Monday, 12 October 2026
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Pubblicato il 12 October 2026 alle 07:00
Sardegna. La nuova legge elettorale ridisegna gli equilibri politici anche nell’isola, dove il calo demografico comporterà la perdita di un deputato. Alle prossime elezioni la Sardegna eleggerà complessivamente 15 parlamentari, dieci deputati e cinque senatori, dieci in meno rispetto a prima della riforma costituzionale che ha ridotto il numero dei componenti di Camera e Senato.
La principale novità è il superamento dei collegi uninominali e il ritorno a un sistema proporzionale, accompagnato da un premio di maggioranza per la coalizione che raggiungerà almeno il 42% dei voti a livello nazionale. Il premio prevede 70 deputati e 35 senatori aggiuntivi, entro i limiti stabiliti dalla riforma. Se nessuno raggiungerà la soglia, i seggi saranno distribuiti proporzionalmente, senza ballottaggio. Tornano anche le preferenze, ma solo parzialmente: il capolista resterà scelto dai partiti, mentre per gli altri candidati gli elettori potranno esprimere fino a tre preferenze. In Sardegna dodici seggi saranno assegnati sulla base dei voti espressi nell’Isola: otto alla Camera e quattro al Senato. Gli altri tre, due deputati e un senatore, saranno legati all'eventuale premio di maggioranza nazionale e attribuiti attraverso listini bloccati.
Il nuovo sistema potrebbe modificare profondamente gli equilibri tra centrodestra e campo largo. Secondo le simulazioni riportate da La Nuova Sardegna, elaborate sui risultati delle politiche del 2022, la coalizione vincitrice a livello nazionale potrebbe ottenere sei deputati e tre senatori, lasciando agli avversari quattro deputati e due senatori. Senza premio di maggioranza, invece, il centrosinistra unito al Movimento 5 Stelle potrebbe conquistare cinque deputati e tre senatori, contro quattro deputati e due senatori del centrodestra. Il seggio rimanente alla Camera potrebbe andare a una terza forza politica.
A rendere ancora più incerto il quadro contribuisce la presenza della formazione politica guidata da Roberto Vannacci. Futuro Nazionale, fondato il 3 febbraio 2026 potrebbe essere potenzialmente in grado di modificare i rapporti di forza, soprattutto nell’area del centrodestra.
La nuova legge elettorale apre dunque una fase diversa anche per la politica sarda. Con meno rappresentanti in Parlamento e un sistema nel quale il risultato nazionale potrà incidere direttamente sull’assegnazione di alcuni seggi, il peso delle alleanze e le scelte dei partiti nella composizione delle liste diventeranno ancora più determinanti.
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