Camilla Pisani

Pubblicato il 15 giugno 2021 alle 06:00

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Olbia. All’indomani delle gravi esternazioni del primo cittadino di Olbia, Settimo Nizzi, che denunciano le lacune della sanità pubblica, in particolare riferite alla carenza cronica di medici, Fsi USAE (Federazione Sindacati Indipendenti) aggiunge un tassello importantissimo al dibattito: bisognerebbe capire le dotazioni organiche di ogni singolo reparto; ci sono realtà che stanno vivendo il peggior periodo e ciò comporta  la precaria assistenza che viene erogata nei reparti; troppe realtà dove il personale viene trasferito e non viene sostituito, casi di licenziamenti per l'impossibilità di riavvicinamento alla famiglia e non vengono sostituiti.
La situazione è talmente grave che sono richieste alle varie figure professionali disponibilità che vanno ben oltre le dodici ore, oltre a reperibilità oltre contratto, quando tempo fa, avendo predisposto i profili orari, non era possibile uscire fuori da questi range.
A livello locale, abbiamo scritto alcune lettere, informando anche i giornali, ma il tutto è passato inosservato, in primis dal personale interessato che non ha più fiducia delle nostre capacità.
Penso che si debba fare qualcosa a livello regionale, cercando di capire le dotazioni organiche nelle nuove aree prima che sia troppo tardi, abbiamo più che mai bisogno di una un’ unione regionale. L’immobilismo della politica regionale, nei confronti della sanità gallurese è qualcosa che va denunciato, noi come Fsi Usae lo facciamo da nanni, ma non abbiamo avuto risposte concrete, col risultato tragico di ritrovarci con dotazioni organiche sempre ridotte all'osso. La denuncia di Nizzi è giusta, ma il sindaco si è dimenticato della carenza delle altre importanti figure professionali come infermieri, tecnici di radiologia, di laboratorio, ostetriche, oss, che rappresentano il perno essenziale che regge l’intero sistema sanitario, senza il quale è impossibile andare avanti. I reparti sono ormai sempre più in sofferenza; pronto soccorso, medicina, chirurgia, laboratorio, ostetricia, pediatria sono solo alcuni dei settori che ogni giorno arrancano dietro alla carenza di personale, situazione da noi più volte segnalata all’assessorato di competenza, con il quale abbiamo avuto varie interlocuzioni che hanno dato però seguito solo ad una serie di promesse mancate. Il reparto di emodinamica, ad esempio, rischia la chiusura da ventiquattro a dodici ore, proprio perché mancano infermieri e due tecnici di radiologia. La situazione non è delle migliori per la Gallura, dove per carenza di personale si rischia che molti servizi vengano ridimensionati perché gli operatori sanitari non possono sopperire alla carenza cronica di personale e non possono accollarsi un numero quasi il doppio delle reperibilità, che garantiscono che determinati servizi essenziali per tutto il territorio vengano ridimensionati.
La Gallura non può permetterselo e i numeri parlano chiaro” dichiara Vito Langiu, della segreteria territoriale di Fsi USAE.

Complesso anche il capitolo Mater Olbia: “il Mater è giusto che ci sia, ma il mio auspicio è che non serva per affossare il servizio pubblico in favore del servizio privato, e soprattutto che non rappresenti una giustificazione della Regione per togliere fondi al pubblico. Si è parlato sempre di complementarietà tra offerta pubblica e privata convenzionata, ma ad oggi non sembra che sia così, come ben simboleggia il reparto di oculistica, che continua a non esserci” conclude Langiu.

Un problema complesso, che coinvolge fortemente la politica regionale e le sue scelte, e che fa parte di quei settori la cui inefficienza riverbera pesantemente sui cittadini: la denuncia di Fsi è essenziale per la comprensione di una situazione cronicamente in affanno, e delucida, oltre che sulle difficoltà del settore sanitario, su quelle relative all’interlocuzione con l’amministrazione regionale.