Wednesday, 21 October 2026
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Pubblicato il 21 October 2026 alle 18:30
San Teodoro. In un'epoca contrassegnata dalla frenesia digitale e dalla frammentazione interiore, la riscoperta dei classici del pensiero spirituale offre un'inaspettata bussola per orientare le fragilità del presente. Questa profonda intuizione ha guidato la riflessione presentata da Don Alessandro Cossu attorno alla Regola Pastorale di Papa Gregorio Magno, un'opera millenaria riletta attraverso un'inedita lente d'ingrandimento capaci di intrecciare teologia, cura dell'anima e moderna psicologia. Gregorio Magno, figura guida della Chiesa vissuta nel VI secolo, si rivela così un acuto conoscitore dell'animo umano, in grado di tracciare un metodo d'ascolto e di guida emotiva che anticipa di secoli le intuizioni della psicanalisi contemporanea.
La riflessione promossa da Don Cossu dimostra come la guida spirituale non possa prescindere da una profonda comprensione delle dinamiche psicologiche dell'individuo. La Regola Pastorale non si limita a impartire precetti dottrinali, ma insegna l'arte dell'empatia, del discernimento e del rispetto per la singolarità di ogni storia personale. In una società smarrita, dove l'ascolto autentico è divenuto una merce rara, il messaggio del Papa psicologo risuona con straordinaria attualità, offrendo alla comunità di Olbia e dell'intera Gallura una chiave di lettura preziosa per ricucire le ferite dell'incomunicabilità e ritrovare un equilibrio tra dimensione interiore e vita collettiva.L'incontro tra fede e psicologia rappresenta un ponte culturale d'inestimabile valore per il territorio, capace di parlare sia ai credenti sia a chiunque cerchi risposte alle inquietudini del nostro tempo. Attraverso questo dialogo, la tradizione spirituale smette di essere un'eredità statica e torna a farsi strumento vivo di crescita umana. A margine dell'evento, abbiamo raggiunto Don Alessandro Cossu per approfondire il senso di questo viaggio nel cuore dell'anima umana che ci accoglie con queste parole:"Questo libro che ho curato è il frutto della tesi di dottorato ed è, più che altro, una sintesi per far capire cosa è la regola pastorale, di cosa tratta e tutto il suo percorso storico per arrivare a capire che ha fatto, il percorso storico che ha fatto, per far capire quanto è importante quest'opera e che tutt'oggi quest'opera può essere utile a tutti, in modo particolare, naturalmente, ai sacerdoti, ai vescovi e a tutti coloro che hanno, ecco, una responsabilità educativa, perché la parte educativa non deve prescindere da quella spirituale, perché l'uomo ha bisogno sì dell'educazione umana, ma anche della di educazione spirituale, perché noi siamo fatti di corpo e di anima"
Don Alessandro, perché definire Papa Gregorio Magno un "psicologo ante litteram" e cosa può insegnare la sua Regola Pastorale all'uomo contemporaneo?
"Questo libro che ho curato nasce dalla mia tesi di dottorato e rappresenta una sintesi per comprendere la Regola Pastorale, di cosa tratta e quale sia il suo lungo percorso storico, per capire quanto quest'opera sia fondamentale ancora oggi. Gregorio Magno visse nel sesto secolo, in un'epoca segnata da gravissimi problemi economici, sociali, spirituali e culturali. Sapeva stare in mezzo alla gente e conosceva profondamente l'essere umano in tutte le sue categorie. La sua opera è profondamente impregnata della parola di Dio, ma si sviluppa attraverso una straordinaria attenzione alle facoltà umane: pedagogiche, spirituali, psicologiche, introspettive e sociologiche. Per questo si può definire un vero esperto dell'umanità.Pensa alla sua biografia: vissuto dapprima come praefectus urbi, una sorta di sindaco di Roma, in una nobile famiglia senatoria, conobbe sia il lusso delle corti sia la povertà e i vizi del mondo. Poi sentì il richiamo di Dio tanto che fondò un monastero con delle regole proprie nella sua casa dove si ritirò. E proprio in quel luogo oggi troviamo la Basilica di san Gregorio al Celio, abitata dall'ordine dei Camaldolesi. Successivamente la Chiesa si accorse di lui e lo inviò a Costantinopoli, nel cuore del caos dell'impero, dove seppe fondare un cenobio mettendo Dio al centro ma senza mai recidere il rapporto con gli uomini, trattando da diplomatico con imperatori e cortigiani al punto da battezzare il figlio dell'imperatore come suo figlioccio. Quando ritornò a Roma, in un momento storico difficilissimo tra invasioni barbariche, povertà, alluvioni e pestilenze, il popolo lo acclamò Papa. Gregorio ha affrontato la guida della Chiesa conoscendo l'uomo in ogni sua piega".
In una società dominata dalla fretta e dai contatti virtuali, in che modo l'intreccio tra psicologia e fede può aiutare le nostre comunità?
"L'insegnamento di Gregorio è chiarissimo: non si può affrontare il mondo senza Dio. La Regola Pastorale sottolinea con forza l'equilibrio indispensabile tra la dimensione interiore della fede e la responsabilità dell'azione quotidiana. L'uomo ha bisogno di ricaricarsi attraverso la parola di Dio, la preghiera, la meditazione e l'ascolto. Chi vive in questa familiarità con il Signore affronta la realtà in modo radicalmente diverso rispetto agli altri, perché prima sta con Dio e poi si spende nel mondo.
Oggi, in questi ritmi frenetici e in mezzo a solitudini a volte deleterie, chi si ricarica di Dio non sperimenta più l'abbandono e sa affrontare le ferite della vita con una prospettiva di guarigione. L'opera si compone di quattro capitoli fondamentali: il terzo delinea come dev'essere il pastore e l'educatore, mentre il quarto spiega concretamente come educare attraverso i consigli divini. Questo testo, che io metto subito dopo la Bibbia, l'Imitazione di Cristo e le Confessioni di Agostino, diventa uno strumento insostituibile: prima plasma te stesso, e poi ti permette di guidare gli altri nelle loro diverse sensibilità".
Qual è il messaggio più urgente che questa rilettura consegna ai giovani e alle famiglie?
"Il messaggio principale è che la parte educativa non deve mai prescindere da quella spirituale, perché noi siamo fatti di corpo e di anima. L'introspezione e l'attenzione alle differenze umane sono strumenti concreti per guidare spiritualmente le fragilità moderne. Nella Chiesa e nella società, il prete, il pastore, la guida o l'educatore devono comprendere prima l'uomo nella sua interezza e poi offrirgli ciò di cui ha realmente bisogno, a partire dai consigli di Dio. Ai giovani e alle famiglie di oggi dico che riscoprire questa sintesi significa ritrovare una bussola sicura per abitare il mondo con speranza, superando ogni frammentazione interiore".
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