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Cannigione, subacquei in azione per ripulire i fondali: torna “Il Porto che vorremmo”

L’iniziativa del Consorzio Marina coinvolgerà subacquei e volontari nel porto

Cannigione, subacquei in azione per ripulire i fondali: torna “Il Porto che vorremmo”
Cannigione, subacquei in azione per ripulire i fondali: torna “Il Porto che vorremmo”
Patrizia Anziani

Pubblicato il 21 October 2026 alle 16:00

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Cannigione. Il mare non è soltanto quello delle spiagge e delle calette che ogni estate richiamano migliaia di visitatori. C'è anche quello dei porti, luoghi di incontro, di lavoro e di passaggio, dove il continuo movimento delle imbarcazioni rende particolarmente importante la cura dell'ambiente. È proprio da questa consapevolezza che nasce “Il Porto che vorremmo 2026”, la giornata dedicata alla pulizia dei fondali del porto di Cannigione, in programma sabato 24 ottobre, con il coinvolgimento di subacquei, associazioni e operatori del settore nautico.

L'iniziativa è promossa dal Consorzio Marina Cannigione, insieme alla cooperativa Sartamar e a Pontili dei Fiori, in collaborazione con il Comune di Arzachena, che sostiene la manifestazione anche attraverso un contributo straordinario.

Non si tratta della prima esperienza. A raccontare come è nato il progetto è Andrea Filippeddu, presidente pro tempore del Consorzio Marina Cannigione, raggiunto telefonicamente da Olbia.it.

"La prima volta l'abbiamo fatta nel 2024", spiega Filippeddu, ricordando come l'idea sia nata dalla volontà di rivolgere maggiore attenzione a un tratto di mare spesso meno considerato rispetto alle spiagge. «Si è sempre fatta la pulizia delle spiagge e dei posti molto turistici, ma il porto veniva comunque lasciato un po' in disparte". Un'osservazione che ha spinto i concessionari a organizzarsi per intervenire direttamente sui fondali, dove l'intenso traffico nautico e le attività portuali rendono necessario un impegno costante.

L'appuntamento è previsto nella mattinata di sabato, indicativamente dalle 9:30 alle 12:00. Il punto di riferimento sarà il piazzale del porto di Cannigione, dove verranno allestiti alcuni gazebo per il coordinamento delle attività e il supporto logistico ai partecipanti.

Da qui partiranno le diverse squadre di subacquei, distribuite nei vari settori dell'area portuale, con l'obiettivo di recuperare i rifiuti presenti sui fondali. Il materiale raccolto sarà successivamente conferito e smaltito attraverso un'organizzazione predisposta per l'occasione. Al termine delle operazioni è previsto anche un momento conviviale, con un punto ristoro dedicato ai volontari.

A partecipare saranno quattro realtà specializzate nelle immersioni subacquee: Scubarevolution, Areamare, Anthias e Iknós. A queste si aggiungerà l'associazione sportiva dilettantistica Passione Apnea, contribuendo a una giornata che mette insieme competenze tecniche, volontariato e sensibilità ambientale.

Il presidente Filippeddu sottolinea anche il valore dell'iniziativa per l'immagine della località turistica e per quanti frequentano quotidianamente il porto: "L'area è frequentata da migliaia di persone ogni anno. Offrire un servizio turistico a 360 gradi che contempli natura, bellezza e accoglienza nel nostro territorio significa intervenire anche nel nostro porto turistico, che comunque va tenuto sempre pulito e in buono stato.  osserva. Il Consorzio, che riunisce gran parte dei concessionari del porto di Cannigione, è già organizzato per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalle attività portuali. Tuttavia, come riconosce lo stesso presidente, non tutto può essere intercettato attraverso la normale gestione quotidiana. Da qui l'utilità di un intervento specifico sui fondali.

L'iniziativa assume così un significato che va oltre la semplice raccolta dei rifiuti. È anche un'occasione per richiamare l'attenzione sull'importanza della prevenzione, sul rispetto dell'ambiente marino e sulla responsabilità condivisa tra operatori, diportisti e cittadini. Per Cannigione, località che ha costruito una parte importante della propria identità attorno al mare e alla nautica, la cura del porto rappresenta anche un modo concreto di valorizzare il territorio.

“Il Porto che vorremmo” torna dunque a distanza di due anni dalla prima edizione, con l'intento di trasformare una giornata di volontariato in un messaggio di attenzione verso un patrimonio che appartiene all'intera comunità. Perché la tutela del mare non si ferma sulla battigia, ma continua anche sotto i pontili, là dove ciò che viene abbandonato spesso rimane invisibile agli occhi di chi osserva dalla superficie.