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Olbia, Plastic Free ripulisce il Golfo: "olbiesi, partecipate!"

Ecco le attività dell'associazione: prossima raccolta domenica 21

Olbia, Plastic Free ripulisce il Golfo:
Olbia, Plastic Free ripulisce il Golfo:
Camilla Pisani

Pubblicato il 18 febbraio 2021 alle 06:00

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Olbia. Ormai è noto: la plastica (specialmente quella mono uso) rappresenta una delle maggiori minacce per l’ambiente e i suoi ecosistemi.

Ai margini del sempre più acceso dibattito sull’argomento, la differenza vera la segna chi mette le mani “in pasta”: è il caso della delegazione olbiese dell’associazione Plastic Free, che si occupa di organizzare eventi di pulizia delle spiagge e del golfo di Olbia.

“Ho intrapreso quest’attività di volontariato nel 2020, diventando referente locale di Plastic Free – racconta Antonella Sotgiu – facendomi subito conoscere dal Comune, entrando in contatto con l’ufficio Ambiente. Già l’anno scorso sono riuscita ad organizzare due eventi, uno volto a ripulire la zona di Li Cuncheddi-Capo Ceraso. Plastic Free, a livello nazionale, si occupa infatti di ripulire diverse aree; non solo spiagge ma anche zone archeologiche, monumenti, zone della città. La risposta da parte dell’amministrazione locale e dell’Autorità Portuale è buona, ed è proprio per questo che come associazione ci proponiamo di andare avanti anche con altri progetti. Il secondo evento di raccolta è stato organizzato a Golfo Aranci, e anche quello è stato molto partecipato”.

L’arrivo della seconda ondata di Covid ha segnato uno stop forzato per le attività di gruppo, ma la delegazione olbiese di Plastic Free non si è mai fermata: si è dato il via a challenge individuali, in cui i singoli volontari si sono occupati di piccole zone, raccogliendo decine di sacchi di rifiuti.

“Da gennaio siamo riusciti a riprendere l’organizzazione degli eventi, dopo l’ok accordato dalla direzione nazionale di Plastic Free. Naturalmente siamo molto attenti alle normative anti-contagio, e ci curiamo di indossare sempre la mascherina anche all’aperto. Nel frattempo siamo cresciute, e adesso oltre me – continua la referente della delegazione – ci sono altre due figure, di cui una interna al Comune. In questo modo riusciamo a dividerci al meglio i compiti e ad essere più efficienti nell’organizzazione. Abbiamo realizzato due eventi in località Mogadiscio, zona che abbiamo trovato in condizioni disastrose; sembra quasi una discarica, alla mercé di chiunque, senza alcun controllo apparente. Solo durante il secondo evento abbiamo raccolto trentacinque sacchi più altri rifiuti tra cui motori elettrici, lamiere e perfino lo scafo di una barca. Purtroppo gli eventi vanno ripetuti a cadenza periodica, perché l’inciviltà non si ferma facilmente, e ci sarebbe bisogno dell’ausilio di qualche mezzo, perché spesso si trovano rifiuti di grosse dimensioni e di peso consistente”.

L’impegno di Plastic Free non si rivolge però solo agli eventi di raccolta, ma anche alla sensibilizzazione della popolazione olbiese, soprattutto dei più piccoli: l’associazione, tramite le insegnanti (tra cui la stessa Antonella Sotgiu), porta all’interno delle scuole vari percorsi educativi, con l’obiettivo di stimolare nei più giovani la nascita di una coscienza ambientale che li porti, nel tempo, a prendersi cura del proprio territorio.

Presto l’associazione presenterà al Comune la richiesta per rendere Olbia ufficialmente “plastic free”: un protocollo fondamentale per la battaglia contro l’inquinamento, e che renderebbe il comune all’avanguardia su sostenibilità ed ecologia.

Il prossimo evento in programma è previsto per domenica 21 febbraio: i volontari di Plastic Free ripuliranno insieme la spiaggia dell’Hotel Caprile, che si trova di fronte agli stabulari, purtroppo invasa da una quantità di plastica insostenibile.

“il Golfo di Olbia è un’area stupenda, ricca di ecosistemi bellissimi ma fragili, minacciati costantemente dall’inquinamento, funestati dai rifiuti buttati indiscriminatamente. Purtroppo in questo senso l’ultimo anno è stato drammatico e ha segnato un netto peggioramento del senso civico in generale; questo è evidente osservando le zone che noi volontari ci occupiamo di ripulire, che dall’inizio della pandemia, risultano sempre più sporche. Per creare senso civico è fondamentale l’informazione ed è per questo che tra le nostre proposte al Comune ci sarà quella di ottenere uno stand tramite il quale diffondere la nostra missione e sensibilizzare cittadini e turisti alle buone pratiche ambientali, con l’augurio che il nostro piccolo gruppo di volontari si allarghi sempre più, coinvolgendo la popolazione olbiese nella salvaguardia del territorio” conclude Sotgiu.

Prossima chiamata, domenica 21: se amare la propria terra non è chiaramente solo una questione teorica, è certo che Olbia risponderà con energia all’appello di Plastic Free. Insieme, si può.