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Monti, come nasce il MamFest: le parole di Gabriele Barria

Le idee e le origini dietro il progetto appena presentato

Monti, come nasce il MamFest: le parole di Gabriele Barria
Monti, come nasce il MamFest: le parole di Gabriele Barria
Barbara Curreli

Pubblicato il 26 April 2026 alle 15:00

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Monti. Monti patria del belcanto, degli eventi e di un sistema che crea relazioni, eventi e li pone tutti all'interno di una trama intrecciata e strettamente interconnessa.

Da qualche giorno è stato presentato dall'amministrazione comunale e dal direttore artistico del progetto il MamFest (Monti Arts Multicultural Festival), un progetto che come sottolineato da Gabriele Barria mira a "mettere insieme e far crescere tutte le realtà culturali del paese".

"L’idea del MAMFEST nasce in un momento molto preciso: alla fine di un mio concerto lirico-sinfonico dello scorso anno, quando il sindaco, salendo sul palco, ha espresso pubblicamente la volontà di creare qualcosa di più grande per Monti. Non un singolo evento, ma un progetto capace di mettere insieme e far crescere tutte le realtà culturali del paese" - comincia così il racconto di Gabriele Barria - montino doc che del canto lirico e dell'arte del belcanto ha fatto passione e professione.

"Da lì è iniziato un percorso che mi è stato affidato direttamente: lavorare alla costruzione di una visione più ampia, che non sostituisse ciò che già esiste, ma che lo valorizzasse e lo mettesse in relazione. Il punto di partenza, infatti, è stato proprio questo: Monti ha già tante iniziative di valore, ma mancava un sistema che le collegasse, le rafforzasse e le facesse percepire come parte di un’identità unica".

"Il MAMFEST nasce quindi con una doppia anima: da un lato valorizzare e dare maggiore forza agli eventi storici già presenti, dall’altro - prosegue Barria - introdurre nuove date e nuovi linguaggi artistici, aprendo il progetto alla multiculturalità e a forme espressive diverse, dalla musica alla lirica, dal folklore al teatro, fino all’artigianato e ad altre contaminazioni culturali".

"Un altro elemento fondamentale è stato il contesto: Monti oggi dispone di una struttura importante,un anfiteatro completamente riqualificato, con oltre mille posti a sedere e spazi molto ampi che permettono una fruizione ancora più grande. Questo ha reso possibile immaginare qualcosa di più ambizioso, capace di attrarre pubblico non solo locale ma anche da fuori".

"Il MAMFEST - sottolinea dunque Gabriele Barria con orgoglio ed emozione - non è quindi un “festival in più”, ma un progetto che fa da cornice, un contenitore strutturato che dà coerenza e continuità a tutto ciò che accade nel territorio, con l’obiettivo di crescere nel tempo e diventare un punto di riferimento".

Riguardo ad anticipazioni e progetti futuri Barria precisa: "per quanto riguarda le prime attività, il calendario 2026 segna già una partenza concreta e significativa: si partirà il 10 luglio con la prima edizione della Rassegna bandistica e poli-musicale, seguita il 17 luglio dal Festival Internazionale del Folklore, che è ormai una realtà storica. Il 24 luglio sarà la volta della prima Rassegna corale, mentre il 26 luglio ci sarà “Monti Produce” insieme alla Fiera dell’artigianato, giunta alla sua quindicesima edizione. Il 31 luglio, infine, ci sarà il Concerto lirico-sinfonico, che rappresenta uno dei momenti centrali del progetto. A queste si aggiungerà un’ulteriore data culturale o teatrale ancora in definizione".

"L’obiettivo è chiaro: costruire nel tempo un progetto che non sia solo un insieme di eventi, ma un vero sistema culturale capace di generare valore, attrarre pubblico e dare spazio sia ai grandi artisti sia ai talenti del territorio".