Friday, 09 October 2026

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San Pantaleo, arte e profezie: Nicola Filia presenta la nuova mostra

Cinque artisti contemporanei raccontano il domani a San Pantaleo tra scultura, pittura e visioni.

San Pantaleo, arte e profezie: Nicola Filia presenta la nuova mostra
San Pantaleo, arte e profezie: Nicola Filia presenta la nuova mostra
Laura Scarpellini

Pubblicato il 09 October 2026 alle 07:00

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San Pantaleo. San Pantaleo si conferma il cuore pulsante della creazione artistica in Gallura, ospitando un appuntamento che indaga la natura profetica dell'arte contemporanea. Dal 10 al 18 ottobre 2026 la Nicola Filia Art Gallery apre le sue porte a "Così come era stato detto", mostra collettiva curata da Daniele Pipitone e realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Per Arte Vie. L'esposizione riunisce le opere di cinque nomi di rilievo del panorama sardo: Roberto Chessa, Nicola Filia, Alessandro Lobino, Tonino Mattu e Narcisa Monni. L'inaugurazione si terrà sabato 10 ottobre alle ore 18:30, coincidendo con la ventiduesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, l'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani, che prevede ingressi gratuiti e iniziative speciali su tutto il territorio nazionale. Appare quasi superfluo andare a sottolineare che il percorso espositivo nasce dalla volontà di esplorare la capacità degli artisti di intercettare i segnali del presente, anticipando le mutazioni sociali, politiche ed economiche. Attraverso sculture e dipinti, le opere in mostra analizzano le contraddizioni del nostro tempo: dalla crisi climatica ai cambiamenti urbani, passando per i nuovi contesti geopolitici, le guerre e la ridefinizione dei rapporti interpersonali dopo l'esperienza della pandemia. Il borgo di San Pantaleo offre la cornice ideale per questo incontro tra visioni e materia. L'iniziativa rientra nella serie di progetti che la galleria porta avanti per sostenere la ricerca artistica contemporanea. L'ingresso è gratuito tutti i giorni dalle ore 17:00 alle 21:00.

Foto Nicola Filia Art Gallery

Per approfondire lo spirito dell'evento e il valore culturale dell'iniziativa, abbiamo intervistato Nicola Filia, scultore e fondatore della galleria.

Qual è il valore di proporre una mostra di questo spessore a ottobre, lontano dai grandi flussi turistici estivi?

"L'arte non va mai in vacanza e non deve seguire la stagionalità. Organizzare questa esposizione ad ottobre dimostra che i progetti artistici indipendenti mantengono la propria forza tutto l'anno. Crede fortemente nella continuità della promozione culturale, offrendo al pubblico e al territorio uno spazio che è sia il mio studio personale, sia un luogo aperto di incontro e confronto."

La mostra raccoglie cinque sguardi molto diversi tra loro. Che tipo di sinergia si è creata con la curatela di Daniele Pipitone?

"Sono davvero felice della selezione che Daniele ha strutturato. È un giovane collezionista e un curatore dal futuro promettente. Apprezzo molto la sua  cura nei dettagli, la pignoleria e la profondità della sua ricerca. È riuscito a far dialogare opere diverse dandoci una lettura coerente sul tema del futuro."

Foto opera Nicola Filia

San Pantaleo è storicamente noto come il borgo degli artisti, ma come sta cambiando questo ecosistema negli ultimi anni?

"Negli ultimi tempi il borgo ha perso molti degli artisti che fino a dieci anni fa lo popolavano. Purtroppo oggi bisogna fare i conti con un'economia altalenante e con costi degli affitti molto elevati, fattori che rendono difficile per un creativo gestire un proprio laboratorio. Io mi ritengo fortunato, ma ho lavorato duro per costruire questo spazio."

Che messaggio si sente di lanciare ai suoi colleghi e al panorama artistico locale?

"Spingo sempre i miei colleghi a credere nelle proprie forze e nell'arte che producono. Bisogna cercare i luoghi, appropriarsene e abitarli con la propria presenza quotidiana. Restare a casa ad aspettare o appoggiarsi soltanto alle gallerie esterne è un lavoro meno edificante. In Sardegna ci sono tantissimi posti ideali per creare un presidio artistico permanente: viverli è l'unica scelta vincente per farsi scoprire davvero da collezionisti e visitatori."