Wednesday, 04 November 2026
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Pubblicato il 04 November 2026 alle 09:50
Olbia. Torna ad accendersi lo scontro sulla possibile centralizzazione a Sassari delle attività di lavorazione, validazione e qualificazione biologica del sangue attualmente svolte in Gallura. A lanciare un durissimo allarme è Gavino Murrighile, presidente di AVIS Comunale Olbia ODV, che con un comunicato stampa datato 2 novembre denuncia il riaffacciarsi di un'ipotesi già contrastata in passato e rivolge un appello alle istituzioni affinché intervengano a tutela della sanità gallurese.
Una urgente presa di posizione che chiama in causa la politica regionale e locale e solleva interrogativi sulle possibili conseguenze per l'autonomia sanitaria del territorio. Al momento, le preoccupazioni espresse riguardano un possibile progetto di riorganizzazione e non un trasferimento già deliberato.
Di seguito i passaggi centrali della dichiarazione del presidente Murrighile. "Prendo atto, con profonda indignazione e preoccupazione, che dopo oltre due anni di silenzio, ambigui personaggi stanno riproponendo con rinnovata e sospetta insistenza lo scippo dei Laboratori di lavorazione del sangue da Olbia a Sassari. Non è una visione sanitaria. Non è innovazione. È la solita, antistorica e intollerabile manovra coloniale di Sassari e Cagliari per fagocitare la Gallura, azzopparla, declassarla.
Per AVIS Olbia questa è una linea rossa invalicabile. Da sempre siamo l'ultimo baluardo a difesa della Sanità Gallurese quando tutti tacciono. E anche stavolta non arretreremo di un centimetro".
Murrighile ricorda quindi il precedente confronto con l'assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi e il vicepresidente della Giunta regionale Giuseppe Meloni, durante il quale erano state illustrate le criticità della centralizzazione. "In quella sede fu riconosciuto che la centralizzazione non apportava alcun miglioramento qualitativo né economico, ma incrementava soltanto la dipendenza della Gallura da altre ASL, depotenziando scientemente la sanità gallurese".
Il presidente entra quindi nel merito delle possibili ricadute sull'assistenza ospedaliera: "La lavorazione del sangue non è un'attività di magazzino. La validazione e la conservazione di emocomponenti, plasma e piastrine richiedono una catena del freddo e una prossimità logistica stringente con il Presidio Ospedaliero. Allontanare il laboratorio di 120 km significa allungare i tempi di consegna per le urgenze, aumentare il rischio di non conformità nel trasporto e compromettere la gestione delle emergenze-urgenze, del Pronto Soccorso, della Ginecologia e della Chirurgia del nostro Ospedale Giovanni Paolo II, e del Mater Olbia".
E aggiunge: "Perdere la gestione del sangue è equiparabile alla dipendenza energetica da un altro Stato. Un territorio che non gestisce in autonomia la risorsa più preziosa e strategica, il sangue, rinuncia alla propria sovranità sanitaria". Da qui il richiamo diretto alle istituzioni, dal sindaco di Olbia ai primi cittadini della Gallura, fino alla Regione, ai consiglieri regionali, alle organizzazioni sindacali, agli ordini professionali e alla direzione generale della ASL Gallura. "Sono intollerabili i silenzi, le assenze, l'indifferenza di chi ha il dovere istituzionale di difendere questo territorio. Non è più tollerabile che ogni riorganizzazione significhi un taglio per la Gallura e un esperimento sulla pelle dei galluresi".
Murrighile chiarisce infine che, nonostante le possibili divergenze su alcuni aspetti organizzativi, AVIS Olbia e ASL Gallura condividono, a suo giudizio, l'obiettivo di difendere i servizi sanitari del territorio.
"Non è una battaglia di AVISOLBIA. È una battaglia di tutta la Gallura".
E conclude: "Il sangue della Gallura resta in Gallura, e chi pensa di gestirlo da remoto non ha fatto i conti con la nostra organizzazione e con la nostra determinazione".
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