Sunday, 06 September 2026
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Pubblicato il 06 September 2026 alle 07:00
Olbia. Emergenza abitativa: senza casa non c'è diritto
al lavoro. La scuola rende visibile una crisi che riguarda l'intera Gallura. FLC CGIL e CGIL chiedono una risposta politica e pubblica.
"Non chiediamo beneficenza: chiediamo politica. La casa è un'infrastruttura sociale indispensabile per il lavoro e per i servizi pubblici. La scuola: le assunzioni che non diventano radicamento. A Olbia e in Gallura trovare una casa compatibile con uno stipendio è diventato sempre più difficile. Le
locazioni annuali sono poche e costose, molte offerte terminano il 31 maggio, quando l'anno scolastico è ancora in corso, e acquistare un'abitazione è ormai fuori dalla portata di gran parte delle lavoratrici e dei lavoratori". Questo il concetto apripista di un'analisi condotta da Cgil e FLC Cgil.
Il dossier «L'emergenza abitativa è emergenza scolastica», elaborato dalla FLC CGIL Olbia-Tempio, fotografa un territorio costretto a reclutare continuamente nuovo personale. Nel 2026/27 sono state pubblicate 211 assegnazioni in ruolo nelle scuole della Gallura, contro 102 nel Sassarese. Anche nei
contratti annuali da GPS, attribuiti sui posti vacanti dell'organico di diritto, la Gallura supera il Sassarese: 123 contro 78, nonostante abbia circa la metà della popolazione. Dati completi, fonti e confronti sono contenuti nel dossier allegato.
Il significato politico è evidente: una persona può accettare per alcuni mesi una stanza, un appartamento condiviso o un contratto da settembre a maggio. La vera difficoltà emerge quando deve decidere se trasferire qui la famiglia, acquistare casa e costruire a Olbia il proprio progetto di vita. Sempre più spesso la risposta è no. Chi può viaggia ogni giorno da Sassari o da altri comuni, sostenendo costi, tempi e rischi; chi non può
farlo accetta canoni sproporzionati e sistemazioni precarie. Molti considerano la sede gallurese una tappa temporanea e cercano di trasferirsi appena possibile. La sede può diventare definitiva sul piano giuridico e restare provvisoria nella vita del lavoratore.
A pagarne il prezzo è anche la scuola pubblica: ogni anno occorre ricostruire gruppi di lavoro, organizzazione degli uffici, rapporti con le famiglie e continuità didattica. Non basta autorizzare posti e assunzioni se il territorio non permette alle persone assunte di restare e costruirvi una vita.
CGIL Gallura: la casa è una vertenza sul lavoro e sullo sviluppo
I dati della scuola confermano una situazione che la CGIL Gallura denuncia da tempo: l'emergenza abitativa non colpisce più soltanto le fasce sociali più fragili, ma investe direttamente il mondo del lavoro e la possibilità stessa di vivere stabilmente nel territorio. Il caso del personale scolastico è emblematico, ma non isolato. Lo stesso problema riguarda lavoratrici e lavoratori della sanità, del commercio,dei servizi,della pubblica amministrazione, giovani coppie e famiglie. Una città che non offre una casa a chi vi lavora finisce per espellere persone e professionalità e,
nello stesso tempo, rende più fragili i propri servizi essenziali.
Una parte crescente del patrimonio abitativo viene sottratta alla residenza stabile e destinata agli affitti brevi e turistici. È un modello che produce ricchezza,ma rischia di rendere impossibile la vita a chi quella ricchezza contribuisce ogni giorno a produrla. Non siamo contro il turismo né contro la crescita economica: siamo contro un modello di sviluppo nel quale una città può diventare sempre più ricca e, contemporaneamente, sempre più difficile da abitare per chi lavora. La casa non può essere considerata una variabile affidata esclusivamente alle dinamiche del mercato o alla disponibilità dei singoli proprietari. È un'infrastruttura sociale fondamentale, come la scuola, la sanità
e i trasporti. Quando mancano abitazioni a prezzi sostenibili aumentano il pendolarismo e la precarietà, si alterano gli equilibri del mercato del lavoro e si indebolisce la coesione sociale.
Una responsabilità delle istituzioni
FLC CGIL Olbia-Tempio e CGIL Gallura chiedono che l'emergenza abitativa diventi una priorità dell'agenda politica territoriale. Comune di Olbia, Provincia Gallura Nord-Est Sardegna, Regione, AREA e Governo devono costruire un piano comune: investimenti pubblici, recupero del patrimonio inutilizzato, edilizia sociale e convenzionata, canoni sostenibili, foresterie e soluzioni per i lavoratori fuori sede, incentivi alle locazioni realmente annuali e una regolazione capace di riequilibrare il rapporto tra residenza stabile e uso turistico degli immobili. La domanda rivolta alle istituzioni è semplice: quale Gallura vogliamo costruire? Una terra nella quale le persone arrivano per lavorare e sono poi costrette ad andarsene, oppure un territorio nel quale sia possibile lavorare, abitare, mettere su famiglia e costruire il proprio futuro? La vertenza sulla casa è una vertenza sul lavoro, sui servizi pubblici e sulla qualità dello
sviluppo. Il diritto all'abitare sta diventando una condizione necessaria per garantire il diritto al lavoro e il diritto all'istruzione.
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