Tuesday, 03 November 2026
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Pubblicato il 03 November 2026 alle 17:37
La voce degli ambulanti torna a farsi sentire e dalla Sardegna arriva una richiesta forte di attenzione e risposte concrete. Di fronte alle difficoltà economiche che continuano a colpire il settore, tra aumento dei costi di gestione, caro carburante e incertezze legate alla normativa Bolkestein, Ana UGL Sardegna si unisce alla mobilitazione nazionale in programma a Roma il prossimo 17 novembre. Una protesta per dare visibilità alle criticità di una categoria fatta soprattutto di piccole imprese familiari e chiedere al Governo interventi realmente capaci di tutelarne il futuro.
Manifestazione Nazionale Ambulanti a Roma, sarà presente anche la Sardegna: Ana Ugl in piazza il 17 novembre. La delegazione sarda, composta dal presidente Pietro Giordo, dal vice presidente Antonio Ardovino, dal consigliere del Nord Sardegna Gabriele Occhipinti e dal consigliere regionale del Sud Sardegna Massimiliano Simbula, sarà in piazza per portare il disagio sociale ed economico che stanno attraversando gli ambulanti dell'Isola.
"Non basta e soprattutto non serve aver aumentato il regime forfettario a 100.000 euro - spiega Ana UGL Sardegna -. Gli ambulanti non arrivano mai a queste cifre, di solito un'attività è a conduzione familiare. Oggi bisogna intervenire sul caro carburante e sui bandi della Bolkestein".
Ana UGL Sardegna ha aderito insieme alle altre regioni italiane, dalla Lombardia al Lazio fino alla Sicilia, perché con una lettera inviata al Governo vuole ribadire che questa Legge di Bilancio non parla della situazione attuale della categoria.
"Abbiamo subito la crisi del grande caldo che ha messo in ginocchio la categoria, il caro gasolio. Oggi l'Istat ci dice che il costo della vita è aumentato del 5%". A nome di Ana UGL Sardegna il presidente Pietro Giordo chiama a raccolta tutti gli ambulanti: l'appuntamento è per il 17 novembre alle ore 10:00 a Roma, in Piazza Capranica, a 50 metri da Piazza Montecitorio. "Questa sarà l'inizio di una lunga battaglia. Il Governo dovrà ascoltarci", conclude il presidente Pietro Giordo.
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