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Olbia, nessuna visita ai pazienti ricoverati: "è un dolore immenso"

La lettera di un olbiese

Olbia, nessuna visita ai pazienti ricoverati:
Olbia, nessuna visita ai pazienti ricoverati:
Olbia.it

Pubblicato il 13 marzo 2021 alle 06:00

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Olbia. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un olbiese dedicata a un problema che coinvolge moltissime famiglie. Ancora oggi, infatti, non è possibile per i familiari visitare i pazienti ricoverati in ospedale, anche quando questi sono in punto di morte. I reparti sono blindati a causa dell'emergenza Covid-19, ma stare lontano dai propri cari ammalati – o da un genitore che sta per andarsene – è diventata una triste e pesante consuetudine. Ecco la lettera di questo olbiese che desidera rimanere anonimo. L'obiettivo non è accusare, ma sensibilizzare la dirigenza dell'Azienda sanitaria locale e dell'Ats. Gentile direttrice, le scrivo per segnalare un problema che non mi fa dormire più la notte. Recentemente, la mia anziana madre ha avuto un malore e ha avuto necessità di un ricovero. Premetto che tutti i medici del Giovanni Paolo II, dal Pronto Soccorso al Reparto, sono stati con me e con la mia famiglia sempre gentilissimi e disponibili e che l'assistenza prestata a mia mamma è stata ed è ottima, ma non posso tacere il grande disagio che il blocco delle visite sta creando. Non so quanto rimarrà da vivere a mia madre, i dottori ci forniscono tutte le informazioni, ma sono inflessibili (non per loro colpa) sul divieto assoluto di visita. Mi manca mia mamma, la voglio abbracciare, le voglio stare accanto. Mia madre ci cerca, ci telefona, ma è sola in quell'ospedale. Non è autosufficiente, ha bisogno del calore della sua famiglia, un calore che nessun medico o infermiere può dare. Perché se siamo zona bianca non posso andare a trovare mia madre? Sono disposto a fare tamponi, sono disposto a vestirmi con tute apposite come fanno quelli del pronto soccorso, basta che possa entrare e stare vicino a mia madre, anche un'ora al giorno. Per di più, l'ospedale è aperto, si fanno le visite, le analisi, i controlli, ma non si possono visitare i pazienti, neanche quelli che se ne stanno andando e avrebbero bisogno dei propri figli. Capiamo, tutti noi, che c'è il pericolo covid, ma rimane il fatto che questa lontananza forzata da chi ha bisogno del nostro affetto è un dolore immenso. Lettera firmata