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Gallura, primo rifugio per animali: "obiettivo salvare vite e sensibilizzare al rispetto"

Il rifugio di Miki Pig accoglie animali da reddito per salvarli da sfruttamento e macellazione

Gallura, primo rifugio per animali:
Gallura, primo rifugio per animali:
Camilla Pisani

Pubblicato il 26 giugno 2021 alle 06:00

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Telti. “Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani”: questa celebre frase di Lev Tolstoj riuscirebbe, da sola, a rappresentare la sintesi del lavoro del rifugio di Miki Pig, il cui nome nasce proprio da uno degli animali salvati. Il rifugio, situato a Telti, nasce dalla volontà di dare una casa ad animali che provengono da abbandono, fuga, maltrattamenti, cessioni di proprietà e che diversamente finirebbero nel circuito dello sfruttamento o macellati. “Il mio progetto nasce dall’idea che senza consapevolezza è impossibile sviluppare il pensiero critico e cambiare rotta su abitudini e modi di vivere consolidati; io stessa sono diventata vegana ed antispecista dopo un lungo percorso di conoscenza ed approfondimento. Un rifugio è un luogo di pace all’interno del quale ogni animale può vivere secondo le proprie esigenze di specie, nel modo più possibile naturale e vicino alle proprie caratteristiche etologiche; nel caso di un rifugio per animali da reddito (come è il Miki Pig) non è ovviamente prevista alcuna forma di sfruttamento né di restrizione, gli animali vivono liberi. Il nostro obiettivo è quello di far conoscere alle persone una realtà di cui ancora si parla poco, sensibilizzando al rispetto animale anche chi vive in città; il progetto è inclusivo, e prevede la creazione di un luogo in cui umani ed animali possano condividere esperienze e conoscenze, in cui le persone possano passare tempo di qualità in un luogo di condivisione. La previsione è quella di aprire, all’interno del rifugio, il primo B&B totalmente vegan in Sardegna, con uno spazio dedicato a laboratori teorico-pratici relativi al mondo animale e vegetale, a manifestazioni e rassegne culturali. Al momento siamo fermi causa Covid, ma contiamo di cominciare a breve con l’ospitalità” racconta Alessia Corbu, responsabile LAV (lega anti vivisezione) Sassari e fondatrice del rifugio. Il rifugio prende il nome da uno dei primi ospiti, un maiale (Miki, appunto) che, dopo aver vagato in un paese del nord Sardegna in cerca di cibo e riparo, del tutto privo di quei segni identificativi previsti dagli allevamenti ufficiali (quindi fuggito presumibilmente da uno di quelli abusivi), è stato tratto in salvo proprio da Alessia. “Abbiamo quindi avviato l’iter burocratico con la ASL per metterlo in regola, ma purtroppo in Italia i rifugi vengono trattati alla stregua degli allevamenti, per cui sono stata sanzionata per salvarlo. Noi siamo in grado di offrire anche stalli temporanei, ci occupiamo eventualmente anche di ricollocare gli animali. Al momento abbiamo ospiti tre cavalli, due asine, cani, pecore, maiali, che vivono in grande armonia; è possibile fare delle adozioni a distanza, finanziando le spese di mantenimento ma tenendo l’animale al rifugio, e nel prossimo futuro sarà possibile anche fare, oltre che delle giornate di visita, anche delle vacanze o vacanze-lavoro. Il rifugio si autofinanzia, nel mio caso io investo tutto il mio stipendio nel portare avanti il progetto e mantenerne i costi; saltuariamente faccio qualche raccolta fondi specifica, ultimamente ne ho una aperta per finanziare la recinzione che separerà l’area fruibile dai visitatori da quella in cui normalmente stazionano gli animali, e per affrontare le spese veterinarie. Un asina è laminitica, un cavallo è cardiopatico ed in più ha un tumore cutaneo della pelle che stiamo trattando, l’altra asina ha una malattia metabolica a causa della quale il veterinario le ha dovuto togliere i denti, quindi deve fare un’alimentazione specifica; diciamo che in realtà a rifugio arrivano e rimangono animali che hanno bisogno di particolari attenzioni e cure” spiega Alessia Corbu. Scoprire le specifiche peculiarità di animali non considerati comunemente “da compagnia” può essere una rivelazione incredibile, e rappresenta per molti il primo passo per uno stile di vita più consapevole e rispettoso della natura, intesa come complesso del regno animale e vegetale: quello che i rifugi o santuari come il Miki Pig sanno trasmettere è proprio un grande senso di armonia, di equilibrio, di giustizia; dare a chi è indifeso la possibilità di una vita migliore è forse il massimo gesto d’amore, il simbolo più vero del riuscire ad essere umani.