Wednesday, 27 May 2026
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Pubblicato il 24 September 2020 alle 18:49
Olbia, 24 settembre 2020 - Cambio di rotta per la nave Alan Kurdi che non attraccherà più ad Arbatax, bensì all'Isola Bianca di Olbia: a dare la notizia è l'associazione tedesca Sea-Eye sul suo account ufficiale Twitter.
"A #AlanKurdi è stato ora assegnato il porto di Olbia in Sardegna come #PlaceofSafety. Ci arriveremo venerdì mattina alle 6:00 (LT). Un altro ingiusto blocco marittimo finisce", afferma l'associazione con un post pubblicato circa un'ora fa.
Su tutte le furie la Regione Sardegna: "Una decisione presa dal Governo senza consultare la Regione Sarda, alla quale si chiede un ulteriore sacrificio oltre a quelli determinati dai continui sbarchi sulle coste del Sulcis.La concessione dello sbarco nel porto di Olbia ai 125 immigrati a bordo della nave Ong, dopo il diniego del governo francese, non è condivisa dal Presidente della Regione Christian Solinas", si legge in una nota.
"Non si comprende - dice il Presidente Solinas - il vero motivo del cambio di destinazione e meno ancora quello dello stazionamento davanti alle coste sarde, anche alla luce del decreto del 7 aprile con cui si è di fatto disposta la chiusura dei porti italiana. Nella totale incertezza sulla percentuale di coloro che saranno reindirizzati verso altri paesi europei, e sui tempi con i quali si procederà, si impone dunque, un nuovo onere sulla Sardegna e su uno scalo portuale non adeguato e attrezzato per fronteggiare una simile emergenza dagli incerti contorni, anche sanitari".
Lo sbarco della nave Alan Kurdi, che ha a bordo 125 migranti, è stato autorizzato questa mattina: il Viminale ha indicato la Sardegna come sede di sbarco. Inizialmente l'attracco era previsto ad Arbatax, nelle ultime ore invece la destinazione è cambiata.
La nave aveva chiesto l'autorizzazione per avvicinarsi alla rada di Arbatax a causa delle condizioni meteo in peggioramento.
L'associazione tedesca, nei giorni scorsi, ha compiuto alcuni salvataggi al largo della Libia tra il 19 e il 20 settembre. L'Ong riferisce di aver contattato i centri di Coordinamento di soccorso marittimo di diversi Stati, senza però ricevere risposta. Questa la versione dell'associazione.
A bordo della nave vi sono 125 persone: 62 sono minori, il più piccolo ha 5 mesi.
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