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Dermatologia – Estetica: I consigli del Dott. Siddi

Laser Resurfacing e nuova freschezza della pelle: i consigli del dott. Siddi

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Il dott. Siddi oggi ci spiega l’utilità del Laser Resurfacing

Il laser ad Anidride Carbonica (CO2) è diventato negli ultimi 30 anni il trattamento gold standard nella chirurgia dermatologica per la vaporizzazione di un gran numero di lesioni cutanee e mucose e vista la crescente richiesta nell’ambito estetico viene utilizzato da una decina di anni con successo per il trattamento di inestetismi come vari tipi di cicatrici e per migliorare il photo e cronoaging del volto. Grazie all’avvento della tecnologia laser CO2 frazionale micro-ablativa ci si può avvicinare sempre di più ai risultati del resurfacing Co2 ablativo standard, riducendo i tempi di guarigione e gli effetti collaterali.

Il meccanismo d’azione del laser CO2 frazionato prevede che solo una porzione di cute venga colpita dal raggio di luce (le cosiddette zone micro termiche o MTZ), mentre la maggior parte dell’epidermide rimane inalterata; da queste isole di cute sana parte un processo di rigenerazione che permette una guarigione molto rapida, tipicamente della durata di 4 o 5 giorni. In profondità, a livello dermico, il laser provoca un riarrangiamento delle fibre collagene ed un’attivazione dei fibroblasti, cioè delle cellule deputate alla formazione di nuovo collagene, acido ialuronico ed elastina. Il laser Co2, laser chirurgico per eccellenza, lavora ad una lunghezza d’onda di 10600nm nel lontano infrarosso. Il bersaglio del laser è la molecola di acqua. La pelle è costituita per il 70 % da acqua, il raggio laser sarà quindi notevolmente assorbito dalla cute e riuscirà in minima parte a penetrare in profondità garantendo risultati privi di rischi. Grazie alla conversione di luce in calore ed al successivo innalzamento termico che si ha nel tessuto, il laser CO2 riesce a dar luogo ad effetti sui tessuti che vanno dal taglio alla vaporizzazione, alla coagulazione fino alla bio-stimolazione (degenerazione del vecchio collagene e induzione alla formazione di nuovo collagene).

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Cosa si può trattare con il manipolo chirurgico del laser CO2?

  • Cheratosi seborroiche
  • Fibromi penduli
  • Verruche della barba, piane del volto, volgari palmo-plantari
  • Condilomi ano-genitali
  • Adenomi sebacei
  • Siringomi delle palpebre
  • Xantelasmi
  • Lentigo solari
  • Nevi epidermici
  • Nevi dermici verrucosi e peduncolati
  • Nevi sebacei
  • Rinofima
  • Cute del volto invecchiata dal trascorrere del tempo, dal fumo, dagli agenti atmosferici o da altre cause;

Il post operatorio di questi trattamenti prevede la formazione di una ferita che guarisce con la formazione di una crosta che cade nel giro di 7-15 giorni. La cute si presenta poi rosea e torna del normale colorito nel giro di 1-2 mesi dal trattamento. Nel post operatorio le ferite vanno medicate con opportune creme ma si può continuare ad effettuare la normale attività sportivae sociale. Non si può esporre la parte trattata al sole per 2-3 mesi altrimenti è probabile la comparsa di una iperpigmentazione post-infiammatoria.

Il Laser CO2 può essere anche utilizzato in ambito estetico per il cosiddetto resurfacing del viso, collo o decollèté, trattamento che migliora l’aspetto di una pelle segnata  da rughe, da un’eccessiva esposizione al sole, dal fumo, da cicatrici da acne o da altre problematiche e migliorando rughe sottili non eccessivamente profonde (codice a barre, zampe di gallina, rughe glifiche, rughe della fronte, ecc.). Rimuove strato dopo strato la pelle danneggiata e tutti i suoi difetti estetici, lasciando il posto ad una cute più distesa, fresca e tonica dando un aspetto ringiovanito e al contempo naturale. Esso può dare eccellenti risultati anche per problematiche cutanee del resto del corpo (smagliature).

Bisognerà evitare il trattamento nei casi di:

  • pelle di colore olivastra, soggetti mulatti o di razza nera, pelli abbronzate. In tutti questi casi effettuare il laser resurfacing potrebbe comportare discromie cutanee (macchie) indesiderate;
  • pelle con tendenza all’alterata cicatrizzazione (soggetti che possono sviluppare cicatrici ipertrofiche e cheloidi);
  • cute con infezione in atto al momento del trattamento;
  • assunzione di pillola anticoncezionale;
  • utilizzo di antibiotici;
  • gravidanza e allattamento.

l trattamento con laser resurfacing comporta un’ablazione più o meno superficiale (a seconda del problema da dover risolvere) della cute, che determina un ricambio cellulare attraverso una lenta e progressiva desquamazione degli strati cutanei. Nello specifico il laser va a colpire (mediante fototermolisi) la componente liquida delle cellule che compongono la parte più esterna della cute.

In questo modo gli strati di pelle superficiali, quelli cioè danneggiati da vari fattori (smog, fumo, invecchiamento, ecc.), verranno rimossi mediante un processo di rigenerazione epidermica, saranno sostituiti da una nuova pelle più tonica, fresca ed elastica.

A seconda del difetto da dover correggere il numero di sedute di laser resurfacing può essere variabile e non è prevedibile a priori.

Generalmente per il ringiovanimento cutaneo del volto il numero di sedute varia anche in base alla potenza e profondità con cui agisce il laser, ma normalmente può variare da una seduta ad un massimo di due. Per tutti gli altri trattamenti (macchie, smagliature, cicatrici, ecc.) il numero può variare molto a seconda dell’entità del problema da dover correggere.

Per maggiori info CONTATTARE:

Dott. G. Massimiliano Siddi

STUDIO MEDICO DERMATOLOGICO

CENTRO LASER E MEDICINA ESTETICA

Tel. 338-7082844

Tel. 393-0055072

Tel. 340-9850798

Studio Dentistico Satta orizzontale
Studio dentistico Dottoresse Satta Olbia 1540
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