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Olbia, sanità pubblica disastrata, tra mancanza di personale e burnout: la denuncia dei sindacati

La situazione degli ospedali pare essere in progressivo peggioramento, la FSI lancia un appello alla Regione

Olbia, sanità pubblica disastrata, tra mancanza di personale e burnout: la denuncia dei sindacati
Olbia, sanità pubblica disastrata, tra mancanza di personale e burnout: la denuncia dei sindacati
Camilla Pisani

Pubblicato il 03 giugno 2021 alle 06:00

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Gallura. Insostenibile, a quanto espresso da FSI (Federazione Sindacati Indipendenti), la situazione del sistema sanitario in Sardegna, con particolare riferimento a quello olbiese e gallurese: una delle ultime comunicazioni inviate dal Segretario Territoriale FSI-USAE Gallura, Vito Langiu, tratta proprio del grave sottodimensionamento del personale in moltissimi reparti delle strutture ospedaliere olbiesi.

“Sono ormai molti mesi che la situazione del personale Infermieristico Tecnici Laboratorio. e Tecnici Radiologia e O.S.S. in tutti i reparti è di grave criticità. Riceviamo giornalmente delle richieste di aiuto da parte del personale. In ognuna delle Unità Operative, si registrano dotazioni organiche al di sotto degli standard necessari per poter garantire una corretta turnazione del personale dovendo ricorrere a orario straordinario, eseguire orario oltre il profilo di competenza. Tali orari non vengono riconosciuti come prestazioni aggiuntive come avviene per altri servizi ma in recupero ore. Ormai è prassi la rinuncia ai riposi e abbiamo ricevuto anche segnalazioni di mancata concessione di ferie. Una malattia può far saltare la normale organizzazione dei turni a causa di personale in numero ridotto. Gli infermieri spesso discutono su come migliorare la qualità della propria assistenza, ma devono far i conti con un numero spesso troppo esiguo di personale proporzionato al carico di lavoro non garantendo i Livelli Essenziali di Assistenza. Abbiamo segnalazioni di demansionamento dove l’Infermiere deve sopperire alla carenza dell’O.S.S. svolgendo attività non di competenza con la scusa che si è in emergenza da anni, ed invitiamo il personale ad informarci in maniera tempestiva di queste situazioni, invitandoli a denunciare questa condizione. Questa situazione drammatica, ormai accettata con fin troppa rassegnazione, produce un aumento delle cure mancate, senza contare tutte le competenze che non vengono fatte per mancanza di tempo. Sono anni che gli organici si ritrovano ridotti così all’osso e non sono mai state adeguati in tutti i reparti. Particolarmente in affanno il Pronto Soccorso, Medicina, Pediatria, Chirurgia, U.T.I.C Laboratorio Analisi” spiega Vito Langiu.

La situazione di grave carenza del personale, già in atto da anni, si è ulteriormente aggravata a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19: “legittimo utilizzare la forza lavoro proveniente dagli ospedali per l’emergenza e, ad oggi, per le vaccinazioni, ma bisogna rendersi conto che nel momento in cui si tolgono dai reparti infermieri, OSS e medici, si lasciano buchi impossibili da riempire se non a discapito della salute fisica e mentale dei lavoratori, ormai perennemente in superlavoro, tra doppi turni e riposi saltati. La Regione Sardegna aveva promesso personale nuovo da reclutare per l’adempimento dei servizi relativi alla vaccinazione, ma come abbiamo visto, anche questa si è rivelata una promessa senza fondamento. Vediamo un progressivo peggioramento della situazione nei reparti, che si ripercuote sull’assistenza ai pazienti, che devono barcamenarsi tra attese infinite ed esami impossibili da prenotare; c’è una carenza incredibile di tutte quelle figure che servirebbero a garantire servizi sanitari ad un territorio vastissimo, quello tra Olbia, Tempio e La Maddalena. I risultati sono i seguenti; se il rapporto tra infermieri, O.S.S. e pazienti assistiti è carente ci sono gli esiti negativi che si ripercuotono immancabilmente sul paziente; le attività assistenziali previste non vengono svolte e aumenta il burnout del personale. Una carenza in tutti i reparti anche del personale OSS si ripercuote sull’assistenza del paziente e ne ritarda il normale processo di assistenza. È quindi necessario che le dotazioni organiche vengano ripristinate in tutti i Reparti in maniera adeguata e in maniera urgente, ricordando che il personale trasferito in altre sedi non è mai stato sostituito, mentre il personale inserito negli Hub vaccinali è mancato ai servizi e ai reparti. Vanno pianificati bandi di assunzione che propongano contratti sostenibili, consentendo anche al personale esterno alla regione di potersi permettere il trasferimento; non quindi contratti di pochi mesi di durata, ma biennali con possibilità di proroga, solo in questo modo si potrà trovare nuovo personale” dichiara il Segretario Territoriale.

Ciò che è necessario, di fronte al disgregarsi di un tessuto sanitario che, come la pandemia ha tristemente insegnato, è quanto di più importante esista, è un’effettiva presa di coscienza da parte della politica regionale che porti ad atti concreti ed efficaci.

“Chiediamo a tutta la politica gallurese una presa di posizione affinché le dotazioni organiche nei vari Reparti e Servizi siano rese congrue ai Livelli Essenziali di Assistenza, non sempre come una coperta corta che da ormai un decennio non risponde alle reali esigenze della sanità gallurese” conclude Langiu.