lunedì, 12 aprile 2021

Informazione dal 1999

Cronaca, Cultura, Bianca, Arte e Spettacolo

Olbia, quanto è cambiata la lettura con la pandemia? La parola ai librai

Inaspettatamente, gli olbiesi hanno colto l'occasione del lockdown per riscoprirsi lettori appassionati

Olbia, quanto è cambiata la lettura con la pandemia? La parola ai librai
Olbia, quanto è cambiata la lettura con la pandemia? La parola ai librai
Camilla Pisani

Pubblicato il 22 marzo 2021 alle 06:00

condividi articolo:

Olbia. La pandemia di Covid-19, al netto dei suoi aspetti più drammatici, ha coinvolto e continua a coinvolgere tutti gli aspetti del quotidiano, indebolendo alcune abitudini e rafforzandone altre, a volte addirittura creandone di nuove. Il lockdown, ma anche la lunga serie di successive restrizioni, ha costretto gli italiani a recuperare giocoforza il rapporto con una vita a strettissimo contatto con sé stessi: particolare, in questo senso, si rivela l’analisi relativa a quanto e cambiata la lettura durante lo scorso anno.

Secondo lo studio “La lettura e i consumi culturali nell’anno dell’emergenza”, a cura del Centro per il libro e la lettura-Cepell del Mibact e di Aie, con la collaborazione di Pepe Research, il dato più immediato sta nell’aumento di tre punti in un anno in Italia nel numero dei lettori (chi nella fascia 15-74 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi): 61% a ottobre, contro il 58% del 2019 e il 55% del 2018. Ebook e audiolibri in crescita, come anche l’e-commerce. Tutto questo, però, con libro cartaceo che non arretra e un canale fisico, librerie o Gdo, tornato ad attirare clientela quasi a livelli pre-pandemia.

Sembra quindi in riduzione l’enorme vantaggio conquistato dagli store online, che continuano a fare la parte del leone ma non erodono del tutto il terreno delle librerie fisiche: a ottobre dichiarano di frequentare le librerie il 67% dei lettori, in netto recupero rispetto al 20% di maggio.

Sono questi i dati, confermati anche da molti librai olbiesi: “ho l’impressione, che al netto della tragedia dei morti e della crisi economica, molte persone hanno riscoperto il tempo per sé. Questo perché la vita quotidiana impone, normalmente, ritmi frenetici che in qualche modo inibiscono il tempo per la lettura, che è per definizione un momento che richiede concentrazione e tranquillità. Un aspetto positivo della pandemia è stata quindi questa riscoperta della lettura, dato che mi viene confermato sia dai clienti stessi della libreria, sia da colleghi librai; del resto, anche nel resto d’Italia, le vendite di libri sono aumentate, nonostante purtroppo per quanto riguarda il volume di libri letti rimaniamo il fanalino di coda d’Europa. Molta gente ha anche riscoperto il piacere di andare in libreria, in antitesi con la velocità dell’ecommerce, forse perché la scelta di un libro ‘a naso’ restituisce un’idea di lentezza e piacere. Tanti i nuovi lettori, o anche persone che mi chiedono consigli su come ricominciare ad appassionarsi alla lettura, sia nella nostra consueta fascia di adulti over 50, sia in un’inedita fascia tra i 25 e i 45 anni. Capitolo a parte sono i bambini, per i quali l’influenza genitoriale fa una grandissima differenza” racconta Andrea Baragone di Ubik Olbia.

E proprio di bambini e di letteratura dell’infanzia si occupa Eva Degortes, titolare della storica libreria Per filo e per segno: “la mia è una libreria specializzata sulla fascia 0-18 anni, e benché io abbia sempre fatto la pedagogista e solo dal 2018 la libraia, posso dire che da settembre 2020 la vendita è aumentata. Prima del lockdown abbiamo sempre organizzato laboratori e letture anche con le scuole, che aiutano anche a far conoscere la realtà della letteratura per ragazzi; il Natale è stato molto florido ma soprattutto il post-Natale, che di solito è un momento critico, è stato più prospero. In generale ho notato una maggiore stabilità e costanza nell’acquisto dei libri, dato che ovviamente mi auguro rimanga tale; nel frattempo la mia attenzione è come sempre rivolta completamente alla selezione e alla qualità dei volumi che espongo, anche perché come libraia indipendente posso permettermi di fare scelte autonome e seguire il mio gusto personale, consigliando, anche sulla base della mia esperienza di pedagogista, pubblicazioni per ogni esigenza. Cerco di fare scelte oculate e lontane dalla logica della grande distribuzione, favorendo una nicchia di pubblicazioni che valorizzano la crescita consapevole e sana del bambino” spiega la libraia.

In uno scenario del tutto nuovo, quello della pandemia, la riscoperta del piacere di leggere rappresenta una fiammella di speranza: la lettura è viaggio, è conforto, bellezza e tempo meditato, gustato appieno; fortunati i lettori, capaci di trasformare la gabbia della clausura in una “stanza tutta per sé”.