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12 milioni per riqualificare gli accessi all'Isola: Olbia tra i dieci Comuni coinvolti

Il progetto si chiama "Le porte della Sardegna"

12 milioni per riqualificare gli accessi all'Isola: Olbia tra i dieci Comuni coinvolti
12 milioni per riqualificare gli accessi all'Isola: Olbia tra i dieci Comuni coinvolti
Angela Galiberti

Pubblicato il 18 September 2026 alle 07:00

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Olbia. Dodici milioni di euro per trasformare gli spazi che accolgono chi arriva in Sardegna: Olbia è tra i dieci Comuni coinvolti nel progetto regionale "Le Porte della Sardegna", finanziato con il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027 e destinato a interventi infrastrutturali nelle principali aree di ingresso e uscita dall'Isola. Il protocollo d'intesa è stato sottoscritto il 9 settembre 2026 dalla Regione Sardegna e dai Comuni di Alghero, Cagliari, Elmas, Golfo Aranci, Olbia, Oristano, Porto Torres, Santa Giusta, Santa Teresa di Gallura e Tortolì. Per la Regione firma l'assessore al Turismo, Artigianato e Commercio Franco Cuccureddu, mentre Olbia è rappresentata dal sindaco Settimo Nizzi.

La Gallura ha un peso significativo nel programma: oltre a Olbia partecipano Golfo Aranci e Santa Teresa di Gallura, rispettivamente con i sindaci Giuseppe Fasolino e Nadia Matta. Tre territori caratterizzati dalla presenza di importanti infrastrutture di collegamento con il resto della Sardegna e con l'esterno dell'Isola.

L'obiettivo è intervenire sulla qualità degli spazi attraversati dai viaggiatori al momento dell'arrivo e della partenza. Non attraverso campagne pubblicitarie, ma con opere fisiche: verde, illuminazione, arredi, percorsi, viabilità, spazi di sosta e sistemi di accoglienza inseriti in un'immagine coordinata regionale.

Ma in cosa consiste questo progetto? Il principio base è molto semplice. Porti e aeroporti, insieme alle aree urbane immediatamente collegate, sono il primo contatto di un visitatore con il territorio e l'ultimo luogo attraversato prima della partenza.

Il protocollo concentra tutta la sua attenzione soprattutto sulle aree esterne ai sedimi portuali e aeroportuali e sugli spazi di transizione utilizzati dai passeggeri. La Regione punta a stabilire standard comuni per l'accoglienza, migliorare la qualità delle zone di primo impatto turistico e dare maggiore ordine e riconoscibilità ai percorsi di ingresso e uscita.

Il documento indica in maniera abbastanza precisa la tipologia delle opere che possono essere finanziate. Una parte riguarda la riqualificazione paesaggistica e delle aree verdi, anche attraverso l'utilizzo di specie vegetali legate alla flora sarda, come mirto, corbezzolo, lentisco, lavanda selvatica, oleandri e palma nana.

Tra gli interventi ammissibili figurano portali di ingresso e punti di benvenuto coordinati a livello regionale, elementi di design e arredi urbani ispirati alla cultura e all'artigianato dell'Isola.

I fondi potranno essere utilizzati anche per impianti di illuminazione, cartellonistica statica o digitale, sistemazione della viabilità, percorsi e spazi di sosta. L'idea è che il passaggio tra l'infrastruttura di trasporto e la città non sia considerato soltanto uno spazio funzionale, ma una parte dell'esperienza del territorio.

La dotazione complessiva è di 12 milioni di euro provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027. "Le Porte della Sardegna" rientra nella linea dedicata a turismo e ospitalità. La disponibilità delle risorse, però, è strettamente legata ai tempi di realizzazione e soprattutto alla capacità dei Comuni di rispettare il programma annuale della spesa.

Il piano finanziario rimodulato prevede 1.200.311,84 euro nel 2026, per poi accelerare nel 2027 con 4.490.398,36 euro. Nel 2028 sono programmati altri 3.095.183,33 euro, mentre la spesa scende a 1.815.745 euro nel 2029 e a 1.398.361,47 euro nel 2030.

Oltre 7,5 milioni, dunque, dovranno essere spesi soltanto tra 2027 e 2028. È in questo biennio che si concentrerà la parte finanziariamente più impegnativa del programma e sarà anche qui che la capacità dei singoli enti di trasformare i progetti in lavori e pagamenti diventerà decisiva.

La fase di esecuzione è prevista a partire dal primo semestre del 2027. Tutti gli interventi dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2030.

"Le Porte della Sardegna" mette sul tavolo una questione che riguarda direttamente città come Olbia: la qualità degli spazi di passaggio tra le grandi infrastrutture di trasporto e il tessuto urbano.

Per una città attraversata ogni anno da importanti flussi di passeggeri, l'area di arrivo non ha soltanto una funzione logistica. Viabilità, verde, illuminazione, percorsi e qualità dello spazio pubblico contribuiscono a costruire il primo contatto con la città e, al momento della partenza, l'ultima immagine che il viaggiatore porta con sé.

Si tratta di un ragionamento generale corretto, ma che dovrebbe spingere a una riflessione molto più profonda. In tempi di turistificazione spinta e gentrificazione selvaggia in cui a essere compresso e sacrificato è lo spazio vitale dei residenti (e per spazio vitale intendiamo anche i servizi), è curioso che gli sforzi politici (e finanziari) maggiori siano rivolti molto spesso a chi residente non è. Cioè a chi consuma il territorio, senza viverlo.