Friday, 18 September 2026
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Pubblicato il 18 September 2026 alle 07:00
Olbia. L'anno scolastico è appena iniziato: che fine ha fatto il progetto per il polo scolastico di Olbia? Quello che dovrebbe salvare alcuni plessi scolastici superiori dal rischio alluvione? C'è qualche novità, anche se non si tratta di ruspe in movimento. Il progetto riparte, infatti, con 15,1 milioni di euro destinati al primo lotto funzionale dell'IPIA e con un nuovo accordo tra Comune e Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna. Entrambi gli enti sono guidati dal sindaco Settimo Nizzi.
Questo percorso verso il nuovo polo scolastico, però, non riparte esattamente dal punto in cui si era fermato. Il precedente progetto ha incontrato criticità ambientali e paesaggistiche che hanno comportato dei pareri negativi (in particolare per l'abbattimento di olivastri di grandi dimensioni). La conferenza di servizi avviata nel 2023, a oggi, non risulta conclusa mentre le risorse previste nell'ambito del PNRR non sono più disponibili. Nel frattempo la Regione ha individuato una nuova copertura e la nascita della Provincia della Gallura Nord-Est Sardegna ha reso necessario riscrivere anche i rapporti tra gli enti. Ecco perché Comune e Provincia hanno dato vita a un nuovo accordo amministrativo, partendo dal lotto dedicato all'Istituto Professionale.
La vicenda è nota, ma giova ricordarla per sommi capi. Alla base del progetto c'è una questione che Olbia conosce fin troppo bene. Il Liceo Scientifico "Lorenzo Mossa", il Liceo Classico "Antonio Gramsci" e l'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato "Amsicora" sono in zona a rischio idrogeologico Hi4 e sono stati coinvolti dall'alluvione che colpì la città il 18 novembre 2013.
A distanza di quasi 13 anni da quel tragico evento, le aree in cui sono ubicate queste tre scuole sono ancora classificate dal Piano di Assetto Idrogeologico come aree di pericolosità idraulica molto elevata. Una condizione che, in assenza di opere di mitigazione del rischio, comporta un potenziale pericolo per studenti, docenti, personale e utenti in occasione di eventi meteorologici intensi.
Se la sicurezza è il problema principale, non dobbiamo dimenticare anche un problema relativamente secondario: la presenza di questi vincoli impedisce di programmare, anche nel medio periodo, gli ampliamenti che l'amministrazione considera necessari alla luce della crescita della popolazione scolastica. Poiché la programmazione ha sempre "latitato", Olbia - ogni tot. anni - si ritrova ad avere un'emergenza aule scolastiche con tutte le conseguenze del caso: dagli studenti sballottati qua e là in sedi provvisorie agli affitti da pagare.
Da qui l'idea della delocalizzazione: spostare gli istituti in un'area adeguata, accessibile e inserita nel sistema infrastrutturale urbano, dove costruire edifici moderni senza i limiti delle sedi attuali. Il progetto del polo è stato concepito con una dimensione più ampia rispetto alla semplice costruzione delle aule. Nel disegno generale trovano spazio anche palestre, impianti sportivi all'aperto, mensa e auditorium.
Questo non è un progetto che nasce l'altro ieri: se ne parla almeno dal 2015. Nell'aprile di quell'anno la Regione Sardegna inserì il "Nuovo Polo scolastico di Olbia" nel Piano straordinario di edilizia scolastica Iscol@. Il programma comprendeva Mossa, Gramsci e Amsicora. Negli anni successivi il progetto è entrato in ulteriori programmi di edilizia scolastica. Nel 2022 Comune di Olbia e Provincia di Sassari decisero di definire una collaborazione per agevolarne la realizzazione. L'accordo venne sottoscritto il primo settembre dello stesso anno.
Il Comune assunse un ruolo operativo nell'attuazione dell'intervento e venne individuata un'area sulla quale sviluppare il nuovo complesso. Il Consiglio comunale, con una deliberazione del 6 novembre 2023, prese atto del progetto e adottò la relativa variante urbanistica. Poi sappiamo com'è andato a finire: con una conferenza di servizi non conclusa a causa delle criticità emerse. In pratica, la sistemazione degli edifici sul terreno cancellava dei grandi olivastri.
La nuova bozza di accordo affronta direttamente il problema. Provincia e Comune si impegnano a collaborare per individuare un'area in ambito urbano idonea a ospitare il polo, conforme ai requisiti previsti per l'edilizia scolastica e non soggetta a vincoli.
Il Comune dovrà occuparsi, d'intesa con la Provincia, della scelta del sito e attivare, se necessarie, le procedure per il vincolo espropriativo e le eventuali varianti agli strumenti urbanistici. Dopo di che, a realizzare l'opera sarà il Comune.
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